La vergogna del Lido di Venezia
Amerigo Alberto; Restucci Vitucci
Un servizio sulla devastazione promossa e attuata da un’intesa tra centrosinistra (locale) e destra (nazionale) e la chiara denuncia del rettore dell’Università Iuav. La Nuova Venezia, 31 dicembre 2010
L’OPERAZIONE LIDO PRENDE IL LARGO
di Alberto Vitucci
Il Comune salva il bilancio, via libera a hotel, darsena e villette

Il bilancio del Comune è salvo, almeno per il 2011. Ma il Lido sta per essere investito da una nuova edificazione come mai nella sua storia. Ieri a Ca’ Farsetti la Conferenza dei servizi ha approvato i progetti preliminari per l’Ospedale al mare e per la darsena di San Nicolò.

Per i comitati dell’isola è «una colata di cemento», trasformazione di aree pubbliche a uso privato. Per gli investitori un’occasione di rilancio economico del Lido. Per il Comune un matrimonio di necessità: autorizzazioni in cambio dei soldi per costruire il nuovo PalaCinema e salvare il bilancio. I progetti vanno avanti: entro il 31 maggio saranno approvati i definitivi dopo la Valutazione di Impatto ambientale.
Ospedale al mare. 250 milioni di investimento, di cui 61 per l’acquisto oltre ai canoni demaniali. Nella grande area occupata dall’ex nosocomio sorgeranno villette, un supermercato e un centro per la talassoterapia, tre torri con appartamenti. In riva al mare l’hotel di lusso e il centro congressi, e 50 mila metri di spiaggia in concessione. Il Monoblocco, ha messo a verbale il sindaco, «sarà abbattuto solo una volta ultimata la nuova sede dei servizi sanitari a Malamocco».

La darsena. Più che una darsena è un vero porto con annessi edifici, servizi e parcheggi quello che sorgerà a San Nicolò. Ieri è stato dato il via libera al progetto di massima, pur con qualche perplessità del vicepresdiente del Magistrato alle Acque Giampietro Mayerle e prescrizioni sui materiali e sugli ingombri date dalla soprintendente Renata Codello. I posti barca saranno 1500, con 750 posti auto sopra la diga, una nuova strada di collegamento verso San Nicolò, un ristorante, edifici della Finanza e della Capitaneria, palestre, cantieri e officine. La nuova città dovrà armonizzarsi con le strutture del Mose e le opere in corso per la «mitigazione ambientale» dall’altra parte della diga. La darsena occuperà una superficie di 480 mila metri quadri in mare, 200 mila a terra.

Il Des Bains. Modificato anche il progetto per la trasformazione del Des Bains in appartamenti. «E’ stato cambiato il distributivo, concentrando l’albergo ai piani inferiori, gli appartamenti ai piani alti», dice Spazianti, «ma le quantità sono le stesse».

Forte di Malamocco. Ieri non se ne è parlato, ma anche quel progetto, sempre presentato da Est Capital, va avanti. nell’area storica del Forte sorgeranno 32 villette, un albergo, servizi.
Gli altri. Lavori in vista anche per l’Excelsior, per i lungomari attrezzati con rotonde sull’acqua e punti di ristoro, percorsi pedonali.

I superpoteri. Forti le critiche avanzate da più parti alla procedura adottata per approvare progetti così importanti. «Si espropria il Consiglio comunale e quindi la democrazia», ha denunciato il consigliere di Italia dei Valori Nicola Funari. Il commissario straordinario Vincenzo Spaziante ricorda che lui ha inteso coinvolgere la Conferenza dei servizi, e dunque tutte le istituzioni e gli enti che hanno approvato il percorso. «Vigileremo sul rispetto delle normative ambientali per le infrastrutture delle darsena», dice Beppe Caccia della lista «In Comune».

La protesta. L’avvocato Mario d’Elia, a nome dei comitati del Lido e dei consumatori, ha inviato ieri una diffida al sindaco Orsoni e per conoscenza alla Procura. Invita a sospendere il rogito per la vendita dell’Ospedale al Mare ai privati ravvisandone un «grave danno patrimoniale» per il Comune perché venduto a 61 milioni di euro, prezzo «non congruo rispetto ai valori di mercato». I comitati ambientalisti e per la Difesa della Sanità hanno annunciato nuovi esposti per quella che definiscono «un’operazione illegittima».


Cordata con Est Capital, Mantovani e Condotte
Corsa contro il tempo Ca’ Farsetti incasserà oggi l’anticipo di 17 milioni
Un maxi investimento che cambierà il volto dell’isola

Una firma a tempo quasi scaduto. Trattativa serrata fino a tarda sera ieri nello studio del notaio Chiaruttini. Alla fine la firma del preliminare è arrivata. Il commissario Vincenzo Spazinte da una parte, i legali della Finanziaria Sgr - che rappresenta gli investitori di Est Capital e le imprese del Mose Mantovani, Condotte e Grandi Lavori Fincosit - dall’altra. A far da garanzia per il Comune il direttore di ragioneria Piero Dei Rossi. 61 milioni di euro il prezzo pattuito, di cui il 55 per cento (34 milioni di euro doveva essere versato come anticipo. Tolti i 16 milioni di caparra già versata - e mai restituita - per la gara 2009, il Comune ha incassato una somma di 17,1 milioni di euro. O meglio li intascherà stamattina, a poche ore dalla scadenza dell’anno solare, evitando dunque almeno per ora il rischio di sforare il Patto di stabilità. Il resto della cifra - 27 milioni di euro - sarà versato nei primi mesi del 2011. Quando si saprà il destino definitivo dei grandi progetti edilizi dell’isola presentati dalla cordata di imprese. (a.v.)


Parco delle Rose rinviato: «Problemi tecnici»
Il sindaco ferma il progetto del Gran Viale, ma tornerà all’esame tra due mesi

Rinvio a sorpresa per il progetto di riqualificazione del Parco delle Rose in Gran Viale. Lo staff di Antonio De Martino, l’imprenditore calabrese trapiantato al Lido e fondatore della società Adm, era presente numeroso a Ca’ Farsetti - con tanto di architetti e avvocati - in attesa di festeggiare l’approvazione del progetto. Ma al termine della riunione è arrivata la doccia fredda. «Ci sono ancora dei problemi tecnici da risolvere», ha detto il sindaco Giorgio Orsoni uscendo dalla sala giunta, «dobbiamo fare un approfondimento per verificare l’interesse pubblico del progetto». Il commissario Vincenzo Spaziante ha assicurato che una nuova riunione della Conferenza dei servizi - la stessa che dovrà esaminare i progetti esecutivi dell’Ospedale al Mare e della darsena - valuterà il progetto entro due mesi. «Per un imprenditore due mesi sono una rovina», protestava ieri De Martino, «sono due anni che aspettiamo, avevamo avuto delle garanzie precise». Il progetto già bocciato nel dicembre 2009 era stato in larga parte rifatto. Due edifici da quattro piani - più due interrati con garage e supermercato - una torre centrale con grande tetto spiovente sul Gran Viale. E in mezzo colonne, collinette, pasaggi pedonali e una «piazza pubblica». Secondo De Martino un’occasione per recuperare a uso pubblico un’area oggi chiusa e sottoposta a degrado. «Là dentro», dice De Martino, «ci sono bunker, vecchie roulotte, garage anni Sessanta, infissi in alluminio. Gli alberi sono malati e andrebbero abbattuti comunque». Dura invece l’opposizione dei comitati dell’isola. «Che c’entra un progetto privato con i poteri speciali del commissario?». I volumi edificati passeranno da circa 4 mila a oltre 16 mila metri cubi. Ma ieri la Conferenza - e il sindaco - avevano l’attenzione rivolta ad approvare prima della scadenza del 31 dicembre i progetti per l’operazione Ospedale al Mare. E il Parco dele Rose dovrà aspettare gennaio. (a.v.)

L’AUGURIO: I PIANI PER IL LIDO SIANO DISCUSSI CON TUTTI
di Amerigo Restuucci

Di solito a fine anno ci si aspettano messaggi che aprono a speranze di buone cose per l’anno che sta per entrare. Purtroppo dalle notizie che appaiono sulla stampa odierna a proposito del completo stravolgimento di una delle zone più interessanti, oltre che cariche di valori storici e ambientali come il Lido di Venezia, scaturisce un senso di amarezza e di sfiducia in un futuro segnato da regole e rispettoso di quanto a tutt’oggi, a fatica, si è salvaguardato. E allora, si può dire che si guarda al Lido con un piano che dia ordine al territorio, seguendo quello che le leggi urbanistiche consentano? A riflettere su quanto si sta decidendo, sembra di essere molto lontani da un piano nel quale i cittadini si riconoscano e che scaturisca dal ruolo che dovrebbe avere il Consiglio di Municipalità e quindi la Giunta che governa la città e il suo Consiglio comunale.

Da quello che si capisce dovrebbe sorgere una grande darsena a ridosso del molo del Lido per 1.500 posti barca, già bocciata in Commissione di Salvaguardia e fortemente inquinante per tutte le spiagge; a terra di conseguenza un parcheggio per 750 posti auto e, ove non bastasse, una piscina, una palestra, un ristorante panoramico da costruire su una collina artificiale, in disaccordo con le regole più elementari che la salvaguardia del paesaggio consente (si veda il codice dei Beni culturali nelle parti riguardanti il paesaggio). Sembrerebbe finita qui l’operazione, ma non si trascuri la distruzione dell’Ospedale al Mare in cambio di progetti di case e alberghi. E, per finire, oltre al cambiamento di funzioni dell’hotel Des Bains, le 32 villette nell’area storica del Forte di Malamocco. Tutto questo avviene assieme, senza un piano discusso democraticamente dai cittadini, ma presentato da un commissario, prima preposto alla realizzazione del nuovo Palazzo del Cinema e in seguito indicato come il pianificatore di tutto il territorio del Lido (appare solo consolatoria la dichiarazione che il commissario sia nato a Venezia, ma in seguito si è appropriato dei complessi problemi che si agitano in città?). Venezia è stata costruita con un intreccio tra tradizione e innovazione inserite in piani programmi, in piani regolatori che chi guida le operazioni previste per il Lido sembra non conoscere.

Si apra un dibattito vero, si dia ascolto ai tanti che da mesi protestano sulle ventilate operazioni sopra descritte e venga un segnale di buon governo da parte di chi abbiamo votato per governare la città con scelte condivise: sarebbe un bell’auspicio per il 2011.

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