Adesso freniamo Villettopoli
Giovanni Scarpa
Quattro comuni nella fascia di altissimo pregio della “greenway” fra l’area metropolitana milanese e il pavese, si associano volontariamente per arginare lo sprawl. La Provincia Pavese, 14 luglio 2007 (f.b.)
Fermare l’avanzata di Villettopoli, valorizzando il territorio rurale. Con questo ambizioso obiettivo è stato firmato ieri un accordo di programma fra i Comuni di Giussago, Certosa, Rognano e Zeccone. Parte del progetto, che ha come finalità proprio lo sviluppo dell’ambito territoriale dei paesi del parco Visconteo, sarà finanziato dalla Navigli Lombardi. Lo studio di fattibilità sarà affidato all’Università di Pavia. La firma dell’accordo è avvenuta simbolicamente nel parco comunale di Giussago, 33mila metri quadrati strapparti all’urbanizzazione per volere dell’attuale giunta.
Gli onori di casa, infatti, li ha fatti il sindaco Ivan Chiodini: “Si tratta di un passo avanti per lo sviluppo del nostro territorio che non può essere pensato unilateralmente. Soprattutto nella fascia dei Navigli. Per salvare la nostra zona serve una programmazione comune”. E proprio dal tavolo ieri è uscito un accordo che segna una svolta, almeno nel modo di pensare e amministrare il Nord Pavese.

Al centro non c’è solo la salvaguardia del patrimonio culturale ed artistico di quest’area, ma anche lo sfruttamento del “suo grande giacimento di conoscenza, saperi e ricerca per il quale è maturo il tempo di trovare percorsi di applicabilità a supporto di nuove iniziative imprenditoriali” recita la parte centrale del documento. Tre i punti fondamentali su cui poggia il patto dei 4 sindaci (olte a Chiodini, Bruno Garlaschelli di Certosa, Silvio Penati di Rognano, e Terenzio Grossi di Zeccone). Il primo prevede appunto l’apertura di un confronto fra gli amministratori per uno scambio sulle politiche di sviluppo sostenibile. Il secondo la redazione di uno studio d’area che fornisca una fotografia dei punti di forza e debolezza del territorio. Il terzo, infine, la stesura di un piano per la costituzione di una società o fondazione a capitale pubblico o misto che abbia funzioni di Agenzia di sviluppo. A suggellare, con il suo contributo concreto in 12 mila euro (tanto per iniziare) era presente il direttore della Navigli Lombardi Emanuele Errico. Che ha sottolineato l’opportunità di accordi di questo tipo e si è detto “piacevolmente sorpreso” per l’intraprendenza dei sindaci.

I quali, a loro volta, hanno tutti sottolineato la svolta storica nella forma dell’accordo. Isomma loro ci provano a invertire la tendenza di Villettopoli. Anche se, beninteso, non sarà facile. Spiccava, ad esempio, l’assenza di Borgarello. Comune anch’esso all’interno dell’area individuata. Il cui sogno, come è noto, è il centro commerciale. “Il nostro tavolo non vuole escludere nessuno e tutti possono partecipare” ha diplomaticamente sottolineato Chiodini. Il quale non si è voluto nascondere dietro un dito di fronte all’evidente propensione delle amministrazioni di puntare quasi esclusivamente a una politica edilizia.
Non solo in passato, ma anche in futuro, visto il proliferare delle nuove costruzioni. “Questo – ha detto il sindaco di Giussago – è il frutto di una programmazione vecchia appunto di 10-15 anni che si sta esaurendo con i vecchi Prg. In alcuni casi poi, i tempi di attuazione si sono ravvicinati, dando l’impressione di un’aggressione selvaggia al territorio. In ogni caso è proprio adesso il momento di invertire la tendenza”.

Il Comune capofila sarà Giussago che già da tempo, e non solo nelle intenzioni, ha avviato un programma amministrativo improntato al rispetto dell’ambiente e del territorio.

Nota: i problemi di quest’area erano già stati in parte accennati su Eddyburg anni fa, proprio per il “caso” nazionale del Centro Commerciale di Borgarello con un articolo che ora è diventato con poche modifiche il capitolo introduttivo di Nuovi Territori del Commercio (f.b.)

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