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Vittorio Emiliani
Dieci regole per salvare la città
6 Aprile 2011
Il decalogo di Italia Nostra per una buona urbanistica, nel segno di Antonio Cederna. Su l’Unità, 6 aprile 2011 (m.p.g.)

Fra 2000 e 2008 l’edilizia ha galoppato trascurando il problema-casa per poveri, giovani, immigrati, anziani soli e però imbruttendo paesaggi unici. Oggi “Italia Nostra” chiama a raccolta a Roma, al Teatro dei Dioscuri, ottimi tecnici (Berdini, Cervellati, De Lucia, Guermandi, Roli, Salzano, ecc. alcuni anche suoi consiglieri) per ricominciare dai “princìpii” a ragionare

sulle “città vendute”, sui guasti dell’urbanistica contrattata con/per i privati, sul cemento dilagante, ecc. Dalla lotta contro il potere degli immobiliaristi ormai padroni di città e campagne emerge un decalogo acui ancorare pensiero e azione.

1. La città è un bene comune: deve garantire gli interessi collettivi, senza negoziazioni con gli quelli privati.

2. Moratoria delle nuove urbanizzazioni per rigenerare città e campagna.

3. Legalità: no condoni e piani casa.

4. No agli strumenti che vanificano la pianificazione (a partire dagli accordi di programma) e all’iniziativa privata come impulso alla pianificazione.

5. Destinare di nuovo a investimenti gli oneri di urbanizzazione.

6. Rilanciare la pianificazione paesaggistica Stato-Regioni in base al Codice.

7. Tutelare identità culturale e integrità fisica quale cardine della pianificazione urbanistica ordinaria, secondo i migliori esempi recenti.

8. Recuperare le immense periferie degradate, anche con radicali ristrutturazioni urbanistiche di abusi e speculazioni, vincolandole ad antisismicità e risparmio energetico.

9. Mobilità sostenibile: incentivare il trasporto pubblico e contenere quello privato.

10. Ridefinire regole per una vera trasparenza/partecipazione (a partire da comitati, associazioni ecc.) nel processo di formazione delle scelte.

Sani princìpii e scelte rigorose per una sinistra riformatrice di governo. Ovunque.

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