Norme urbanistico-edilizie per gli impianti di microgenerazione eolica
Eddyburg
UK Department for Communities and Local Government, Permitted Development Rights for Householder Microgeneration, Consultation paper, aprile 2007 – Estratti e traduzione a cura di Fabrizio Bottini

[…] Turbine a vento – Premesse

89. Il rapporto dell’Entec [agenzia tecnica del Ministero per le Aree Urbane n.d.t.] indica che le turbine a vento sono con ogni probabilità al terzo posto in quanto a potenziale tra le forme di microgenerazione domestica, molto meno diffuse di quella solare e che possono raggiungere qualunque dimensione. Ma dato che le tecnologie relative alle turbine sono in continuo sviluppo, il loro contributo probabilmente è destinato ad ampliarsi significativamente, se come sembra esse saranno più promosse dal punto di vista commerciale e diventeranno un prodotto più corrente.

90. L’energia prodotta da una turbina dipende dalla “area coperta” dal rotore. Ciò significa che una turbine a “asse orizzontale” con un rotore del diametro di 2 metri produrrà circa quattro volte tanta energia rispetto a una col rotore del diametro di 1 metro.

91. Tutte e turbine a vento hanno un rotore collocato entro un flusso d’aria. Tale rotore viene fatto girare dal vento e questo movimento rotatorio si trasmette poi a un mulino, a una pompa, a un generatore elettrico. Venti più veloci contengono più energia di venti più deboli. C’è anche una variazione che dipende dall’altezza rispetto al suolo; maggiore l’altezza, più forte il vento. Ciò significa che, tradizionalmente, le turbine a vento vengono collocate su alte torri. Comunque, più di recente ne sono state introdotti sul mercato tipi concepiti per essere installati sui normali edifici. L’analisi dell’Entec ha considerato dunque sia le turbine installate in modo separato che quelle inserite negli edifici. I risultati indicano come un impianto a vento da 1 chilowatt con una pala rotante del diametro di 1,75 metri può coprire circa il 15-20% dei consumi annui di una famiglia, e in località rurali o comunque più ventose questa quota può aumentare significativamente.

Turbine a vento – Problemi e raccomandazioni

92. Da un punto di vista urbanistico, le turbine a vento di tipo domestico hanno una serie di caratteristiche tali da rappresentare impatti potenzialmente superiori rispetto ad altre tecnologie di microgenerazione. L’Entec sottolinea quattro ambiti da prendere in considerazione per l’impatto urbanistico-edilizio delle piccole turbine: dimensioni e proporzioni; sicurezza; disturbo e danni ai pipistrelli.

93. Una considerazione ulteriore che necessita di riflessione è quella degli impatti sui radar. La questione verrà sviluppata parallelamente al processo di discussione pubblica di questo documento, e comporta un lavoro comune con il settore produttivo della microgenerazione, il Ministero della Difesa, i servizi nazionali del traffico aereo e la Civil Aviation Authority. La sicurezza dei voli aerei è ovviamente di grandissima importanza, e dunque le proposte che seguono saranno soggette ai risultati di questi ulteriori sviluppi, oltre che alle risposte generali al presente documento di discussione, nella elaborazione delle proposte finali sull’autorizzazione di turbine domestiche.

94. L’Entec ritiene che l’impatto visivo delle turbine a vento possa essere considerato di piccola entità sul paesaggio locale, se esse sono di dimensioni relativamente contenute. Per quanto riguarda le turbine installate autonomamente, è l’altezza del pilone su cui sono montate la considerazione base. Le informazioni raccolte dall’Entec mostrano come, là dove molte amministrazioni locali hanno preso in considerazione gli impatti visivi come elemento chiave per il rilascio di autorizzazioni, dove il progetto di turbina riguardava un palo sino a 10 metri di altezza, esse sono state rilasciate. E quindi l’Entec, raccomanda di fissare questa altezza come diritto acquisito. Ciò, si osserva, consente l’installazione di molti prodotti che generano energia sufficiente per le necessità di una famiglia, senza indebite interferenze visive.

95. Per quanto riguarda gli impianti installati sugli edifici, Entec ha cercato di definire un tipo di impatto comparabile a quello delle turbine autonome. Si è indicata in 3 metri sopra la linea del tetto di un edificio, una altezza paragonabile ai 10 metri dell’impianto stand-alone. Questi tre metri valgono per molte circostanze diverse, e consentono di “leggere” la turbina come facente parte dell’edificio, riducendo così l’impatto visivo. In termini di diametro del rotore, il Governo accetta la raccomandazione dell’Entec che una misura massima di 2 metri rappresenti un ragionevole compromesso fra produzione energetica e potenziali impatti.

96. L’Entec raccomanda anche di considerare per l’impatto visivo cumulativo che la turbina installata sia soltanto una, su un edifico “normale”. Si indica comunque che nel caso di grossi edifici ad appartamenti (non conversioni di case più piccole) si possano raggiungere anche le quattro turbine, senza indebiti impatti visivi. Il Governo accetta le basi di questa impostazione, ma propone che l’approccio rispecchi più da vicino quello delle autorizzazioni per le antenne, senza differenza fra tipi di edifici (convertiti oppure no), ma con criteri differenziati a seconda delle altezze dei fabbricati. Di conseguenza, fino a 15 si consentirà una sola turbina, oltre questa altezza si potrà arrivare a consentire sino a 4 turbine.

97. Gli impatti visivi, naturalmente, non sono determinati solo da dimensioni e numero degli impianti, ma anche dalla vicinanza delle turbine l’una all’altra. Come accade coi pannelli solari ad installazione autonoma, anche per le turbine montate su un pilone si deve calcolare il rischio di rovesciamento nel prendere in considerazione i limiti all’uso di queste tecnologie. Dato che a qualunque restrizione si aggiunge anche la distanza di 10 metri di qualunque impianto stand-alone dalla più vicina stanza abitabile per il problema del rumore, l’Entec indica in 5 metri la distanza minima di uno di questi impianti da una strada e in 2 metri quella dai confini di una proprietà adiacente.

98. Dopo aver considerato attentamente questo problema, il Governo è orientate verso un approccio simile a quello usato per gli impianti solari, ovvero a fissare un unico limite sia per la distanza dalla strada che dai limiti della proprietà. Dato che va considerato il rischio di rovesciamento, e che l’altezza massima di una turbina sarebbe di 11 metri (ovvero una pala rotante del diametro di 2m montata su un pilone di 10m) il Governo propone che la distanza venga fissata a 12 metri.

99. Restano le questioni più complesse, relative al disturbo e alle interferenze col sonno. Si accetta che le turbine a vento possano causare rumori. Ma, come affermato nella Sezione 3, non è semplice definire limiti a questi rumori in modo chiaro, semplice e praticabile. In particolare, le turbine installate sugli edifici pongono particolari difficoltà dato che molto probabilmente si troveranno più vicine ad altre proprietà. Per gli edifici aggregati in linea o abbinati, dove vengono montate sulla medesima struttura della proprietà adiacente, esiste un problema più difficile riguardo alle questioni del rumore e delle vibrazioni.

100. Comunque, come meglio esposto nella Sezione 3, il Governo propone limiti al rumore per assicurare che tutti i potenziali impatti vengano controllati sia all’interno che all’esterno per gli alloggi vicini.

101. Ulteriore problema è quello delle vibrazioni trasmesse attraverso la struttura dell’edificio, che pone una questione di sicurezza e disturbo degli alloggi vicini. Come riconosce l’Entec, le turbine installate sui fabbricati trasmettono parte dell’energia al proprio sostegno. Le questioni di stabilità strutturale devono essere coperte dai regolamenti edilizi. Comunque, in relazione al disturbo, è stato sviluppato un lavoro in collaborazione con la Defra per determinare quali livelli di vibrazione risultino non fastidiosi. Il Governo propone un livello considerato accettabile, sulla soglia della percettibilità. […]

102. Anche se esiste un potenziale impatto generale su siti e specie protette, l’Entec sottolinea preoccupazioni particolari rispetto al rapporto fra pipistrelli e turbine. Si riconosce comunque che non esistono conoscenze tali per determinare un possibile livello di rischio. Tutte le specie di pipistrelli e i loro spazi di posa sono già tutelati attraverso le Conservation Regulations (Natural Habitats, &c.) del 1994 e il Wildlife and Countryside Act del 1981 (e successivi aggiornamenti), ampliato nel Countryside and Rights of Way Act del 2000. Tutte queste leggi hanno condotto allo sviluppo di una serie di procedure per ridurre al minimo i potenziali effetti sui pipistrelli di qualunque impianto, quando se ne conosce o presume la presenza; il Governo ritiene siano sufficientemente tutelati.

103. A partire dalle raccomandazione di Entec, il Governo propone che vengano consentiti impianti di microgenerazione a turbine eoliche alle seguenti condizioni:




Turbine eoliche su edifici Limiti
Altezza (compresa la pala) al di sopra della linea più alta del tetto 3m
Diametro del rotore 2m
Rumore Vedi allegato 2
Vibrazioni Vedi allegato 2
Numero di turbine Una su edifici fino a 15m.
Quattro su edifici oltre 15m
Restrizioni per le aree di conservazione e Patrimonio Mondiale Non consentiti impianti
Turbine eoliche autonome
Altezza (inclusa la pala) 11m
Diametro del rotore 2m
Romore Vedi allegato 2
Vibrazioni Vedi allegato 2
Restrizioni per le aree di conservazione e Patrimonio Mondiale Impianti prospicienti una strada e visibili da essa


[…]

Nota: la versione originale e integrale, che comprende anche gli impianti solari, biomasse, allegati ecc. è scaricabile direttamente da qui (f.b.)



microgeneration_development

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