Osservazioni al progetto di autostrada Cremona-Mantova
Italia Nostra
Fin troppo buona, Italia Nostra nelle sue critiche pur stroncanti al merito dell'inutile (salvo a chi la costruisce) progetto ACME, agosto 2008 (f.b.)
Oggetto: progetto denominato “Autostrada regionale integrazione del sistema transpadano - direttrice Cremona-Mantova, tratto Cremona-Mantova”.

L’ Associazione Italia Nostra Onlus, nel rispetto dei propri fini statutari, visto il progetto definitivo dell’autostrada in oggetto indicato, elaborato dalla società “Stradivaria” concessionaria della Regione Lombardia, per collegare Cremona con Mantova, ma in una prima fase limitato di fatto ai due collegamenti Cremona – Calvatone e Virgilio – A22, formula le seguenti osservazioni.

A titolo generale valgono le seguenti considerazioni:
- un’ autostrada non può essere definita “regionale” perché per sua natura deve avere una influenza territoriale non limitata al perimetro amministrativo locale di una Regione;
- un’arteria intesa soprattutto per alleggerire la viabilità ordinaria dal trasporto merci rappresenta una concezione superata, mentre oggi è più attuale e realistico prevedere linee ferroviarie ad alta capacità che colleghino interporti prossimi alle città con treni navetta per trasporto di autocarri o container (si veda l’ esempio già in atto in Austria e Svizzera) con minori costi e maggiore eco-sostenibilità;
- né a Cremona né a Mantova la popolazione, mai consultata dagli enti promotori, in spregio alla vigente normativa comunitaria e nazionale in materia di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) (D. Lgs. 3.4.2006 n. 152) ritiene utile tale iniziativa, anzi ne vede soltanto gli aspetti dannosi per il territorio;
- il completamento del percorso tra i due collegamenti previsti nella prima fase, da realizzare nei prossimi anni, si prospetterebbe con la seconda fase tra il 2026 ed il 2032, tempi di programmazione assurdi per un simile tracciato.

Si osserva in particolare per il tratto Cremona – Calvatone:

● il progetto conferma e, in qualche caso, peggiora il grave impatto ambientale che la arteria è destinata a produrre nel cuore della pianura cremonese, attraversandola longitudinalmente da Cremona sino al confine con la provincia di Mantova. È appena il caso di ricordare che il terreno interessato è certamente tra i più fertili dell’intero pianeta e tra i meglio conservati dell’intera Pianura Padana;
● il progetto, sempre per quanto riguarda il tratto cremonese, non appare lineare, come sarebbe stato logico attendersi da un’ autostrada che per sua natura dovrebbe tendere a minimizzare la sua lunghezza, ma, nonostante l’assenza di ostacoli fisici significativi, è abbastanza contorto al punto da presentare alla periferia di Piadena (località Pontirolo) quella che nel linguaggio dei gran premi automobilistici potrebbe definirsi una curiosa “ chicane”;
● mentre la legislazione nazionale impone alle nuove edificazioni di mantenere opportune distanze rispetto alle strade, il progetto di autostrada si accosta spesso a costruzioni esistenti, quasi lambendole, senza preoccuparsi di rispettare il distanziamento di legge e limitandosi ad affidare la riduzione del disagio che così fatalmente verrà apportato, alla creazione di apposite barriere di protezione acustica, circostanza che mortificherà significativamente, persino nei futuri utenti dell’autostrada, la possibilità di godere del panorama circostante;
● il nastro autostradale, realizzando una pesante e nettamente peggiorativa variante al progetto preliminare, intersecherà la ex-strada statale “ Padana Inferiore”, e cioè la maggiore tra le tradizionali arterie che dal territorio convergono radialmente su Cremona, sovrapassandola, anziché sottopassandola come in origine ipotizzato. Il nuovo colossale rilevato autostradale, alto una diecina di metri sopra il piano della campagna, sbarrerà così il territorio cremonese inibendo per chilometri quella libera visione del “ Torrazzo” (la maggiore torre muraria d’Europa) che tradizionalmente guida il viaggiatore diretto alla città. La circostanza confligge con una delle più significative caratteristiche del paesaggio della Lombardia meridionale che lo stesso Piano Territoriale Paesistico Regionale impone di tutelare;
● in località Sant’Agata il nastro autostradale giunge a lambire la discarica provinciale di rifiuti solidi urbani, costituita da un macroscopico volume fuori terra (collina artificiale) di cui è imminente l’ampliamento. È importante ricordare che tale localizzazione, appartata e invisibile dalla viabilità tradizionale convergente su Cremona, era stata a suo tempo individuata soprattutto al fine di minimizzare l’inevitabile effetto anomalo e disturbante nel tipico panorama piatto e alberato della campagna cremonese. Tale cautela viene ora radicalmente distrutta dalla nuova progettazione autostradale che darà alla discarica una visibilità davvero inopportuna;
● il nastro autostradale dividerà inesorabilmente in due parti distinte il territorio provinciale posto ad oriente di Cremona. Il passaggio dai terreni a sud a quelli a nord, e viceversa, verrà reso problematico ad uomini ed animali, limitando la tradizionale mobilità attraverso la continuità del territorio finora esistente;
● non è chiaro se i sottopassi per gli spostamenti e le migrazioni degli animali siano stati previsti in misura e in posizioni adeguate. Ci si domanda perché analoga rete di collegamenti privilegiati non sia stata prevista anche per pedoni e ciclisti. La lacuna progettuale, decisamente grave considerate le caratteristiche piatte e agevolmente “ ciclabili” della pianura cremonese, sembra inspiegabilmente contraddire lo stesso inequivocabile dettato legislativo. Occorre infatti qui ricordare che la Legge 19.10.1998 n° 366 (art. 10, commi 1 e 2) ha integrato con il comma 4 bis l’art. 13 del D.L.gs. 30.04.1992 n° 285 (Codice della Strada) prescrivendo che “ le strade di nuova costruzione classificate ai sensi delle lettere C, D, E ed F……. devono avere, per l’intero sviluppo, una pista ciclabile”. Sembra pertanto inopportuno ed illegittimo che tutte le nuove strade di interesse locale, che il progetto autostradale prevede di realizzare per raccordare la viabilità locale preesistente altrimenti interrotta dalla nuova opera, risultino prive di parallela pista ciclo-pedonale realizzata in sede propria;
● poco ad ovest di Piadena il progetto autostradale prevede un’ area di sosta a ridosso dell’area di protezione naturalistica denominata “ Lagazzi”. Appare ovvia la preoccupazione che il traffico di persone e veicoli possa risultare di grave disturbo per il microambiente dell’area protetta;
● la considerazione più singolare riguarda il fatto che il tratto autostradale di cui si è nei fatti progettata la effettiva e rapida costruzione (Cremona-Calvatone) potrà avere un minimo di utenza solo se effettivamente allacciato al ponte sull’Oglio della autostrada Tirreno-Brennero (TI-BRE), della quale è tutt’altro che sicura la tempestiva realizzazione. Se quest’ultima opera viaria dovesse ritardare o addirittura essere rinviata “ sine die” , l’autostrada Cremona-Calvatone rimarrebbe un’irrazionale e inspiegabile moncone praticamente privo di utenza.

Si osserva in particolare per il tratto Virgilio – A22:

● il tracciato in progetto di km 4,8 dal comune di Virgilio all’ Autobrennero A22 risulta inutile e dannoso perché aggiunge un ulteriore consumo di territorio senza che si sappia come completare il sistema tangenziale di Mantova, per ora rappresentato da alcuni tronconi separati;
● inoltre esso tenderà a indurre fenomeni speculativi su un territorio agricolo di grande pregio che deve rimanere verde in quanto costituisce, insieme con i laghi, l’ anello paesistico che caratterizza da secoli la città;
● come rilevato anche da comitati spontanei di cittadini, esso non sarà in grado di risolvere o attenuare i problemi del traffico pesante nella zona a sud di Mantova, anzi aggraverebbe le condizioni della cintura verde intorno al centro storico.

In considerazione di quanto sopra esposto, la scrivente Associazione formula le seguenti istanze:
Il progetto di autostrada Cremona-Mantova non venga approvato in quanto inutile per la funzionalità del territorio e dannoso per la tutela della sua integrità ambientale, sia per la parte cremonese sia per quella mantovana.
In assenza della corretta applicazione della V.A.S ai sensi della normativa vigente sia europea sia nazionale, si ritiene che l’ iter procedurale finora percorso sia da considerare nullo in quanto gli enti promotori non hanno consultato associazioni e cittadini in merito al progetto.

Nota

Il progetto di Autostrada Cremona Mantova Express ( ACME, appunto) è stato fra i primi a inaugurare la nefasta sezione SOS Padania di questo sito, come lampante esempio di opera tesa a promuovere "sviluppo del territorio", anziché svolgere la propria teorica funzione di asse di trasporto veloce; una logica poi confermata dalla complementare Autostrada della Lomellina (che sposta verso l'asse centropadano parte del traffico pedemontano) e per ultimo dal disegno di legge sulla capannonizzazione delle fasce laterali. Il tutto appare poi decisamente surreale, soprattutto nel momento in cui anche amministrazioni orientate a centrodestra, come quella di Arnold Schwarzenegger in California, sembrano andare proprio nella direzione opposta (f.b.)

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