Deserto il bando per trecento case ad affitti calmierati
Luciano Nigro
A Bologna un fallimento atteso e, forse, costruito. Da la Repubblica, ed. Bologna, 29 maggio 2007. E una postilla di Giovanni Caudo che spiega perchè
Un flop il bando di gara sulla costruzione di alloggi in affitto all´ex mercato di via Fioravanti. Doveva essere l´inizio di una nuova era, quella della costruzione di case in affitto, dopo un decennio di chiacchiere inutili. I primi trecento alloggi a prezzo accessibile dei tremila che il Comune vuole realizzare in città. E invece ora si rischia persino di perdere i 6 milioni di euro stanziati dalla Regione.
Non si è presentato nessuno. Non un´impresa privata, né una cooperativa delle tante che dicevano di voler costruire case a poco prezzo. Ora i costruttori accusano: «E´ stato un dialogo tra sordi, non ci sono margini di profitto per le imprese private». Ma il Comune risponde: abbiamo dato tutto quello che ci avete chiesto, di più sarebbe un intollerabile spreco di risorse, meglio cambiare la legge e affidare all´Acer o altre istituzioni il compito di fare case in affitto.
In un modo o nell´altro sarà uno spartiacque la gara dell´ex mercato, dove il Comune aveva messo a bando un´area di 22 mila metri quadrati, valore di mercato 25 milioni, per un solo euro al metro. Terreno gratis, insomma, come chiedevano coop e costruttori. In più c´erano 6 mila euro di contributo regionale. Chi voleva poteva costruire fino a 300 alloggi. Solo il 30% però poteva essere venduto, gli altri in affitto per 40 anni.
Niente da fare. Non si è presentato nessuno. Eccetto un´impresa piccola che all´ultimo momento ha chiesto una proroga. Troppo tardi. Proroghe ne erano state date fin troppe dal Comune. Decine gli incontri con le imprese e i costruttori. Carmine Preziosi del collegio costruttori oggi accusa: «Non ci sono margini di profitto, servono più sostegni pubblici». Di parere opposto è l´assessore alla Casa Virginio Merola. «Più di così non potevamo fare - dice - aumentare i finanziamenti pubblici o il numero di case private da costruire su terreni pubblici sarebbe uno spreco di risorse inaccettabile». L´alternativa? «Rivedere la legge - risponde l´assessore - nessuno può chiedere ai privati o alle coop di rinunciare al profitto, allora bisogna che le case in affitto le costruisca qualcun altro: l´Acer o altri soggetti che oggi per legge non possono partecipare». E mentre chiede un cambiamento della legge («a questo punto ci riteniamo liberi dai vincoli del bando regionale») Merola si prende pochi giorni e per decidere in tempi brevi come rispondere.

Postilla

Costruire case a costo accessibile é la risposta alla crescita spropositata dei valori immobiliari che, a seguito della finanziarizzazione, ha ormai connotati sempre più speculativi. La Francia con la legge Borloo, case a 100 mila euro, e soprattutto l’Inghilterra con la riforma del social housing avviata nel 1997 dai laburisti sono due esempi di come paesi a noi vicini si muovono in questa direzione.
I requisiti di fondo per la costruzione di case a costo accessibile sia per la vendita che per l’affitto sono tre:
- utilizzare suolo di proprietà pubblica o nella disponibilità di un soggetto pubblico per abbattere i costi di costruzione;
- utilizzare risorse economiche non speculative raccolte sul mercato dei capitali per integrare il contributo pubblico;
- coinvolgere soggetti gestori del processo a carattere non speculativo che si occupano della riscossione dei canoni, della manutenzione degli immobili e di tutti servizi complementari contribuendo alla costruzione di un più forte senso di comunità.

In Italia sono in corso dei tentativi soprattutto nelle città del nord, quello di Milano avviato dalla Fondazione Cariplo attraverso la “Fondazione housing sociale” é il più avanzato. Altri tentativi sono in corso a Torino con la fondazione San Paolo, e ad Alessandria. A Roma l’Università Roma Tre ha presentato al comune un progetto di housing sociale per 1000 alloggi destinati solo all’affitto da costruire su aree pubbliche.
Manca però una volontà politica forte che vada in questa direzione e che comprenda soprattutto che non esistono vie italiane a questo modello. La scelta non può che essere l’avvio di un mercato intermedio tra quello sociale e quello speculativo del libero mercato. Per fare questo occorrono le tre condizioni di cui sopra, altri tentativi che vogliono tenere insieme le cose rischiano di naufragare, come quello di Bologna, o dall’altra parte rischiano di far passare per housing sociale interventi speculativi o di svendita a privati del patrimonio pubblico.
Il caso di Bologna insegna che non basta fare un bando e sperare che le imprese immobiliari si accontentino del 5% di redditività degli investimenti. Perché dovrebbero accettare questa limitazione? Perché stupirsi che il bando é andato deserto? Perché stupirsi che l’Associazione costruttori cavalcando l’insuccesso si proponga come l’interlocutore unico per risolvere il problema casa?
L’errore é aver puntato sulle imprese di costruzione invece di coinvolgere soggetti no profit. (Giovanni Caudo)

Sullo stesso tema
Mauro Baioni
Un libro prezioso che offre una prospettiva d'insieme e una critica documentata sul progressivo disimpegno dello stato nel campo delle politiche abitative ultimi quattro decenni. (m.b).
Andrada Fiscutean e Sorina Vasile
Internazionale, 24 novembre 2017. Gli abitanti e la vita a Cosmopolis, una delle tante gate community per la middle class di Bucarest, lontana dalla città, recintata, vigilata, verde, sicura, e socialmente omogenea. (i.b)
hris Leslie and Jonathan Charley
The Guardian, 31 marzo e 31 ottobre 2017. Mentre si sta completando un grande progetto di rinnovamento di spazi pubblici, avanza la demolizione in massa di case economiche che sfratterà circa un milione di abitanti. (i.b)
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg