Salerno Nuovi incubi urbani.
Paolo Ferraiolo
Non giudicate questa corrispondenza, inviata a eddyburg il 30 gennaio 2009, se prima non avete guardato le immagini. Se questa è una piazza…


Il caso che vorrei segnalare è quasi uno scoop. Nessuno ne sa niente. Nemmeno i cittadini della mia città: Salerno. Ebbene, la città di Salerno vive da circa 15 anni una vera “rivoluzione” urbanistica per “merito” del sindaco di questa città anche lui, per tutto questo periodo, al posto di comando e dell’architetto catalano Oriol Bohigas.

Ci son voluti 15 anni per elaborare un piano regolatore della città che nei fatti non regola un bel niente, tanto è vero che ci troviamo davanti ad una vera emergenza come quella attuale della sistemazione urbanistica di una zona di città chiamata Santa Teresa ed oggi, sempre per volere del sindaco, “Piazza della Libertà”.

Piazza, sempre “piazza” è stata chiamata questa parte di città nei discorsi del sindaco De Luca, tra i più amati d’Italia. E’ diventato pure un suo cavallo di battaglia nella rielezione del 2006. Illustrava sempre oralmente questo magnifico progetto di piazza contornato da “colonne in alabastro” e, nel suo sogno di grandezza, spingeva a fondo sulla vastità dello spazio che (solleticando una antica rivalità con la città di Napoli) sarebbe stato più esteso di quello di Piazza Plebiscito del capoluogo di regione.

A fine 2007 in un consiglio comunale, con vari ordini del giorno, si approvò , su una semplice planimetria, il nuovo disegno della “piazza”. La firma era di un’altra archistar spagnola Ricardo Bofill. Il segno in planimetria era di costruzioni civili in semicerchio chiamato più elegantemente, dall’architettura neoclassica inglese, “crescent”. Nulla era dato sapere sulle altezze del manufatto. Per tutto un anno non si è mai parlato del progetto di contorno alla piazza ma solo della piazza.

La propaganda comunale ha tenuto nascosti i veri limiti del progetto. All’inizio del 2009 un quotidiano locale ha pubblicato un’assonometria di progetto dell’area e allora qualcuno ha finalmente cominciato a capire che solo di piazza non si trattava ma “forse” c’era dell’altro. Mi aspettavo che all’indomani della pubblicazione dell’unica immagine pubblica del progetto si alzasse almeno qualche voce critica. Anche sollecitando i quotidiani locali nulla è avvenuto. Tutto top secret. Tutto rimesso a tacere.

Nessun comitato, nessun commento, come se le cose della propria città non interessassero nessuno. La città, con i media compiacenti, non sa e non vuole sapere. Se si domanda a qualcuno di quello che si vuol fare in quella zona risponderà “una piazza più grande di quella del plebiscito a Napoli”. Punto.

Ricardo Bofill è un bravo architetto come quasi tutte le “archistar”, ma fa parte di tutto quel sistema che si serve di “archistar” proprio per far passare qualcosa di assolutamente devastante (anche Savona sta combattendo contro lo stesso architetto per un progetto molto simile). I suo progetti post-moderni degli anni ottanta gli hanno dato lustro in Francia dove ha costruito vari quartieri di edilizia residenziale pubblica nelle periferie di molte città. Con i suoi “ crescent”, con le sue architetture in stile antico, ha dato prova dell’effettiva applicazione di quella teoria della “monumentalizzazione della periferia” tanto cara anche al catalano Bohigas.

Ben diverso questo progetto: anche uno studente alle prime armi si accorgerebbe che è un progetto assurdo per dove è stato concepito. E’ completamente fuori scala con il contesto. Mentre la soprintendenza, sempre restia a concedere permessi per un qualunque spostamento di apertura in un muro, arriva a definirlo in senso elogiativo “un segno architettonico di enorme valenza”. Disarmante. Dall’assonometria pubblicata si contano 8 piani di costruzione a cui si devono aggiungere 4,50m di base da cui parte l’edificio vero e proprio. Fanno quasi 10 piani . Circa 30 metri di altezza per uno sviluppo di 270 m. Una vera e propria saracinesca visiva sull’inizio della costiera amalfitana per chi percorra il nostro lungomare. La soprintendenza ha annunciato qualche ritocco. Ma anche con qualche piano in meno il risultato cambia poco.

Anche la forma del crescent non rammaglia in alcun modo la zona di città antica retrostante che anzi volontariamente esclude. Uno stile tipo Versailles con altre due torri in stile agli estremi del semicerchio. Vergognoso. Senza poi contare il nuovo carico urbanistico di abitanti in più e standards in meno per tutta la zona. Senza contare l’abbattimento di 5 platani secolari. Senza contare l’indennizzo per l’esproprio e l’abbattimento dell’Hotel Jolly presente in zona. Senza poi contare le procedure davvero “comiche” per la realizzazione della “piazza”. Terreno demaniale inalienabile ma che il comune, con anticipazioni comunali, ricompra per poterlo vendere poi ai privati. Se il cittadino salernitano voleva una piazza già sua dovrà accollarsi pure la costruzione del palazzone di 10 piani. Incredibile.

Ciliegina sulla torta la dichiarazione del beneamato sindaco, suggestionato forse dallo stile ancien régime, di voler riposare con le proprie ceneri in eterno al centro dell’emiciclo. Fine della comica. Peccato, purtroppo, che di comica non si tratti ed in primavera vorrebbero cominciare i lavori

(paoloferra@tin.it)

Sullo stesso tema
Elettra Malossi
La regione Emilia Romagna ha puntato da tempo alle unioni di comuni, come forma stabile di coordinamento dei comuni appartenenti ad ambiti territoriali ottimali...
Norberto Vaccari
Carissimi Eddy, Ilaria e Mauro (sì vi considero degli amici, molto speciali, che con le attività e le parole mi fanno dei favolosi regali),vorrei dirvi che questa puntata della SDE è stata veramente molto interessante e utile.Nel mio piccolo intervento avrei voluto dire tante cose ma mi sono rimaste dentro.Provo a scriverle.
Giuseppe Boatti e Carlotta Di Cerbo e Ma
E' necessario rivolgersi alla magistratura per ottenere che i cittadini, riuniti in un comitato responsabile e propositivo, ottengano il privilegio di dialogare con il Comune? Il caso della Goccia, un'area verde pari all'intero Parco Sempione.
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg