Sinti, la Lega caccia il prefetto
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Inizia col blitz razzista del ministro per l’Interno la campagna elettorale leghista nel Veneto. Ce n’est qu’un debut! Articoi di C. Mioni e R. De Rossi, la Nuova Venezia, 18 dicembre 2009


Il prefetto Michele Lepri Gallerano è stato defenestrato senza tanti complimenti. Non è più il rappresentante del Governo in città. La nomina al suo posto della dottoressa Lamorgese, vice capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, è avvenuta ieri mattina durante il consiglio dei Ministri. Michele Lepri Gallerano, arrivato il 10 di agosto, a Venezia è rimasto quattro mesi e sette giorni. Ieri i leghisti veneziani hanno brindato, perché chiesta la testa del Prefetto al loro ministro dell’Interno Roberto Maroni, puntuale la «cacciata» è arrivata. Lepri Gallerano, che sarebbe andato in pensione ad agosto, «paga» il fatto di non aver comunicato al ministro Maroni il trasferimento, la notte del 25 novembre, delle famiglie sinti di Mestre dal vecchio al nuovo campo. Durissimi i commenti dal centrosinistra. Il sindaco Cacciari: «Pazzesca vendetta politica».

Campo Sinti, la Lega dà lo sfratto al prefetto
Non avvisò il ministro Maroni del trasloco
di Carlo Mion

Michele Lepri Gallerano è stato defenestrato senza tanti complimenti calpestando la sua specchiata carriera prefettizia. Non è più il rappresentante del Governo in città. Al suo posto è stata nominata Luciana Lamorgese. Si tratta di una vendetta leghista.
La nomina della dottoressa Lamorgese, vice capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, è avvenuta ieri mattina durante la riunione del consiglio dei Ministri. Michele Lepri Gallerano è stato nominato Commissario dello Stato alla Regione Sicilia. Arrivato il 10 di agosto, a Venezia è rimasto esattamente quattro mesi e sette giorni.
Ieri i leghisti veneziani hanno brindato, perchè chiesta la testa del Prefetto al loro ministro dell’Interno Roberto Maroni puntuale la «cacciata» è arrivata. Lepri Gallerano, che sarebbe andato in pensione ad agosto, «paga» il fatto di non aver comunicato al ministro Maroni il trasferimento, la notte del 25 novembre, delle famiglie sinti di Mestre dal vecchio al nuovo campo. Una dimenticanza imperdonabile nella forma, fanno sapere dagli ambienti del ministero. Di sicuro una svista che non ha consentito alla Lega locale di fare «caciara» durante il trasloco avvenuto di notte.
Francesca Zaccariotto, che con l’onorevole Corrado Callegari ha fatto di tutto per farla pagare al Prefetto colpevole di averle tolto il palcoscenico per la «caciara» attorno ai sinti, ieri ha dato una nuova spiegazione sul motivo della cacciata. «Se il Consiglio dei Ministri ha deciso il trasferimento dell’attuale prefetto Michele Lepri Gallerano, evidentemente sono state fatte tutte le valutazioni e le verifiche del caso. Mi sono fatta portavoce del ministro Maroni nella richiesta di ispezione al campo sinti di Mestre per verificare le modalità di passaggio dalla vecchia alla nuova struttura - spiega Zaccariotto - e non posso che prendere atto che la mia richiesta è rimasta inevasa». Quindi il ministro dell’Interno impartisce ordini al Prefetto attraverso il Presidente della Provincia. Un nuovo modo, «casereccio», di intendere la gestione del ministero dell’Interno. Del resto come pensano debba essere il ruolo, secondo i leghisti, del Prefetto appare chiaro anche dalle dichiarazioni di Alberto Mazzonetto: «Benvenuto alla dottoressa Lamorgese, primo Prefetto donna a Venezia. Con la sua sensibilità di sicuro saprà risolvere i problemi di ordine pubblico e di abusivismo che ci sono in centro storico e in terraferma». A pennello calzano le osservazioni del consigliere regionale dei Verdi Gianfrmco Bettin: «La rimozione del Prefetto per motivi biechi di mera vendetta politica, rappresenta un atto nello stile dei regimi autoritari», ha detto Bettin. «Come già i fascisti la nuova casta padana, vorace di poltrone, prepotente e intollerante, vuole dei podestà: al posto del federalismo vogliono i federali. Troveranno pane per i loro denti». Che la «cacciata» del prefetto sia un episodio pesante per la nostra provincia si misura anche dal fatto che sia l’Idv che l’onorevole Delia Murer presenteranno delle interrogazioni parlamentari. Di certo il nuovo Prefetto non troverà una situazione tranquilla.
Luciana Lamorgese, ha 56 anni ed è sposata con due figli. E’ nata a Potenza ed è Prefetto dal 2003. Ha svolto la sua carriera da Prefetto esclusivamente al ministero dell’Interno dove si è occupata del personale. Ma a quanto pare il ministro Maroni la ritiene all’altezza.

Cacciari durissimo:
«Pazzesca vendetta politica»
di Roberta De Rossi

Il siluramento del prefetto? Parla di «vendetta politica», di «assoluta assenza di senso dello stato» e di comportamento «da ducetti» il sindaco Massimo Cacciari, a margine della conferenza stampa sul Carnevale. «La Lega ha dato una dimostrazione pazzesca di vendetta politica»: «Un comportamento di assoluta assenza di senso dello stato e mancanza di rispetto per un leale servitore dello stato», attacca. Aggiungendo: «Non è possibile che persone che hanno responsabilità politiche si comportino come piccoli ducetti di partito, con un atteggiamento distruttivo verso le istituzioni».
Per essere ben sicuro di non essere travisato, Cacciari ha anche scritto di sua mano al computer un lungo comunicato per stigmatizzare la «rimozione» del prefetto Lepri Gallerani, al quale manifesta «tutta la mia stima e vicinanza», e «tutto il mio rammarico per non aver potuto fare più di quel che ho fatto per impedire una tale indecente decisione». Si tratta - ha scritto ancora Cacciari - di «un episodio di gravità eccezionale, sia per le modalità con cui avviene sia per i motivi che ne sono alla base».
«A Venezia da soli quattro mesi, il dottor Lepri Gallerano», ricostruisce Cacciari, «è stato rimosso per ragioni esclusivamente politiche, anzi per vendetta politica. In buona sostanza, al di là di ipocrite frasi fatte in burocratese, gli si imputa di non essere riuscito a impedire il trasloco della comunità Sinti di via Vallenari nel nuovo villaggio. Fatto doppiamente e gravemente sbagliato», trattandosi di un trasferimento che «non si poteva impedire ciò che era stato già riconosciuto atto legittimo non solo dalle sentenze del Tar, ma anche da quella del Consiglio di Stato». In secondo luogo, prosegue il sindaco, «il prefetto in nulla poteva interferire riguardo a una decisione che l’Amministrazione comunale era pienamente titolata e autorizzata ad assumere, specie dopo che l’Asl 12 aveva dichiarato del tutto inagibile il vecchio campo per gravissime carenze igienico-sanitarie e di fronte all’avanzare della stagione invernale». «Ora, non essendo riusciti a impedire tale trasloco per le vie che la legge e il diritto consentono», afferma Cacciari, «si vuole colpire, con quella che, ripeto, considero una volgare vendetta politica, un funzionario dello Stato di provata lealtà che non ha colpa alcuna»: «un pesante avvertimento a tutti coloro che non si inchinino prontamente ai voleri strumentali di una politica rozza, intollerante e, ancor prima e peggio, stupida».

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