Quand’è che una casa non è più una casa? Quando diventa spazio abitazione/lavoro
Lucy Barnard
Sembra tornare in Gran Bretagna, con gli spazi a destinazione mista, il vecchio dilemma: che cosa è esattamente “development”? The Guardian, 25 agosto 2007 (f.b.)
Titolo originale: When's a home not a home? When it's a live/work space – scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Si chiamano alloggi abitazione/lavoro, e sono spuntati in tutti i centri urbani del Regno Unito. Sono rivolti ai pionieri del lavoro direttamente da casa, e spesso offrono una progettazione architettonica d’avanguardia.
Ma ora centinaia di acquirenti che li usano solo per abitare rischiano lo sgombero, a seguito di un’azione degli uffici urbanistici comunali.
La circoscrizione londinese di Hackney ha già spedito 600 “avvisi di contravvenzione urbanistica”, e altre amministrazioni nel paese stanno esaminando da vicino la situazione.
Due settimane fa, i 75 proprietari di Union Wharf, complesso dall’aspetto molto trendy a un tiro di sasso da Hoxton, N1, hanno sobbalzato aprendo una lettera dall’aria innocua della circoscrizione di Hackney.
Era firmata da un funzionario, e comunicava che stavano contravvenendo alle norme urbanistiche: dovevano lasciare le proprie abitazioni, oppure fare richiesta per un’autorizzazione a uso residenziale entro 28 giorni.

“Ricevere questa lettera è stato un autentico choc” spiega il ventinovenne Nichola Waterfall, mentre sfoglia le pagine con un’aria disorientata. “In teoria, pare che l’amministrazione possa ordinare che noi non si possa più abitare qui”.
Il problema, secondo la circoscrizione di Hackney, è che gli abitanti di Union Wharf usano i propri spazi solo per abitarci, anziché come ambienti da cui svolgere un’attività: quindi contravvengono all’autorizzazione urbanistica.
A Hackney – una delle prime municipalità di Londra ad aver consentito la realizzazione di spazi a categoria ibrida – la questione sta iniziando a raggiungere proporzioni epiche.
E si prevede che altre amministrazioni seguiranno a breve, se questi avvisi di contravvenzione avranno effetto.
Dopo che ampi tratti delle aree produttive della municipalità erano state trasformate in appartamenti trendy, l’amministrazione di Hackney ha tirato i freni e nel 2003 ha revocato le norme urbanistiche supplementari che incoraggiavano spazi abitazione/lavoro.

A partire da allora, ha spedito 600 avvisi di contravvenzione ai proprietari degli appartamenti così classificati, e quest’anno ha istituito un ufficio espressamente dedicato alla questione.
“Dobbiamo tutelare gli spazi per attività economiche sui margini della City” spiega Mary Anna Wright, capo ufficio stampa di Hackney. “Gli spazi abitazione lavoro avrebbero dovuto essere ceduti come tali, quindi se chi li utilizza non lo sapeva ora deve rivolgersi a chi glie li ha venduti”.
Ai sensi della Sezione 172 del Town and Country Planning Act 1990, le amministrazioni possono anche “rimediare” tramite deroghe alle norme urbanistiche. Ma, visto che si tratta di un fenomeno tanto nuovo, le norme sugli spazi abitazione/lavoro sono particolarmente vaghe.
L’amministrazione afferma che chiunque occupa un appartamento di questo tipo deve pagare le imposte per le attività economiche, oltre che quelle municipali. Agli spazi si applica anche la tassa sui capital gain quando viene ceduta la parte dell’attività.

Gli abitanti lamentano che l’amministrazione li sta trattando in modo troppo severo. Quattordici degli appartamenti di Union Wharf sono stati comprati dalla Notting Hill Housing Association, che poi li ha rivenduti a lavoratori dei servizi essenziali in “ shared equity”, con l’accordo che fossero utilizzati esclusivamente ad uso residenziale.
Oltre che prendere di sorpresa gli inquilini, questa azione sembra aver confuso anche l’associazione. “Stiamo cercando di capire meglio i problemi connessi” spiega Rachel Bhageerutty, dell’ufficio stampa della Notting Hill.

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