Una grande prova di partecipazione democratica
Maria Cristina Fabrizio; Gibelli Bottini
Note a margine dell'appello "Lombardia Vergogna d'Europa?": la mobilitazione sui temi del territorio, un po' di cronaca, ringraziamenti ...
Quella che si è verificata nelle ultime due settimane ha costituito una formidabile e per molti aspetti inaspettata esperienza di partecipazione democratica: 1.000 firme inviate in pochi giorni al nostro sito da parte di cittadini e organizzazioni contattate per catene selettive per chiedere a chi governa in Regione Lombardia di cestinare l’emendamento alla legge di governo del territorio che avrebbe consentito di urbanizzare i parchi regionali!
Il risultato praticodella nostra iniziativa è noto: per ora le ipotesi di riforma delle legge sono accantonate.
Certamente il risultato ottenuto non è frutto soltanto della nostra raccolta di firme. Altrettanto importanti per contrastare l’emendamento proposto dall’Assessore al Territorio Davide Boni sono stati l’impegno dei consiglieri regionali dell’opposizione e la mobilitazione delle associazioni ambientaliste.
Ma pensiamo di poterlo affermare con orgoglio: eddyburg.it ha funzionato come catalizzatore e acceleratore di iniziative. Forse perché eddyburg non ha nel suo Dna un ruolo “politico” in senso stretto; forse perché nel suo archivio è possibile trovare il meglio della riflessione della cultura urbanistica nazionale e internazionale sui nuovi modi di governo del territorio; forse perché gli accessi al nostro sito hanno avuto un sensibile incremento, riteniamo di aver svolto un ruolo importantein questa mobilitazione della società civile non solo lombarda, ma soprattutto lombarda e milanese.

Si tratta di una vittoria parziale: la riproposizione di modifiche alla legge regionale è stata annunciata per il prossimo gennaio…probabilmente quando si saranno calmate le acque e, quando, in particolare, alcune decisioni cruciali saranno state ormai prese. Naturalmente il riferimento diretto e contingente riguarda l’aggiudicazione del progetto per l’Expo del 2015 a Milano: come si sarebbe potuto accreditare presso il BIE l’immagine di una amministrazione locale lungimirante e vocata all’ambiente e, nel frattempo, approvare una ennesima disposizione deregolativa contro le ormai scarse riserve di territorio non compromesso della nostra regione, e soprattutto della sua principale area metropolitana, quella milanese? Come si sarebbe riusciti a “non dare nell’occhio” con una così vistosa mobilitazione della società civile?
Ma sullo scriteriato emendamento proposto dall’assessore Boni, e sui suoi sponsor politici ed economici, molto abbiamo scritto su questo sito e molto è stato evidenziato nei comunicati stampa emessi in questo periodo dai gruppi di opposizione, dalle associazioni ambientaliste e dagli organi di stampa.

Qui vogliamo invece provare a raccontare brevemente come ha preso forma e forza quello che noi consideriamo un importante processo di “partecipazione dal basso”; un processo che ha assunto dimensioni che sono andate ben al di là delle nostre aspettative e che ha rischiato anche di sommergerci…e lo facciamo in particolare per tutti coloro chi ci hanno dato la loro generosa e pronta adesione.
La vicenda ha inizio nei primi giorni di novembre, quando ci giunge la notizia dell’intenzione dell’assessore Boni di presentare alla Commissione V, fra le già numerose criticabili modifiche proposte dalla maggioranza alla LR 12/2005, anche un emendamento pericolosissimo che mette a rischio la sopravvivenza del territorio dei parchi regionali.
Questa proposta non solo rappresenta un’ulteriore pesante ipoteca per il territorio della Lombardia, ma appare come una autentica aggressione a Milano, già provata dall’urbanistica derogativa e dai grandi progetti meramente speculativi approvati dalla Giunta, e al suo territorio ancora non urbanizzato.

La proposta viene inoltre presentata quando è da poco tempo stata presentata la proposta di revisione del Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Milano che ha lanciato un preciso allarme sugli ingenti consumi di suolo per urbanizzazione in atto sul territorio milanese, indicando come priorità una giudiziosa densificazione e, in particolare, la salvaguardia perenne di quella preziosa e residuale risorsa territoriale ed ambientale costituita dal Parco Sud Milano.
Eddyburg , che da molto tempo ha fatto del tema dei consumi di suolo e del controllo dello sprawl un momento centrale delle proprie riflessioni, si interroga sul che fare.
Si parte in sordina, con qualche scambio di opinioni all’interno della redazione, e si decide di “fare qualcosa”.
Una volta ricevuta conferma che l’assessore Boni intende sottoporre ad approvazione l’emendamento nella seduta della Commissione V programmata per il 21 novembre, si decide di lanciare attraverso il nostro sito un appello dal titolo “Lombardia vergogna d’Europa?” per chiederne il ritiro e di farlo circolare al nostro indirizzario: con un po’ di preoccupazione per il carico di lavoro che inevitabilmente ci dovremo sobbarcare, ma anche con la consapevolezza che occorre impegnarsi in questa ennesima battaglia per la difesa del territorio, così come l’avevamo fatto con successo per scongiurare l’approvazione della famigerata “Legge Lupi”.

Inizialmente utilizziamo appunto i nostri indirizzari di amici, prevalentemente frequentatori di eddyburg. Si tratta di qualche decina di nomi (prevalentemente urbanisti, accademici e amministratori locali) che ricevono il nostro appello a partire dal 13 novembre, quando si dispone del testo definitivo dell’Art. 13 bis. Subito dopo inseriamo lo “strillo”, con il link all’appello, nella homepage di eddyburg, dove aggiorniamo quotidianamente il numero delle adesioni.
Da quel momento si attiva immediatamente una sinergia fra eddyburg e alcune associazioni ambientaliste; decidiamo di non affidare la raccolta di firme a un sito web specializzato checertamente ci risparmierebbe molto lavoro organizzativo, ma avrebbe il difetto di rendere le adesioni forse più numerose, ma certamente molto più generiche e non rappresentative.
La risposta al nostro appello risulta da subito molto superiore alle aspettative: prima della riunione del 21 novembre della Commissione V raccogliamo 450 firme che provvediamo a inviare agli indirizzi di tutti i componenti la Commissione V, al Presidente della Regione, al presidente della Provincia di Milano e all’assessore al territorio della Provincia di Milano.
Vista la reazione dei cittadini, la Commissione V decide di rinviare la decisione alla settimana successiva.
A questo punto pensiamo che il nostro compito sia terminato.

Ma la informazione continua a circolare: alle iniziative diffuse di raccolta di adesioni al nostro appello, si aggiungono i comunicati stampa di alcuni partiti e consiglieri regionali dell’opposizione, gli articoli sulla carta stampata ed anche una trasmissione di Report, già da lungo tempo programmata, che ha il merito di far conoscere a tutti in maniera chiara e documentata lo scempio urbanistico che il connubio fra amministratori e grandi cordate immobiliari sta perpetrando a Milano.
In quella settimana di attesa della nuova seduta della Commissione V si è verificato un evento che non avevamo previsto: il ritmo delle adesioni al nostro appello anziché attenuarsi è diventato incalzante; ma, soprattutto, è cambiata sensibilmente la provenienza delle adesioni: non più soltanto le adesioni di specialisti, accademici, militanti delle grandi associazioni ambientaliste, ma sempre più invece adesioni che provengono dal più ampio spettro delle professioni, da semplici cittadini, da molti pensionati, da comitati spontanei locali.
La sera precedente la seconda riunione della Commissione consiliare, che si è tenuta il 28 novembre, siamo stati in grado di inviare ai suoi Componenti la notizia che avevamo raggiunto le 1.000 firme! E molte se ne sono aggiunte, e continuano ad aggiungersi, anche successivamente.

Come già sottolineato, un primo risultato è stato raggiunto: la discussione sul pacchetto di modifiche alla legge 12 è stata rinviata genericamente a gennaio.
Ma la massiccia mobilitazione dei cittadini ha certamente prodotto un altro risultato: ha indicato che “la partecipazione serve”.
Altrove, soprattutto nelle regioni economicamente più avanzate (e la maggioranza che governa la Regione e il Comune capoluogo continua a farsi un vanto di annoverarsi fra le regioni “locomotiva d’Europa”) il territorio dei parchi regionali è considerato risorsa ambientale preziosa e severamente tutelata . Altrove, nelle più ricche regioni europee, le leggi urbanistiche non vengono modificate in maniera discrezionale per singoli capitoli o articoli sulla base delle aspettative di grandi interessi privati contingenti e senza avere dimostrato, attraverso processi formalizzati e trasparenti di discussione pubblica, il valore aggiunto in termini di vantaggi collettivi di una eventuale revisione. Altrove, leggi ad personam o emendamenti ad personam, come quelli di cui trasuda l’attività legislativa in materia di governo del territorio della Regione Lombardia, avrebbero già provocato la delegittimazione e il discredito della sua classe dirigente.
Non sappiamo fare previsioni su come andranno le cose in Regione dopo gennaio; ma invitiamo tutti a tenere alta l’attenzione.

Grazie dunque ancora a tutti i cittadini e associazioni che hanno firmato (presto inseriremo l'elenco completo delle adesioni) e…leggete in questo file alcuni dei messaggi con cui avete prospettato ai decisori, con le vostre riflessioni critiche e propositive, quale sarebbe la giusta rotta da seguire.
E grazie di cuore anche a Davide Boni, che interpretando nel modo piuttosto diretto ed esplicito le indicazioni di alcuni interessi, nello stile caratteristico della sua parte politica, ha messo in luce in modo molto chiaro e comprensibile quali fossero gli orientamenti della maggioranza di governo regionale. È anche grazie alla sua goffaggine, che tutti abbiamo capito benissimo. E reagito.
A presto

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