Il nostro "no" all’urbanista eroico
Gabriele Piercarlo; Pasqui Palermo
Una replica dal Politecnico di Miano alla lettera aperta di Giuseppe Boatti su università e cultura urbanistica. La Repubblica, ed. Milano, 22 ottobre 2011. Con postilla
Caro Direttore, sulle pagine di Repubblica Milano è stato pubblicato un intervento del professor Giuseppe Boatti, che esprime giudizi generali sullo stato dell’urbanistica italiana e milanese, e in questo quadro presenta il Politecnico di Milano come luogo in cui prevale il pensiero unico e sono marginalizzate le posizioni critiche. Una risposta ci sembra necessaria in merito alla complessa questione delle tendenze prevalenti della cultura urbanistica italiana. La capacità di governo delle trasformazioni del territorio non è indipendente dalla cultura di governo che un paese è in grado di esprimere. Non vi è dubbio che in questi anni sia in crisi la possibilità di un’azione urbanistica legittima, rigorosa ed efficace; ma l’immagine dell’urbanista eroico, capace da solo di contrastare il corso della realtà, rischia di diventare un facile alibi, mentre è più complicato continuare a impegnarsi in un paziente processo riformista.

Inoltre, presentare il Politecnico come sede di un pensiero unico, o, peggio, di atteggiamenti collusivi con i poteri costituiti, è in palese contraddizione con l’attività quotidiana dei nostri docenti e ricercatori, con l’impegno a sostegno della costruzione di politiche pubbliche per la città e il territorio e con lo sforzo di alimentazione della riflessione pubblica. Un dipartimento, una scuola o un ateneo non sono partiti politici o lobby professionali. Pluralismo, trasparenza, cura del confronto pubblico sono requisiti inderogabili per qualunque università vera: la nostra attività di ricerca e di formazione e la stessa reputazione pubblica delle nostre istituzioni valgono dunque come la risposta più semplice e chiara.

Può essere utile aggiungere qualche considerazione relativamente all’impegno delle nostre istituzioni sui temi della città, pubblicamente espresso negli ultimi anni. Vari gruppi di colleghi hanno pubblicato testi rilevanti sul tema, tra i quali segnaliamo almeno "Per un’altra città. Riflessioni e proposte sull’urbanistica milanese" (2009, un libro a cui ha contribuitolo stesso Giuseppe Boatti); e più recentemente "Milano al futuro", testo sulle prospettive urbanistiche della città che sarà divulgato tra poche settimane. In questi volumi e in altre attività di ricerca e formazione docenti e ricercatori del Politecnico provano, in modo non ideologico, ad affrontare i complessi problemi del governo urbano, sostenendo la necessità di promuovere l’innovazione sociale, garantire abitabilità e qualità ambientale, favorire la coesione sociale. Il lettore interessato potrà dunque verificare se davvero le nostre istituzioni sono afflitte da pensiero unico, o se invece sono in grado di contribuire ad alimentare il dibattito sulla città con la critica e con la proposta.

Postilla

Svelta come il baleno l’Accademia nel difendersi (debolmente: «abbiamo pubblicato un libro a cui ha contribuitolo stesso Giuseppe Boatti »). Lenta, anzi, immobile come un elefante in coma, nel difendere l’espressione della libertà di critica dagli attacchi intimidatori.
Del resto, è difficile aspettarsi altro da chi ritiene il termine “ideologia” non significa “insieme di principi e convinzioni condivisi da un determinato gruppo sociale” ma è sinonimo di dogmatismo e ottuso preconcetto: operazione semantica messa in opera da chi ha voluto imporre, come unica ideologia, quella dominante. Il “pensiero unico”, appunto, che Boatti ha denunciato nella sua lettera aperta. Insomma, viene il sospetto che, nel dire "no all'urbanista eroico", i due professori abbiano voluto dire "si" al pensiero unico.

Vedi qui il racconto e il commento sull'evento che ha provocato la polemica

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