Il futuro di Castello
Massimo Vanni

Niente mattoni a Castello. La Regione approva la variante al Piano d'indirizzo territoriale (Pit) con l'obiettivo di progettare la nuova pista dell'aeroporto e mette i vincoli su tutta l'area. "Una salvaguardia rispetto ad ogni altra previsione o progetto in attesa di ridisegnare questa parte di territorio", annuncia il governatore Enrico Rossi. Con la conseguenza che su quei terreni al di là del viale XI Agosto non si potrà costruire niente (a parte la Scuola dei carabinieri). Neppure i palazzi per i quali FondiariaSai e Ligresti avevano già ritirato le licenze edilizie. Fino a quando? Il vincolo, spiega Rossi, durerà per tutto il tempo necessario a tratteggiare un nuovo progetto urbanistico.

Si tratta di un vincolo che oggi non modifica lo stato dell'arte: dopo il sequestro dei terreni deciso dalla magistratura ormai nel novembre 2008 e dopo il blocco edilizio scattato il 24 scorso su tutto il territorio fiorentino per effetto del Piano strutturale che ancora non c'è, è di fatto il terzo capestro apposto su quel terreno. Con questa mossa però la Regione quasi "commissaria" Palazzo Vecchio in materia di riassetto urbanistico di Castello. Ed è il segnale quello che conta: la Regione fa sul serio, fermo restando il Parco della Piana l'aeroporto passa avanti a tutto. Edifici di Ligresti e Cittadella viola compresi.

Lo scalo di Peretola del resto, "quella roba lì" come la chiama Rossi con un moto di disprezzo, non è degna di Firenze: "Non è compatibile con la Toscana, così com'è non può essere la porta di questa regione". E' per questo, ribadisce per l'ennesima volta il governatore, che accanto all'inceneritore e al Parco della Piana la Regione ha ritenuto che l'adeguamento dello scalo fosse una priorità. "Tutto il resto è secondario", sostiene Rossi. 

Non solo: "Giorni fa ho preso l'aereo per Parigi, la Scuola dei carabinieri è proprio sotto, se si potessero aprire i finestrini ci si potrebbe tirare sopra qualcosa con una fionda. Non ci si può mettere tutto su quell'area. E la Regione ha già scelto l'aeroporto come priorità". Rossi non esplicita fino in fondo il suo pensiero, ma il senso è chiaro: non c'entrano gli edifici di Ligresti, non c'entra neanche la Cittadella. E la Fiorentina che mette fretta per avere la localizzazione allora? "Vorrei che anche la Fiorentina ne discutesse". Discutesse cioè di un'area come quella di Castello che non può includere tutto.

"Proponiamo al Comune un accordo di pianificazione che faccia scattare la salvaguardia e sarebbe un errore prevedere localizzazioni che pregiudicano l'adeguamento dell'aeroporto", conclude perciò Rossi.

Il presidente toscano conferma il sì alla Valutazione d'impatto sanitario (Vis) chiesta dal sindaco di Campi Adriano Chini: "E' giusto che siano fatte tutte le valutazioni, se serve anche quella d'impatto ambientale. Perché l'aeroporto è un gran bene, ma è anche un male come tutte le attività umane e le valutazioni devono essere fatte". Del resto, la delibera di integrazione al Pit approvata dalla giunta regionale, spiega Rossi, attiva una procedura di partecipazione.

E tutti i soggetti interessati verranno ascoltati, promette: "I sindaci, le Asl le associazioni, i comitati, le categorie economiche i ministeri, l'Unione piloti e l'Enac. Magari anche la Fiorentina". 

Il calendario della partecipazione, che sarà messo a punto dal garante regionale della comunicazione Massimo Morisi, sarà presentato entro il 10 settembre. E scatterà subito dopo. Ognuno potrà esprimere la sua, spendendosi a favore della pista parallela piuttosto che di quella obliqua. Tutto dovrà essere però concluso entro la fine di novembre e, da quel momento, sulla base delle opinioni e degli approfondimenti raccolti strada facendo, si aprirà la fase di vera e propria progettazione urbanistica del nord-ovest di Firenze. Tenendo sempre presente, ripete Rossi, che "Parco e aeroporto non sono in contraddizione". Chi è che deciderà alla fine la nuova configurazione di Castello?

L'ultima parola, in punta di diritto, è di chi la variante al Pit la fa e la approva. Cioè della Regione. Ma è chiaro che potrà farlo solo con un accordo sostanziale con Palazzo Vecchio. Anche se, con questa mossa che formalmente estromette Firenze dal ridisegno dell'area, la Regione si assume la responsabilità di dire no a Ligresti. Con tutto quel che ne consegue: mandare a carte quarantotto i suoi progetti, a costo di pagare poi contenziosi e penali. La Regione sta forse pensando a forme di compensazione per FonSai? "Vedremo, ma l'urbanistica contrattata - dice Rossi liquidando i laceranti dibattiti fiorentini degli anni Ottanta - è bene che rimanga una cosa del passato". Niente trattative con i privati dunque, il metodo Rossi non le prevede.
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