L'esempio di Orosei sul New York Times
Michele Tatti
Un comune virtuoso, un’esperienza da assumere come modello: razionare l’uso dei beni pubbblici è uno strumento essenziale per conservarne le qualità. L'Unione sarda, 23 giugno 2008


Il numero chiuso con relativo ticket a Bidderosa fa scuola, tanto che Orosei estende la formula anti-assalto ad altre spiagge da tutelare. Da alcuni anni nei 500 ettari dell'oasi naturalistica (cinque cale incastonate nel bosco), Comune e Ente foreste collaborano per tutelare l'ambiente e garantire un minimo di servizi ai visitatori. Un modello vincente, come dimostra la risonanza internazionale rimbalzata anche sul New York Times, messo a punto nel tempo e affinato nel dialogo tra istituzioni, fino all'ultimo accordo tra l'organismo regionale e gli amministratori locali che ha sancito l'affidamento della gestione degli accessi al Comune di Orosei, attraverso la Pro loco. Ogni giorno possono entrare nell'oasi fino a un massimo di 130 autovetture per un costo di dieci euro (12 dal 21 luglio al 20 agosto), cinque euro per le moto e due per le biciclette. Biglietti che i visitatori pagano senza protestare anche perché hanno a disposizione alcuni servizi (tavoli da pic-nic, bagni, bidoni per la spazzatura) e, soprattutto, sanno che in base alla convenzione con il Comune, l'Ente foreste reinveste il 30 per cento delle somme incassate in progetti di miglioramento. Il modello di sviluppo turistico ecosostenibile nell'oasi di Orosei ha già dato i suoi frutti e gli amministratori del centro baroniese, hanno deciso di estenderlo alle pinete e alle spiagge di Sa Curcurica e di Su Barone, due zone da sempre al centro dell'assalto incontrollato dei bagnanti da salvaguardare urgentemente perché dichiarate siti di interesse comunitario e inserite nella rete europea “Natura 2000”. Un provvedimento «a carattere provvisorio e sperimentale» entrato in vigore tra non poche polemiche soprattutto tra i residenti e chi ritiene che si tratti solo di un modo di far cassa. Accusa respinta dagli amministratori che, proprio nel nome della tutela, hanno previsto un tetto massimo: 250 auto e 125 moto a Sa Curcurica, 850 auto 400 moto negli oltre cinque chilometri della pineta che costeggia il mare a Su Barone (regno del campeggio abusivo), Su Petrosu e Avalè. Non pagano pedoni e ciclisti, mentre, con cifre dimezzate per i residenti, gli automobilisti forestieri dovranno versare quattro euro e i centauri due. Oltre a calmierare gli accessi, si punta molto anche sulla regolamentazione dei parcheggi. Le areesosta,infatti, scongiureranno i parcheggi selvaggi in pineta, a ridosso delle spiagge e, addirittura, nelle dune, con benefici diretti sulla prevenzione degli incendi e l'accesso dei mezzi di soccorso. «Non a caso le chiamiamo misure di salvaguardia ambientale, ma nei limiti del possibile cercheremo di offrire qualche servizio», spiega il sindaco di Orosei Gino Derosas, soddisfatto per i primi risultati «anche se ogni novità deve essere metabolizzata». I nuovi barbari, camper compresi, rischiano però di spostarsi impunemente a Siniscola dove, salvo che a Berchida (confinante con Bidderosa), anche questa estate non ci saranno regole e ticket. Soprattutto nelle dune di Capo Comino già negli anni scorsi non sono mancate le segnalazioni di mezzi in transito e sosta nelle dune aggravate anche da episodi di campeggio abusivo. Il rischio di un notevole aumento delle presenze dai centri vicini non sfugge al sindaco Lorenzo Pau: «Siamo intenzionati recuperare il tempo perduto - dice il primo cittadino di Siniscola - credo però si debba procedere tutti insieme accelerando sul piano di utilizzo dei litorali, come vuole la Regione, detti regole omogenee a Orosei, Siniscola e Posada». Una svolta invocata anche da Orosei dove, aspettando gli altri Comuni, è stata avviata una sperimentazione destinata forse a diventare un altro modello-Bidderosa. «L'anno prossimo», conclude Derosas lanciando un preciso segnale politico, «il piano di gestione intercomunale deve essere pronto e con largo anticipo sulla stagione turistica per consentirci di offrire tutti i servizi necessari».

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