Una colata di cemento su Serravalle
Matteo Sacco
Dal Secolo XIX 11 agosto 2011 il racconto di come il grazioso giocattolino dell’outlet sia servito, da cavallo di Troia per una urbanizzazione assurda e di impatto enorme: meditate (f.b.)
Un piano che prevede la trasformazione delle colline di Serravalle Scrivia. Una nuova realtà, che già qualcuno chiama “Serravalle 2”, dovrebbe nascere alle spalle di uno degli outlet più “visitati” del Nord Italia. L’ormai “vecchio” Designer McArthurGlen non basta più, ora si pensa alla “Serravalle bis”. Cementificazione dell’ambiente o riqualificazione del paese? Il timore degli abitanti della zona è quello di «assistere, impotenti, a una totale devastazione del paesaggio. Una colata di cemento sul verde e sulle vigne». I residenti, forse spaventati dai trascorsi della costruzione dell’outlet, temono di vedere le proprie verdi colline trasformate in un mare di mattoni.

Il piano - chiamato “Masterplan Bollina” - è stato portato in Comune dalla società Pragaotto, la stessa Praga holding che nel 1999 ha gettato la prima pietra della zona commerciale di Serravalle. «È stato presentato alla commissione edilizia - conferma il sindaco Antonio Molinari -, il completamento dell’area della Bollina».

Un nuovo quartiere che ospiterà residenze e alloggi. Quasi due milioni di metri quadri di sbancamento dei verdi colli piemontesi. «In termini turistici è a mio avviso - puntualizza il sindaco - un progetto che va a completare e a offrire nuove strutture ricettive e ulteriori opportunità di lavoro. Con le nuove attività che verranno offerte, si migliorerà e si valorizzerà il sito che gravita intorno all’orbita dell’outlet. La sfera commerciale andrà a fondersi con quella turistica». L’amministratore delegato della Praga holding, la ditta che si occupa dei lavori, rassicura: «L’obiettivo è quello di puntare alla rivalutazione di un territorio prevalentemente collinare. Saranno anche inseriti, nella nuova costruzione, diversi dettagli che puntano all’eno-turismo».

«Le colline del Gavi, comunque sia, verranno invase dalle piastrelle dei viali e dai mattoni delle ville», sostengono quelli che si oppongono.
«Seguendo le linee del progetto - specifica Roveda - c’è l’intenzione di ricostruire tutta l’area alle spalle del centro commerciale, con una parte nuova, dedicata alla residenza per privati, ma attenta al mantenimento del verde. In più i vigneti attuali verranno ampliati». È, inoltre, prevista la formazione di un parco divertimenti, una nuova cantina di vini e diversi impianti a carattere turistico ricettivo. Verrà anche ridisegnato il campo da golf della “Bollina”.

Il nuovo look, a detta dei promotori, sarà attento all’ambiente. Tutto il nuovo quartiere otterrà energia da fonti di energia rinnovabile. Ecologia, dunque, e non solo. Verranno realizzati diversi percorsi e, una volta coperti dagli alberi, saranno calpestabili grazie a una rete di passerelle e ponti. I lavori sembrano voler contribuire alla formazione di «un grande parco con molto verde, in cui verranno create palestre e impianti sportivi», specifica l’amministratore delegato Roveda.
«I progetti innovativi, che andranno a prendere vita sulla collina, saranno attenti anche al rapporto tra il turismo e i quartieri residenziali», puntualizza il primo cittadino.

Residenziale, si, ma - secondo gli scettici - solo per pochi eletti. Il mercato a cui sono dedicati i nuovi villini, sembrerebbe rivolto a una clientela ben definita.
D’altra parte la ditta e le istituzioni provano a mettere sul piatto della bilancia il progresso. Con la formazione delle nuove colline, spiegano i responsabili, si provvederà a dotare tutta l’area di nuove attrazioni. Un cinema multisala, una grossa rete di ristoranti. «In più - sottolinea Roveda - verranno creati alberghi e quelli già presenti saranno potenziati, in modo da offrire il migliore servizio possibile a chi desideri fermarsi dopo la visita all’outlet». In paese non si parla d’altro. La nuova Serravalle e la durata dei lavori per la sua trasformazione. «Quanto tempo ci vorrà per finire», si domanda qualcuno seduto ai tavolini di un bar. L’amministratore delegato non si sbilancia, lasciando intendere che è impossibile stabilirlo. «I fattori burocratici sono i primi bastoni tra le ruote che rallentano l’avanzamento del cantiere stesso», precisa.
Tra dubbi, progetti e qualche protesta, i modelli e i disegni sono stati presentati.

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