Il ritratto di Lenin
Fortebraccio
«Romanoff ha portato al congresso un bel regalo: un ritratto di Lenin. Da ricordare che un medaglione di Lenin fu il regalo che Ponomariov portò ai comunisti italiani al XII congresso di Bologna. Una vera mania».

Leggevamo ieri questa breve nota nella cronaca dell’inviato del «Resto del Carlino» al congresso della Cgil di Livorno: Romanoff è il delegato sovietico all’assise livornese e quando è venuto il momento di porgere il suo saluto ai congressisti, come hanno fatto, a turno, gli altri delegati stranieri, ha offerto in omaggio alla presidenza del congresso un ritratto di Lenin. Di qui le ironie del giornalista bolognese.

Ma ci deve essere, nel nostro valoroso Collega, qualche difetto di informazione. Questo Lenin è un personaggio abbastanza conosciuto nella storia del movimento operaio internazionale.

Certo, non era un sindacalista, nel senso stretto della parola, ma gli accadde più volte, sia pure frettolosamente perché aveva molto da fare, di occuparsi di lavoratori, così quando i sovietici si recano ad assistere a qualche congresso politico o sindacale nel mondo, gli viene in mente di portare in omaggio un ritratto di Lenin.

Naturalmente, sarebbe gradita una riproduzione della torre Eiffel o del Ponte dei sospiri, per non parlare del Colosseo in alabastro, ma l’immagine di Lenin ha, per gli operai, una potenza evocativa che non sprigiona, per esempio, il Duomo di Milano anche se pazientemente riprodotto in mollica di pane. Quando i lavoratori si ritrovano davanti alle sembianze di Lenin dicono tra di sé: «Questo qui ci ricorda qualche cosa», e gli prudono le mani fino al punto di fargliele stringere a pugno.

Vede, egregio Collega, i socialisti veri di tutto il mondo contano molto su questi pugni, e Lenin, per combinazione, è il maggiore tra coloro che li hanno inventati.

Così, finché ci sarà bisogno che i lavoratori stiano svegli, sì battano e non mollino, si troverà sempre qualcuno che regalerà loro un ritratto di Lenin.

Mentre se si vorrà che dormano e si facciano infinocchiare, lo capiremo subito quando, gli porteranno in dono un busto dell’onorevole La Malfa.

Da l’Unità del 24 settembre 1969

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