Intesa Nizzi-Soru: nuovo Puc entro un anno
Guido Piga
Procede nella pianificazione comunale il cammino del Piano paesaggistico regionale della Sardegna: la determinazione paga. Dala Nuova Sardegna del 14 aprile 2007


OLBIA. Un detto cinese ultimamente è assai di moda: «Se il nemico non lo puoi battere - recita - accordati con esso». Settimo Nizzi un nemico (politico, è bene precisarlo) lo ha: Renato Soru. Il terreno di battaglia (o meglio: i terreni) è l’urbanistica. Non c’è atto del governatore - dal decreto alla legge “salvacoste” al piano paesaggistico - che il sindaco di Olbia non abbia cercato di far saltare per aria. Le ha provate tutte: dai ricorsi al Tar a quello, via Berlusconi quando era premier, alla Corte costituzionale. Tutti respinti. Alla fine, ha deciso di seguire la strada “politica”. Con un blitz, è andato a Cagliari e ha firmato con la Regione l’intesa per adeguare il Puc di Olbia, ora congelato, ai paletti del piano paesaggistico. «E sbrigatevi, vogliamo vederlo approvato subito» ha intimato.

Blitz pasquale. Quella di Nizzi è una decisione rimasta senza pubblicità ma che apre numerose strade (e altrettante interpretazioni). L’intesa con la Regione è stata sottoscritta nella settimana di Pasqua, quando i sentimenti, anche politici, sono sono di pace. Nizzi è andato a Cagliari, all’assessorato all’Urbanistica, con il capo dell’area tecnica Antonello Zanda. Ad attenderli, l’assessore regionale Gianvalerio Sanna e il direttore generale dell’assessorato Paola Cannas.

Non c’è stata né freddezza né imbarazzo, nonostante Nizzi e Sanna, dal 2004 a oggi, abbiano ingaggiato duelli verbali durissimi. Che cosa hanno messo nero su bianco i due, a nome del comune di Olbia e della Regione? E’ un protocollo d’intesa: Olbia, insieme ad altri 32 comuni dell’isola, sarà capofila della pianificazione a due per rendere efficaci ma non punitive, Comune per Comune, le norme (restrittive) del piano paesaggistico regionale. L’amministrazione di Nizzi era rimasta fuori dal primo gruppo, a dicembre del 2006. Il sindaco, prima di lasciare l’incarico, ha voluto recuperare il tempo perso. Ma che cosa cambia? Che cosa succederà ora? Ci sono due livelli di lettura: uno politico, l’altro amministrativo.

Livello politico. A Cagliari, c’è molta soddisfazione. Gianvalerio Sanna non commenta. Dal suo staff si lasciano andare: «Alla fine anche Nizzi ci ha ha dato ragione». Per Soru, una festa. Il suo maggiore avversario, sul fronte della politica urbanistica, era (e resterà, non c’è dubbio) proprio il sindaco di Olbia. Nizzi era uno dei protagonisti della raccolta di firme per chiedere un referendum abrogativo del piano paesaggistico. «E’ un piano dannoso, è un piano illegittimo» era la sua posizione. Ma quel referendum, ultima battaglia possibile, è stato cassato proprio un mese fa. Nel momento in cui Nizzi firma il protocollo d’intesa, è dunque evidente che legittima il piano paesaggistico. Una posizione cui non ha dato visibilità (evitando quindi anche un ritorno mediatico).

Livello amministrativo. Il piano è legge, dunque bisogna rispettarlo. E Olbia, come tutti gli altri Comuni, dovrà cambiare il proprio piano urbanistico, quel Puc approvato all’ultimo momento (nella sera del via libera alla legge “salvacoste”) e mai certificato dalla Regione. Un Puc di cui funzionano solo gli effetti negativi. I proprietari delle aree edificabili (ma solo sulla carta) potrebbero pagare un’Ici salatissima, per via del decreto Bersani. Di aree fabbricali, non ce n’è più: e i prezzi delle case sono stratosferici. Un Puc che andrà sostanzialmente rivisto soprattutto nelle volumetrie nella fascia costiera. Un milione di metri cubi che dovranno sparire ed essere distribuiti in altre aree. Un lavoro duro, ma il Comune, firmando l’intesa, ha ottenuto dalla Regione soldi e un funzionario per rivedere carte e cubature.
«Non perdiamo tempo - ha detto Nizzi a Sanna -. Il nostro Puc è bello pronto, servono solo degli accorgimenti. Voglio che la Regione si metta al lavoro subito per darci il Puc».
Tempi? Anche meno di un anno, prevedono a Cagliari.

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