Abusi edilizi incontrollati sull’Appia Antica
Maria Rosaria Spadaccino
Il problema dell’abusivismo nel Parco dell’Appia, ma non solo: “La città di Roma è ormai fuori controllo urbanistico”. Dal Corriere della Sera, 10 agosto 2009 (m.p.g.)
Non basta il lavoro dei guardiaparco che vigilano nel parco della «Regina Viarum ». E non basta neanche il controllo dei tecnici del Municipio. Sono oltre duemilacinquecento gli abusi edilizi, quindi i fascicoli aperti negli uffici dell’XI municipio, sull’Appia Antica e che si dovrebbero sanare con l’abbattimento.
Una tendenza in continua crescita, visto che solo dal 2007 le opere illegali sulla «Regina Viarum» sono state oltre cento. «Situazioni che stiamo analizzando per capire la gravità e per decidere in che modo possiamo intervenire », racconta Andrea Catarci, presidente del Municipio. «Parliamo ovviamente di illegalità di vario tipo - spiega Massimo Miglio, dirigente dell'ufficio regionale sull’abusivismo edilizio - che vanno dai passi carrabili, alle ristrutturazioni, dalle sopraelevazioni ai cambi di destinazione d’uso». Abusi e microabusi che gravano su una delle strade più «pregiate» del mondo, nonostante i vincoli paesaggistici ed archeologici che dovrebbero proteggerla. Ma è proprio la sua storia millenaria a rendere più facile gli illeciti edilizi, nascosti dietro giardini alberati, monumenti funerari e pietre miliari.

«Proprio per la tipologia della zona - racconta Catarci - completamente all’interno di un parco, una grande area archeologica e paesaggistica dove è facile nascondere gli abusi. Una tendenza che secondo i nostri accertamenti è in continuo aumento, e che noi vogliamo contrastare attraverso una meticolosa operazione di controllo e prevenzione ». Per questo motivo, mentre la Capitale si godrà il silenzio e il riposo della settimana di Ferragosto, la task-force antiabusivismo guidata da Massimo Miglio (è stato il vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino a dargli la delega a lavorare con i municipi), in collaborazione con Andrea Catarci e Orlando Corsetti (I municipio) si prepara a fare un lavoro di ricognizione completa sull’Appia Antica. E probabilmente proprio sotto il sole agostano qualche veranda abusiva o qualche ampliamento di metratura non consentito sarà demolito.
«Abbiamo duecento richieste di condono - continua Miglio - che impediscono controlli, ma anche eventuali demolizioni, anche su strutture per cui sarà impossibile alcuna sanatoria. Come ad esempio l’ex-Casa del Fascio, di via Appia Nuova, all’interno del Parco dell’Appia Antica, dove hanno ricavato 18 miniappartamenti. Un frazionamento illecito, un cambio di destinazione d’uso che ha provocato il sequestro da parte della Procura di Roma».

Oltre il 70% degli abusi all’interno del Parco e sull’Appia Antica pesano sull’XI municipio. «E la responsabilità penale della materia è tutta in capo ai Municipi - precisa Catarci - per questo abbiamo chiesto 50 mila euro al bilancio di assestamento capitolino: non abbiamo ricevuto nulla, ma in ogni caso dobbiamo continuare il nostro lavoro di controllo e prevenzione sul territorio. Fondamentale sia per ristabilire la legalità urbanistica e quindi il decoro di una zona di altissimo pregio. Sia per dissuadere in futuro altri dal commettere irregolarità».
Per intervenire nei confronti di un abuso edilizio il Municipio ha due strade: l’intervento diretto, oppure può rivolgersi all’ufficio regionale, ma solo dopo aver dimostrato l’eventuale inadempienza del Comune di Roma. «Per operare in questo delicatissimo settore - conclude Miglio - è molto importante conoscere l’urbanistica che è materia davvero complicata. La città di Roma è ormai fuori controllo urbanistico, ma manca una visione puntuale del territorio, bisogna tornare ad occuparsene ».

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