"Autorizzazioni col contagocce il Ppr mi costringe a licenziare"
Eddyburg
Un costruttore lamenta le lungaggini determinate dal Piano paesaggistiico. Il Sardegna 09 giugno 2008, con postilla


Costruttori che minacciano licenziamenti se non si superano le rigidità dei vincoli imposti dal Piano paesaggistico. E pratiche per il rilascio di concessioni comunali praticamente bloccate «causa Ppr». Ad un mese dallo stop degli incontri di “copianificazione” tra Regione e Comune, il caos edilizia rischia di deflagrare. Il Comune ormai riduce all'osso le autorizzazioni per non incorrere in violazioni di legge. Nell'incertezza applicativa - e in attesa dell'adeguamento del Piano urbanistico comunale - uno dei costruttori più “colpiti” dalla nuova disciplina paesaggistica, Antonio Puddu, compra una pagina del quotidiano locale L'Unione Sarda per avvertire: «Siamo costretti a licenziare 60 lavoratori su 130». Il suo progetto di realizzare due palazzi di sei piani via Caboni è fermo dal 2 gennaio per un sequestro penale: il comune aveva concesso la licenza entro la fascia vincolata dei cento metri da un bene paesaggistico, il fortino militare tra via Caboni e via Ravenna, tutelato dal Ppr. Da lì i sigilli, confermati anche da un collegio di giudici in sede di Riesame. Ma senza palazzi, niente occupazione. Da quando il tavolo tecnico Regione-Comune-Soprintendenza è fallito, il 12 maggio scorso, con la richiesta di un parere da parte della soprintendenza all'Avvocatura, nulla si è mosso. I grandi cantieri privati autorizzati in zone indicate come di pregio paesaggistico o “identitario” dallo strumento urbanistico regionale, sono sospesi, su decisione della magistratura o dello stesso comune. Oltre a via Caboni e via Ravenna, è ferma anche la ristrutturazione dell'ex Biochimico di via Dante, mentre indagini sono in corso sui lavori in via dei Falconi. Perché la magistratura ha dato un'interpretazione letterale del Piano: le opere autorizzate in zone vietate dal Ppr sono abusive, salvo modifiche al Ppr. Secondo il comune le licenze rilasciate e poi sospese dall'amministrazione sarebbero, invece, almeno sessanta. Se il dirigente del servizio Edilizia privata, Mario Mossa, interpellato sullo stop nel rilascio delle concessioni preferisce il silenzio, è l'assessore all'Urbanistica, l'architetto Gianni Campus, ad ammettere con candore: «Sapevamo che sarebbe successo: l'attività degli uffici è rallentata per forza di cose a causa della maggiore complessità della procedura scaturita dal Piano. Siamo immersi in un bagno di dubbi. Ma tra diventare responsabili di una mancanza amministrativa (non rilasciare autorizzazioni, ndr), e rilasciare concessioni che poi potrebbero costituire un illecito penale, va da sé che si sceglie la prima». Secondo i dati che il servizio Edilizia privata avrebbe fornito al costruttore Puddu (si legge sulla pagina a pagamento), nei primi cinque mesi del 2008 «il comune ha rilasciato 44 concessioni edilizie contro le 77 dello stesso periodo del 2007, e 87 in quello del 2008». Puddu cita i sigilli chiesti e ottenuti dal pm Andrea Massidda: «Il nostro cantiere di via Caboni è stato posto sotto sequestro proprio a causa di una presunta violazione delle norme del piano che ancora oggi stentiamo a capire. Quanto accaduto ha portato al fermo di quasi tutti i lavori edili ed alla sospensione di ogni decisione sul rilascio delle concessioni edilizie, tra cui alcune nostre».

Postilla

Avete un’idea di che cosa sono diventate le più belle coste della Sardegna per effetto di quelli che Antonio Cederna chiamava “gli energumeni del cemento”? Hanno svillettato i più bei paesaggi del mondo. Hanno costruito mostri più brutti del Fuenti e di Punta Perrotti (conoscete il lussuoso Cala di Volpe? andateci per inorridire). Se sapete che cosa hanno fatto e come hanno distrutto un bene prezioso dell'umanità, considererete anche voi il lamento del costruttore Puddu una buona notizia.

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