Sulla lettera di Massimo Morisi e sulla replica di Edoardo Salzano
Paolo Baldeschi
Un intervento nel dibattito sulla partecipazione in Toscana. Se si vuol comprendere e far comprendere l’equilibrio è un virtù necessaria. Inviato a eddyburg il 28 dicembre 2007


La lettera di Massimo Morisi e la replica di Edoardo Salzano pongono un interessante terreno di riflessione. Parlo solo dei punti 1-5 della lettera, perché il resto mi sembra inutilmente polemico, come sgradevole l’accenno agli “accoliti di Asor Rosa”, fra cui ho l’onore di annoverarmi.

A Castelfalfi il garante ha fatto bene il suo mestiere. Per rendersi conto di ciò basta leggersi i verbali delle assemblee e la loro sintesi nel rapporto. Nessuno può accusare Morisi di essere stato di parte o indulgente con la Tui o omissivo. Da questo punto di vista molte critiche suonano preconcette e “a prescindere”. Morisi ha ragione quando ribadisce la necessità di non confondere il ruolo del garante con un ruolo decisionale e che - piaccia o non piaccia - questa è partecipazione e su questo terreno occorre che movimenti e comitati si confrontino.

Confrontiamoci dunque. Molto meglio il dibattito pubblico di Castefalfi che analoghi episodi, più piccoli ma consistenti nel numero, che si producono in modo seminascosto, aggirando lo spirito della legge di governo del territorio e del PIT, quando non in aperta illegittimità. I casi di Serravalle Pistoiese, dove il sindaco procede spedito nell’approvazione (illegale) di un villaggio turistico sul Montalbano nonostante le assicurazioni contrarie dell’assessore all’Urbanistica della Regione Toscana, e di Casole d’Elsa, dove trionfa un cronico abuso di potere da parte dell’amministrazione comunale, insegnano fra i tanti.

Il dibattito pubblico di Castelfalfi assume però un significato politico e non episodico solo se si inserisce in un processo rappresentativo e decisionale interscalare. Ha perfettamente ragione Salzano a sottolineare che questo è il vero nocciolo della questione. Da un punto di vista strettamente istituzionale, si tratta innanzitutto di fare rispettare le raccomandazioni del garante. Ma questo non basta. Ci vuole anche una buona politica. Una politica che, a mio avviso, deve essere basata sul semplice principio che ogni trasformazione del territorio nel “patrimonio collinare toscano” (invariante del PIT) e ogni nuovo consumo di suolo deve conformarsi alle regole del paesaggio - strutturali e ambientali - e non pretendere di dettare le proprie. In parole semplici: è la Tui, se vuole operare in Toscana che non è un’isola caraibica, ad adattarsi al paesaggio e non viceversa. Solo in subordine vengono le logiche tecniche e finanziarie.

Cosa succede adesso? Una strada, la più probabile, è che Tui ridisegni e in qualche modo ridimensioni il proprio progetto e che da qui inizi una contrattazione con il Comune dove si vedrà se le raccomandazioni del garante avranno efficacia. Si tratta comunque di un giocare in difesa. Soprattutto, come ha notato Salzano, se l’alternativa prospettata è l’ennesimo ‘svillettamento’ delle colline toscane, un’ipotesi che nella lettera di Morisi suona come dichiarazione di sfiducia rispetto ai buoni propositi e alle salvaguardie del PIT.

L’altra strada è che le istituzioni facciano un coraggioso passo avanti, aprendo un altro e più importante tavolo di partecipazione, un tavolo interscalare che, a partire da una ricognizione del patrimonio ambientale e paesaggistico in cui si inserisce il progetto, definisca le regole del suo uso e delle possibili trasformazioni, perché no, migliorative. In sintesi, si tratta di definire un vero e proprio statuto del territorio dell’ambito di paesaggio (per usare il lessico del Codice) in cui si trova Castelfalfi. Il soggetto promotore che dovrebbe fungere da ponte fra diversi livelli istituzionali e cittadini può essere la competente Commissione regionale del paesaggio o la Regione stessa. Ma le dichiarazioni su Castelfalfi del presidente Martini, e quell’incauto(?) incipit del rapporto del garante “nella misura in cui si può sa da fare” (tutto si può, ahimè, nella regione Toscana, legittimamente o illegittimamente), lasciano non pochi dubbi sul ruolo di garanzia politica della Regione.

Vi ricordiamo che chiunque può usare o riprodurre le informazioni e i materiali originali contenuti nelle pagine di questo sito alla condizione, ove si tratti di materiali propri di eddyburg, alla citazione dell’autore così come compare nel sito e alla indicazione della fonte originaria in modo visibile e con la seguente dicitura: “tratto dal sito web eddyburg.it”.

Sullo stesso tema
Paolo Baldeschi
Scritto per eddyburg: denuncia e analisi di un'ulteriore legge «ad civitatem» di invenzione renziana la cui vittima è ancora Firenze.
Tomaso Montanari
Enrico Rossi e Dario Nardella non discutono nel merito le decisioni del Tar che ha bocciato l'aeroporto nella piana, si sono limitati a dire: il potere lo abbiamo noi. Prima o poi pagheranno un prezzo.
Anna Marson
I ratti del PD toscano proseguono nel rosicchiare la migliore delle leggi di contrasto al consumo di suolo emanata in Italia. La rottamazione del territorio e del ruolo delle istituzioni sembra l'impegno maggiore del partito di Renzi.
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg