Appia Antica tombe usate per le scalate
Carlo Alberto Bucci
Continua l’assalto alla regina viarum: pochi i difensori, molti e agguerriti i gangsters. Da la Repubblica, ed. Roma, 7 luglio 2007 (m.p.g.)
Un gruppo di tecnici di una società telefonica che - «per allenarsi agli interventi ad alta quota», ci dice candidamente uno di loro mentre scende da una jeep col marchio della Wind - scalano, dotati di caschi e imbracature da montagna, una tomba romana a tumulo, il tutto mentre intorno è un via vai continuo di auto e di uomini che vendono o offrono il loro corpo ad altri maschi. E, qualche centinaio di metri più in la, operai di una ditta edile che fanno la fresatura della strada in vista della gettata di asfalto: ma sullo stesso tratto viario dove gli archeologi si apprestano a lavorare per riportare alla luce le pietre di basalto della Regina viarum. Sembra un film di Bunuel ma è tutto vero. Benvenuti nello stato di abbandono dell´Appia Antica.
Casca dalle nuvole Rita Paris quando l´avvertiamo dei freeclimber impegnati a scalare una delle circa cento tombe monumentali che la Soprintendenza archeologica di Roma ha catalogato e, fondi permettendo, s´appresta a restaurare. «È talmente assurdo che non ci credo» risponde l´archeologa al telefono. Poi, mandato qualcuno a controllare, richiama: «Nessuno ci ha chiesto nulla, anche perché non avremmo mai dato l´autorizzazione a un intervento deleterio per l´integrità del monumento. D´altro canto, siamo talmente pochi che qualcosa ci sfugge».
Ci sarebbero le guardie del Parco regionale dell´Appia, 40 uomini circa a controllare abusi edilizi e tutela del verde: troppo pochi anche loro, vista l´importanza e la vastità del sito. «Così non si può andare avanti» sbotta l´archeologo responsabile dell´Appia. «Lunedì siamo andati a fare un sopralluogo con l´architetto Massimo De Vico - rivela Rita Paris - perché dal primo settembre dobbiamo far partire il restauro dei 650 metri che vanno dall´incrocio di via degli Armentieri verso Sud. Ebbene, abbiamo trovato un cantiere della "Società strade sicure" che, per conto del dodicesimo dipartimento del Comune, ha fatto la fresatura del vecchio asfalto ed è pronta a realizzarne uno nuovo. Anche qui, nessuno ci ha chiesto il permesso».
La Soprintendenza - che ha un budget annuale di un milione per la manutenzione ordinaria di monumenti quali villa dei Quintili e Cecilia Metella - risparmia circa 300mila euro l´anno per interventi speciali. Come il tratto dell´Appia, "asfaltato". «La filosofia è quella dei chilometri già restaurati coi fondi del Giubileo: riportare alla luce il basalto e, dove manca, fare un manto di sampietrini, intervento corretto filologicamente poiché si tratta dello stesso materiale». E i blocchi di peperino e i rocchi di colonna a terra del cosiddetto tempio Ercole? Luogo sacro o stazione di posta andranno a trovare Antonella Rotondi e Giorgio Gatta? «Lo capiremo con lo scavo, dal quale ci aspettiamo notevoli risultati. Dai resti - rivela la Paris - si capisce che è un altro edificio importante della Regina viarum».

Sullo stesso tema
Maria Pia Guermandi
Privilegio. Questa la sensazione che si provava l'altra sera sull'Appia antica. Era una delle serate del Festival che da alcuni anni Rita Paris, direttrice del Parco Archeologico, organizza a luglio: "dal tramonto all'Appia" (segue)
Anna Maria Bianchi Missaglia
Emergenza cultura, 1 luglio 2018. L'Appia Antica è sia un'area archeologica sia un'area naturale protetta. La Regione Lazio sta per approvare il piano del parco naturale, ma senza coordinarlo - come invece dovrebbe - con il piano paesaggistico. (m.b.)
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg