"La città è fuori controllo demolizioni ferme dal 2010"
Mauro Favale
Una città «fuori controllo» dal punto di vista urbanistico, dove «la lotta agli abusi è rallentata moltissimo» e dove «l´ultima demolizione è datata aprile 2010». Un «far west edilizio» in attesa del prossimo condono. «E tutto questo - dice un amareggiato Massimo Miglio - Roma non se lo merita». Geometra, 61 anni, dal 1998 al 2008 ha guidato l´ufficio antiabusivismo del Comune di Roma, conquistandosi i soprannomi di "sceriffo" e "cagnaccio". È riuscito a demolire oltre un milione di metri cubi di abusi, compresi quelli dei vip, da Ferdinando Adornato a Luciano Gaucci a Lory del Santo. È stato oggetto di minacce, per due volte gli è stata bruciata la macchina. Oggi, allontanato prima dal Campidoglio con l´arrivo di Gianni Alemanno poi, dopo la vittoria di Renata Polverini, da un medesimo ufficio creato in Regione, non si occupa più, se non per passione, di abusi edilizi e condoni.
La procura ha aperto un´inchiesta sulla cosiddetta "Condonopoli". Ma qual è la situazione a Roma della lotta all´abusivismo?
«La macchina anti-abusi ha rallentato moltissimo. L´ufficio istituito presso il Campidoglio era diventato un punto di riferimento e supporto per i 19 municipi. Avevamo stretto convenzioni con gli enti parco, lavoravamo insieme alla polizia municipale e a stretto contatto con la procura. Al pool di magistrati che si occupa di reati urbanistici presentammo anche un sistema all´avanguardia per il controllo territoriale fotoaereo».
Che fine ha fatto quel sistema?
«È scomparso. Il Comune non dispone più di uno strumento fondamentale che consente di rilevare qualsiasi variazione, anche prospettica che viene realizzata sul territorio».
E le demolizioni?
«Mi risulta che l´ultima sia stata effettuata nell´aprile del 2010, quando ero a capo dell´ufficio antiabusivismo della Regione».
La situazione a Roma e nel Lazio qual è?
«La relazione pubblicata alla fine del 2010 dalla Regione ci dice che, solo nella capitale, ci sono 6 abusi edilizi al giorno. Per quel che mi è dato sapere, in tutto il Lazio esistono 10 milioni di metri cubi di costruzioni abusive. In questi anni ne abbiamo abbattuti un milione, ovunque: nei parchi, compreso quello dell´Appia antica, e nei centri storici. Con i carabinieri di Frascati abbiamo demolito quattro edifici che appartenevano al clan dei Casamonica».
Ora è tutto fermo. Si è chiesto perché?
«Non so cosa abbia impedito le demolizioni in quest´ultimo anno. So solo che in precedenza c´era un interesse molto forte verso questo tema. Sono stato esautorato da ogni incarico. Sicuramente sono state scelte legittime da parte dalle nuove amministrazioni. Posso solo dire che, finché mi è stata data la possibilità di tutelare il territorio, l´ho fatto col massimo impegno».
Il suo allontanamento è stato oggetto di polemiche.
«Mi hanno cacciato da un giorno all´altro. Prima dal Comune, con un fax. Avrei preferito un contatto diretto, qualche motivazione più chiara. Ma è una decisione che non posso e non voglio sindacare».
E dalla Regione?
«Lì nemmeno un fax. Mi hanno semplicemente disattivato il badge per entrare in ufficio».
Lei è stato anche minacciato durante la sua attività.
«È stato un periodo triste. Mi hanno incendiato due auto ma non era il modo per dissuadermi dall´occuparmi di queste questioni».
Ritiene di aver toccato interessi delicati?
«Durante il mio lavoro, chi commetteva un abuso era regolarmente perseguito. Brutalmente: non abbiamo guardato in faccia nessuno».
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