Appia Antica, così nascerà il polo per turisti
Laura Larcan
Continua, da parte della Soprintendenza, l’azione per una più completa fruizione della regina viarum. Ma le risorse scarseggiano. Da la Repubblica, ed. Roma, 2 settembre 2011 (m.p.g.)
Entro la primavera del 2013 l’Appia Antica avrà il suo centro d’accoglienza turistica. Sorgerà al V Miglio, dove lo storico Livio riconosceva le leggendarie "Fosse Cluiliae", il confine arcaico dell’Ager Romanus, da cui partono i tre ettari e mezzo della tenuta di Santa Maria Nova di cui la Villa dei Quintili è parte integrante. È qui che si concentra l’ultima tranche di risorse del commissario Roberto Cecchi in programma per la Regina Viarum, pari a 2 milioni di euro con cui da ieri è partito il complesso intervento di restauro e valorizzazione col duplice obiettivo di svelare un patrimonio archeologico inedito e di aprire il nuovo ingresso dall´Appia alla confinante Villa dei Quintili.
Un traguardo importante per un’area acquisita dalla Soprintendenza nel 2006 dalla famiglia americana Kimble che l’aveva più volte usata come location per il cinema, tra cui due perle di Totò come "Sua eccellenza viene a cena" e "Che fine ha fatto Totò baby?". A caratterizzare l’area, che prende il nome dai monaci Olivetani di Santa Maria Nova presenti qui dal 1300, è il monumentale casale a torre in laterizi articolato su due piani, la cui imponenza suggestionò molto il Piranesi che nel ‘700 lo ritrasse più volte. L’edificio risale al XII secolo e si imposta su una struttura di età imperiale, forse una cisterna a due livelli. La fisionomia a torre rimanda ad una tipica funzione di difesa: «Probabilmente una delle torri del sistema difensivo di Roma anche a custodia della Via Appia come il Castrum Caetani», spiega la direttrice Rita Paris.
Il programma dei lavori si concentra su tre progetti. Il restauro della porzione al piano terra del casale che diventerà museo della storia del territorio, da residenza imperiale a latifondo della Chiesa. Dove non mancano curiosità, come quando i monaci scoprirono nel 1485 il corpo di una fanciulla perfettamente conservato, identificata con Tullia figlia di Cicerone, ma che, quando venne esposta in Campidoglio a palazzo dei Conservatori, a contatto con l’aria si dissolse. Strategica sarà la riqualificazione del cosiddetto casalino, edificio dell’800 costruito su muri romani: «Questo sarà il vero punto d’accoglienza, con bookshop, biglietteria, assistenza didattica e tutti i servizi, compresa la caffetteria - racconta Paris - Vorremmo ripristinare l’antica serra adiacente al casalino per allestire un’area ristoro panoramica». Infine, lo scavo e restauro dell’impianto termale riemerso nelle recenti campagne di indagini: «Un settore che ha svelato splendidi mosaici con scene gladiatorie e circensi», dice Paris. Un’ipotesi è che si tratti di un presidio della guardia militare nella fase imperiale, quando la villa venne confiscata da Commodo con l’uccisione dei fratelli. «Il centro è un piccolo miracolo per l’Appia, ora bisogna arrivarci - incalza Paris - È urgente mettere a sistema questo patrimonio con una rete di collegamenti. E il Comune deve fare la sua parte».
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