Un nuovo commissario e vecchi problemi
Piero Giovanni Guzzo
Il lucido, articolato commento del Soprintendente di Pompei e Napoli sulle vicende dell’archeologia romana. Scritto per eddyburg, 13 febbraio 2009 (m.p.g.)
Nella quiete di una domenica mattina piovosa leggo due interventi sulla querelle del commissariamento dell’archeologia romana: visto il clamore suscitato dal recente annuncio di un provvedimento al riguardo, non potevano mancare le riflessioni di personaggi di lunga esperienza e di indiscussa autorità coinvolti nelle circostanze. Guido Bertolaso (sul Corriere della Sera, edizione romana) mostra il suo candido stupore di fronte alle contestazioni elevate, non solo dai funzionari archeologi, ma anche da qualche migliaio di cittadini, fra i quali mi annovero. Il Commissario Bertolaso rivendica il necessario ed istituzionale ruolo della Protezione Civile: nell’identificare la natura delle criticità, nell’elaborare le contromisure, nel porle in realizzazione, nel riconsegnare la situazione sanata a chi di competenza. Adriano La Regina (su La Repubblica, edizione romana) evidenzia le, peraltro da tutti riconosciute, benemerenze della Soprintendenza Archeologica di Roma, lamenta la scarsità di risorse sia finanziarie sia professionali, illustra la complessità degli interventi di restauro, e quindi il loro protrarsi nel tempo.

Ambedue gli interventi esplicitano solo parzialmente quella che appare sia la natura del proposto Commissariamento, che segue quello di Pompei (luglio 2008), quello sull’impatto delle metropolitane di Roma e Napoli sulle preesistenze archeologiche (agosto 2008), ed altri precedenti, come ad esempio per la Domus Aurea di Roma. Questa lunga e ripetuta serie di interventi straordinari rivela che alle strutture tecniche responsabili della conservazione dei monumenti antichi il Governo imputa inefficienza: tanto da esautorarle con la nomina di Commissari. Altro è se l’imputata inefficienza sia reale oppure pretestuosa; se solamente Roma e Pompei si trovino in tali lamentate situazioni; se i provvedimenti nascondano scopi ulteriori ed altri rispetto al contrasto del “degrado”. La scelta politica di nominare Commissari là dove il Governo l’abbia ritenuto necessario (a prescindere, come anticipato, dalla serenità della valutazione) indica con chiarezza che il Governo ritiene non all’altezza del proprio compito istituzionale le strutture tecniche che fanno parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E, a questo proposito, l’intervento domenicale del Commissario Bertolaso è illuminante ed incontrovertibile: ma non risponde ad una domanda, alla quale invece il prof. La Regina dà ampia e documentata risposta. Così che i due interventi si completano vicendevolmente. A causa della cronica scarsità di risorse sia finanziarie sia professionali e della enorme vastità e fragilità del patrimonio costituito dai monumenti antichi, il loro stato di conservazione e di fruizione attuale è ancora lontano dall’essere soddisfacente.

A questo proposito non vale guardarsi indietro, paragonando l’oggi allo ieri o all’altro ieri: anche se la differenza, in meglio, si vede, tranne forse per quanto riguarda una più vigile attenzione alle esigenze di informazione e di servizio al pubblico, che ha ormai raggiunto vastità e varietà planetarie. Il Governo, non soddisfatto, nomina Commissari: ciò lo esime dal dotare di risorse finanziarie e professionali le Soprintendenze che sono ritenute le cause prime dell’insoddisfazione. Quale sia lo sviluppo futuro di un tale modo di agire non possiamo sapere: ma tristi, anche indistinti, timori, come quello della “privatizzazione” (qualsiasi cosa significhi questa parola), paiono giustificati. Tanto più di fronte al decremento verticale dei bilanci ministeriali, già in precedenza analizzato e denunciato da parte di Salvatore Settis, ed al fisiologico invecchiamento delle risorse professionali, non più adeguatamente rinnovate da anni. Sembra pertanto giustificato dedurre ulteriormente che, nelle possibili previsioni del Governo, le attività tecniche di conservazione dei monumenti antichi siano destinate a ridursi progressivamente ed ulteriormente: riciclandole, sotto la fascinosa etichetta della “tutela” (della quale troppo spesso ci si è fatto scudo, tralasciando il servizio al pubblico), in procedimenti non più metodologicamente giustificati e finalizzati all’intera filiera della conoscenza, della conservazione, della fruizione, ma solamente amministrativi che peraltro, mancando risorse finanziarie adeguate, si muteranno in burocrazia.

Diversa prospettiva sarebbe stata offerta se il Governo, insoddisfatto dello stato attuale di conservazione del patrimonio archeologico, avesse nominato come Commissari, con congrue e fresche dotazioni finanziarie e con straordinari poteri, funzionari tecnici dei ruoli del Ministero, altrettanto pubblici ufficiali e dirigenti dello Stato dei tecnici della Protezione Civile. Ma con la differenza di possedere formazione ed esperienza professionali ben più vicine alla natura degli oggetti, cioè gli antichi monumenti, delle proprie cure di quanto ne posseggano geologi, ingegneri e vigili del fuoco: il tutto allo scopo prioritario di assicurare lunga e decorosa conservazione alla nostra storia, non a quello di conservare un “potere” che non si capisce bene di che cosa si sostanzi. La tempestività e l’efficacia dei provvedimenti, da Pompei a Roma, sarebbero stati uguali; nessuno avrebbe protestato e sollevato interrogativi sul futuro; il Commissario Bertolaso avrebbe potuto occupare il proprio tempo nel rimediare a frane e straripamenti, anziché nel vergare il suo stupito domenicale intervento. Ma, ciò nonostante, gli dobbiamo essere grati: perché ha contribuito a farci vedere più a fondo nel momento attuale, nel quale si mescolano, a renderlo ancora più intricato, categorie di problemi assai varie fra loro, dal rapporto tra Stato ed Enti Locali a proposito della tutela e della valorizzazione alla conformazione futura della responsabilità (pubblica) sul patrimonio culturale del Paese.

Sullo stesso tema
Elettra Malossi
La regione Emilia Romagna ha puntato da tempo alle unioni di comuni, come forma stabile di coordinamento dei comuni appartenenti ad ambiti territoriali ottimali...
Norberto Vaccari
Carissimi Eddy, Ilaria e Mauro (sì vi considero degli amici, molto speciali, che con le attività e le parole mi fanno dei favolosi regali),vorrei dirvi che questa puntata della SDE è stata veramente molto interessante e utile.Nel mio piccolo intervento avrei voluto dire tante cose ma mi sono rimaste dentro.Provo a scriverle.
Giuseppe Boatti e Carlotta Di Cerbo e Ma
E' necessario rivolgersi alla magistratura per ottenere che i cittadini, riuniti in un comitato responsabile e propositivo, ottengano il privilegio di dialogare con il Comune? Il caso della Goccia, un'area verde pari all'intero Parco Sempione.
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg