Per chi fa il tifo il guardasigilli
Alessandro Robecchi
Dal ministro per la Giustizia testimonianze di solida cultura giuridica e di spiccato senso dello Stato. Da il manifesto del 16 luglio 2006


Due notizie piuttosto sconvolgenti. La prima. In un lontano sistema solare, in una sperduta galassia, su un piccolo pianetino, c'è un ministro della giustizia che si compiace e si complimenta perché un condannato ha saputo «spaventare i giudici». È un inedito in tutto l'universo che unministro della giustizia si rallegri perché i giudici sono stati intimiditi. La seconda notizia: quel lontano sistema solare è il nostro, la galassia, il pianetino, e persino il povero paese è il nostro. E si capisce che anche il ministro della giustizia è «nostro», Clemente Mastella: forse dovremmo farcene una ragione. Commentando le sentenze della giustizia sportiva, il famoso ministro della giustizia premette che parla «da tifoso», e già questa è una scemenza grossa (può un ministro della giustizia parlare da tifoso? O da alpinista? O da caciocavallaro?). Poi, commentando la sentenza - un po' più leggera con la squadra di Berlusconi che con le altre coinvolte - dice, papale-papale: «Berlusconi alla fine è stato bravo perché l'hamessa sul piano politico. E, forse i giudici si sono trattenuti. Magari si sono anche spaventati un po'». Naturalmente la libertà di parola comprende l'eventualità che si pronuncino solenni puttanate, e nessuno può farci nulla.Ma che un ministro della giustizia applauda il condannato perché se l'è mezza cavata spaventando i giudici rischia di aprire scenari imprevedibili e interessanti. In sostanza lo si può leggere come un accorato appello: imputati, condannati, indagati (purché potenti, s'intende), il consiglio del guardasigilli della nazione è di buttarla in politica e spaventare i giudici. È vero che il precedente ministro della giustizia era un «padano rinato» e i giudici li intimoriva lui in prima persona, cosa che era altrettanto enorme.Ma non si era cambiato segno? Non si erano vinte le elezioni? Non si era riportata in auge la «questione morale» con annessi e connessi, tra i quali - credevo - la regola aurea di non spaventare, intimidire, imbavagliare o delegittimare i giudici? C'è di peggio. Dice Mastella: «Parlo da tifoso. Dico quello che penso». Insomma, non solo lo dice, che sarebbe il meno, ma lo pensa pure! Mi sembra evidente che su quel povero pianetino il governo «di sinistra» abbia un piccolo problema. Come chiamare sennò il capo del pollaio che si complimenta col lupo perché intimidisce le galline?

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