Lo smog non cala, il traffico (forse) si
Marco Ponti
Sconsolate prime osservazioni di un esperto sul risultati pratici dello strombazzato “Ecopass” meneghino. La Repubblica ed. Milano, 18 gnnaio 2008 (f.b.)
Tutto è bene ciò che finisce bene, ma l’inizio dell’Ecopass sembra non essere negativo, almeno secondo le fonti ufficiali. Certo l’impatto è destinato ad attenuarsi: molti si abboneranno, altri cambieranno i veicoli per non pagare. Ma vediamo le possibili conseguenze sulle due variabili "strategiche" cui è destinato l’Ecopass: smog e congestione. Paradossalmente l’impatto ambientale, dichiarato prioritario, è quello con minori prospettive di successo. Gli inquinanti tradizionali (ossidi di zolfo e di azoto, composti del piombo, monossido di carbonio) sono sotto le soglie critiche, e l’anidride carbonica (che provoca l’effetto serra ma non nuoce alla salute) non diminuisce con veicoli "puliti". Resta solo il particolato, che è fuori norma e non cala. Ma è emesso dal traffico solo in parte, quasi solo dai diesel, e si muove rapidamente, per cui sembra problematico (e iniquo) cercare di fare del centro di Milano un’isola felice.

Situazioni di alta pressione atmosferica, infatti, mostrano una presenza di particolato fuori dai limiti europei, diffusa "democraticamente" su tutta la pianura lombarda. Qui occorre dunque vedere gli effetti reali nel medio periodo, e dei dubbi sono legittimi.
Parzialmente diverse possono essere invece le prospettive sulla congestione, che ha andamento molto più che proporzionale al traffico: bastano, cioè, relativamente pochi veicoli in meno sulle strade urbane per avere rilevanti benefici in termini di velocità di deflusso. Il problema tuttavia è la stabilità nel tempo del fenomeno: infatti il miglioramento delle velocità ha un fortissimo effetto di attrarre nuovo traffico (principio dei "vasi comunicanti"). Ben diverso sarebbe stato l’impatto di una disciplina più severa della sosta (le sanzioni comminate per divieto di sosta sono una piccolissima frazione di quelle necessarie a scoraggiare le infrazioni, come d’altronde è evidente dal perdurare, in questo settore, di comportamenti da terzo mondo). Tale disciplina avrebbe determinato condizioni più stabili di riduzione del traffico, e più equamente distribuite.

Ma qualche segnale positivo emerge anche su questo fronte. L’indisciplina del carico e scarico delle merci è uno dei fattori maggiori di congestione (la sosta in seconda fila, insieme alla mancata delimitazione delle corsie di marcia, genera una sostanziale sottoutilizzazione della rete viaria), ed è già stata oggetto di limitazioni, rimaste però, come ognuno di noi può vedere, perfette "grida manzoniane". Milano rimane ancora la capitale mondiale delle soste in doppia fila. Ora sembra che sia imminente il varo di nuove regole che limitino il carico e scarico alle ore notturne. Eccellente iniziativa (i vecchi furgoni diesel tra l’altro inquinano molto): ma lo scetticismo è purtroppo d’obbligo, visto il destino del provvedimento precedente.

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