Coast 2050
AA.VV.
Le discussioni, anche tecnico-scientifiche, che si sono sviluppate a seguito del disastro provocato dall’uragano Katrina nell’area del delta del Mississippi e sulla città di New Orleans in particolare, convergono (come quasi sempre accade in questi casi) su un punto: la “fatalità” invocata dai vari livelli di governo, non è affatto tale. Lo dimostra tra l’altro il corposo documento allegato di seguito, sintesi di studi condotti da varie amministrazioni e discipline. Uno studio ostinatamente ignorato dall’amministrazione Bush, e che propone in sostanza – e per quanto possibile in un’area ampiamente antropizzata – la reimmissione attraverso grandi opere organizzate in sistema di elementi “naturali” tali da ricostruire un sistema almeno in parte autorigenerante, anziché interamente poggiato sulla rete degli argini, dei canali e dei sistemi di pompaggio. Un’operazione tanto più urgente, quando i dati sul riscaldamento globale, l’innalzamento del livello degli oceani, la previsione dell’intensificarsi di eventi meteorologici estremi, riducono a ben poca cosa anche il più massiccio utilizzo di tecniche “artificiali”, per non parlare di quelle al limite della criminalità, come l’urbanizzazione indiscriminata di aree di esondazione, e comunque inadatte all’insediamento umano complesso.
Ciò premesso, allego di seguito il rapporto Coast 2050: Toward a Sustainable Coastal Louisiana, predisposto congiuntamente da: Louisiana Coastal Wetlands Conservation and Restoration Task Force, e Wetlands Conservation and Restoration Authority nel 1998 (circa 180 pp. con illustrazioni, 2 Mb). Per inciso, in questi giorni di polemiche sulla mancata prevenzione del disastro, non si tratta di un documento facile da reperire in rete, anche e soprattutto nelle sedi delle pubbliche amministrazioni che l’hanno prodotto. Una descrizione di massima delle intenzioni di Coast 2050 si trova anche nell'interessantissimo articolo di Mark Fischetti sul tema, riportato da Eddyburg (f.b.)

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