Quando l’urbanista era anche servitore dello Stato
Paolo Baldeschi
La manovra correttiva annunciata dal governo ha un unico caposaldo ...
La manovra correttiva annunciata dal governo ha un unico caposaldo indiscutibile, il taglio generalizzato degli stipendi ai dipendenti pubblici, siano essi poliziotti, insegnanti, infermieri, magistrati o nullafacenti nei tanti posti clientelari creati dagli enti locali, dove primeggia la Sicilia, peraltro feudo della destra. D’altra parte Berlusconi è coerente nel penalizzare ancora una volta quella parte dell’elettorato a lui meno favorevole e allo stesso tempo a premiare le partite Iva e i piccoli imprenditori, l’area dove si annida l’evasione e il lavoro nero. Ridicolo, infatti, l’annuncio dell’inasprimento della lotta all’evasione fiscale, dopo anni di provvedimenti di senso opposto e di ammiccamenti collusivi. Tutte questi aspetti della manovra sono stati ampiamente discussi dalla stampa e occultati dalle televisioni di regime. Vi è, tuttavia, un'altra componente dell’attacco al pubblico impiego che vorrei sottolineare, la sua demonizzazione. Già iniziata con Brunetta con il messaggio sui fannulloni della pubblica amministrazione ampiamente ripreso dai mass media, l’opinione pubblica è stata alimentata dall’immagine dello statale svogliato o assente dietro lo sportello, del ministeriale che va a fare la spesa nelle ore di ufficio. Questa visione arcaica dell’impiego pubblico ha una facile presa, ma non fa i conti (o li fa maliziosamente) col fatto che al capitalismo di mercato dovrebbe essere complementare uno stato moderno e efficiente. L’idea berlusconiana è invece, di delegare ai privati le funzioni pubbliche, fonti, peraltro di arricchimenti facili quando non illeciti. L’umiliazione sistematica del pubblico impiego, la sua demoralizzazione avrà conseguenze non piccole e, per quanto riguarda il territorio, aumenterà le sofferenze di tecnici delle soprintendenze e degli enti locali, già poco pagati e poco considerati. Si crea così il terreno favorevole alla corruzione alimentata dagli esempi che vengono dall’alto e tollerata se non incoraggiata.

Queste considerazioni mi venivano in mente leggendo il bel libro, a tratti addirittura commovente, di Vezio De Lucia, “Le mie città”. La storia di un urbanista che abbandona un lucroso incarico privato per farsi ‘servitore dello stato’. Che combatte innumerevoli battaglie per il bene collettivo. Chi potrebbe in questo clima essere sorretto dalla stessa passione e intraprendere una carriera preliminarmente additata al pubblico ludibrio? Domanda retorica, perché sono proprio i De Lucia di cui questo governo vuole liberarsi. Ammesso che ne nascano ancora.

Sullo stesso tema
Paolo Baldeschi
iIl programma di Matteo Renzi, sul sito www.matteorenzi.it, ha il merito di indicare...
Paolo Baldeschi
Una battaglia rivoluzionaria, non perché usi la violenza, ma perché, le ragioni…
Paolo Baldeschi
Bene la Regione Toscana su Casole d'Elsa, ma ora…
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg