Veneto. Solo 60 giorni ai comuni per i vincoli
Simonetta Zanetti
Galan apripista per le regioni di destra. “Provvedimento esteso anche alle villette a schiera; 40% in più a chi costruisce bio”. La Nuova Venezia, 22 aprile 2009


Avanti tutta con calce e mattoni. In tempo record - poco più di un mese dal summit Galan-Berlusconi - ieri il piano casa ha ottenuto il via libera dalla commissione Urbanistica e ora si appresta a sbarcare in Consiglio regionale per ottenere il sigillo definitivo. Motivo per il quale è stata richiesta addirittura una nuova doppia seduta, verosimilmente la settimana prossima. Segno evidente che, quando a premere sull’acceleratore sono le persone giuste, il Consiglio rispolvera punte di efficienza significative quanto inconsuete.

Fermo restando l’impegno dell’assessore Renzo Marangon di illustrare ai consiglieri i contenuti della nuova manovra emendativa che verrà proposta direttamente in aula per recepire eventuali richieste ed osservazioni di maggioranza e opposizione lasciate a mezz’aria a causa della velocità imposta alla manovra, il provvedimento licenziato dalla Giunta è uscito dalla Commissione con novità significative, a partire dall’ulteriore aumento di cubatura - che passa dall’iniziale 35 al 40% - per gli interventi che utilizzano tecniche di bioedilizia e impianti ad energia rinnovabile.

Inoltre, rispetto al provvedimento inizialmente presentato dalla Giunta, il testo licenziato ieri con i soli voti della maggioranza consente ampliamenti non solo nelle singole unità immobiliari dei condomini, ma anche nelle villette a schiera, purché l’intervento sia realizzato in modo uniforme su tutte le abitazioni del blocco. Il provvedimento agevola inoltre le operazioni di adeguamento e riqualificazione urbanistica contenendo al minimo gli oneri di costruzione (rapportati al 60% della parte eseguita se prima casa o all’80% in tutti gli altri casi), azzerandoli nel caso di interventi edilizi che prevedano l’installazione di pannelli solari e impianti a energia rinnovabile. E ancora, prevista l’estensione dell’aumento di cubatura e superficie, di demolizione e ricostruzione, a chi è in possesso di progetti di ristrutturazione autorizzati al 31 marzo 2009. Sotto il profilo dell’amministrazione pubblica, il testo licenziato prevede procedure autorizzative semplificate da parte dei Comuni, che tuttavia avranno un tempo molto limitato per vincolare immobili o aree del territorio escludendo le possibilità di ampliamento: si tratta di appena 60 giorni a decorrere dall’entrata in vigore della legge. In ogni caso - esplicita il testo di legge - il piano veneto non modifica le normative nazionali di tutela su distanze, vincoli e rispetto delle aree di particolare pregio ambientale e paesaggistico; anzi, qualunque intervento su immobili tutelati dovrà essere autorizzato dalle autorità competenti.

Tra le richieste del centrosinistra, l’introduzione del divieto di edificare o ampliare edifici già esistenti in prossimità delle coste marine e lacustri oltre che lungo i corsi d’acqua avanzata da Giampietro Marchese che ha proposto il vincolo di distanza minima dalla battigia di 300 metri per non peggiorare la qualità dell’offerta turistica e prevenire il rischio esondazioni. Marchese ha inoltre contestato il meccanismo del silenzio-assenso da parte delle amministrazioni comunali, considerandolo una semplificazione troppo pericolosa per la salvaguardia del territorio veneto. Simili preoccupazioni sono state espresse anche da Franco Frigo (Pd), che ha chiesto che ampliamenti e ricostruzioni prevedano il rispetto della normativa antisismica e che vengano esclusi gli immobili non residenziali dalla possibilità di abbattimento e ricostruzione integrale, in sede propria e non, con consistenti incentivi di cubatura. Richiesta quest’ultima, immediatamente respinta. Così, mentre Michieletto critica la consistenza della legge, rimpiazzata dalla velocità, il centrodestra si tributa applausi e commenti lusinghieri, scomodando persino l’irraggiungibile coordinatore del Pdl Alberto Giorgetti che da Roma sollecita una tempestiva approvazione in Consiglio.

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