Il nostro comune futuro urbano
Marina Forti
Rapporto 2007 del Worldwatch Institute: urbanizzazione della popolazione mondiale e parallelo aumento della povertà. Il manifesto, 12 gennaio 2007 (f.b.)
Un giorno imprecisato dell'anno prossimo, la popolazione urbana avrà superato per numero quella che vive in aree rurali. Saremo (noi abitanti umani di questo pianeta) più cittadini che campagnoli, e questo dovrebbe spingere a «riconsiderare le priorità globali dello sviluppo», sostiene il WorldWatch Institute di Washington, l'istituto di analisi ambientale che pubblica un rapporto annuale sullo stato del pianeta in cui guarda alle grandi questioni ambientali insieme alle trasformazioni delle società umane, perché le due cose non sono separabili.
Il rapporto State of the World 2007, diffuso ieri, ha dunque come sottotitolo Our Urban Future, «Il nostro futuro urbano». Fa notare che le città coprono appena lo 0,4% della superfice della Terra, ma consumano risorse in modo sproporzionato e generano la gran parte delle emissioni di anidride carbonica (gas «di serra»): «le città sono chiave nell'affrontare la crisi del clima», fa notare il WorldWatch.
La crescita urbana non è una novità, ma le cifre fanno sempre impressione: nell'ultima metà secolo la popolazione urbana è cresciuta di quasi quattro volte, da 732 milioni nel 1950 a oltre 3,2 miliardi nel 2006. Oggi l'Africa ha 350 milioni di abitanti urbani, più di Canada e Stati uniti insieme. Entro il 2030 l'Asia e l'Africa, secondo le previsioni più accreditate, raddoppieranno ancora la loro popolazione urbana fino a 3,4 miliardi. Si calcola che circa 60 milioni di persone (poco più dell'intera popolazione italiana) si aggiungano ogni anno agli abitanti delle città mondiali. E gran parte di queste persone vanno nelle zone urbane più povere di paesi in via di sviluppo.

Il punto, secondo il WorldWatch, è proprio questo: aumento della popolazione urbana significa aumento della povertà urbana. Le città crescono soprattutto per l'arrivo di persone espulse dalle campagne per vari motivi (in cui il rapporto non entra: ambientali, economici, sociali) riassumibili nella fuga dalla povertà e la ricerca di lavoro e opportunità; vanno a ingrossare le zone più povere delle città, dove mancano o sono insufficenti i servizi essenziali come acqua potabile e fognature (e luce, e poi istruzione, assistenza sanitaria...). Per questo il rapporto fa notare che «l'urbanizzazione caotica e non pianificata ha un bilancio pesantissimo sulla salute umana e sulla qualità dell'ambiente, e contribuisce all'instabilità sociale, ecologica ed economica in molti paesi». Dei 3 miliardi di abitanti delle città, circa un miliardo vive in slum, definiti come zone dove gli abitanti non hanno garanzia di beni di prima necessità come acqua potabile, servizi igienici (cessi), alloggi stabili.

Così si stima che circa 1,6 milioni di abitanti urbani ogni anno muoiano a causa della mancanza di acqua pulita e servizi igienici - circa un milione sono neonati e bambini. Ecco la prima priorità da riconsiderare, commentava ieri Molly O'Meara Sheehan, che dirige il progetto dello State of the World: «I decisori politici devono affrontare la 'urbanizzazione della povertà' aumentando gli investimenti in istruzione, assistenza sanitaria e infrastrutture».

Il rapporto considera vari aspetti della vita urbana, dal cibo (che in città costa fino a un terzo in più che nelle aree rurali), all'energia e i trasporti urbani: le automobili usano il doppio dell'energia usata dagli autobus, 3,7 volte più delle ferrovie leggere o tram, 6,6 volte più dei treni elettrici - e sono la maggiore fonte di inquinamento urbano. Ma il WorldWatch Institute non si limita descrivere. Analizza alcune delle grandi aree urbane del pianeta anche per cercare se e come enti locali e gruppi di cittadini possono rendere più sostenibile la vita comune. E trova casi assai interessanti, nel sud in via di sviluppo o nel nord industrializzato.
Parla di «agricoltura urbana», fenomeno tutt'altro che marginale: almeno 800 milioni di persone in tutto il mondo ne sono coinvolte. O di tentativi di riscatto degli slum: un esempio è Orangi, enorme slum di Karachi, Pakistan, dove un Progetto Pilota («curato» dagli esperti in Sviluppo umano da oltre una ventina d'anni) ha permesso di collegare centinaia di migliaia di case in agglomerati informali a un buon sistema di fognature: gli abitanti si fanno carico della manutenzione, e così riescono a tagliare i costi a un quinto di ciò che dovrebbero pagare l'equivalente servizio municipale. Casi «pilota», beninteso, ma abbastanza ragionevoli da indicare alternative possibili.

Nota: su Mall disponbile anche la traduzione della prefazione al Rapporto dell'ex sindaco di Curitiba Jaime Lerner (f.b.)

Sullo stesso tema
Africa Bianchi
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi e dei più fragili. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente per monitorare il land grabbing registra che al momento sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre.
Ilaria Boniburini
La città futura, 5 maggio 2019. Con il Decreto Emergenze un passo ulteriore per convertire l'agricoltura da attività per soddisfare bisogni umani a business nelle mani di sempre meno aziende, esposto a gestioni mafiose, più coltivazioni intensive e più meccanizzazione. Ma la chiamano «bioeconomia».
Ilaria Boniburini e Edoardo Salzano
Oxfam denuncia come le diseguaglianze sociali ed economiche si aggravino progressivamente. Istruzione e sanità pubblica per tutti sono gli antidodi principali da finanziare con una tassazione realmente progressiva. Proposte ragionevoli ma che non mettono in discussione il sistema capitalistico che della crescita e delle diseguaglianze è la causa.
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg