Non sottovalutiamo
Valentino Parlato
A proposito della manifestazione di Berlusconi a Roma e del berlusconismo dell’Italia. Da il manifesto del 3 dicembre 2006
Non è stata e non poteva essere - come pure Berlusconi si augurava - la marcia dei 40.000 quadri Fiat del 1980: ma è stata una manifestazione che sarebbe un grave errore sottovalutare. Non erano due milioni, ma erano comunque moltissimi e poi, la cosa a mio parere più importante, rappresentavano una parte rilevante dell'attuale società italiana.
Non bisogna dimenticare che nelle ultime elezioni politiche lo scarto tra centrosinistra e centrodestra è stato modesto; dobbiamo avere sempre presente che nella società italiana di oggi il berlusconismo è una cultura diffusa; e tanto meno si deve dimenticare che nell'elettorato di centrosinistra è cresciuta la tentazione dell'astensionismo. Certo, c'è stato lo sforzo organizzativo e ci sono stati i soldi di Forza Italia, ma sarebbe assolutamente erroneo e controproducente definire «vacanze romane» la giornata di ieri.
L'adunata in piazza San Giovanni è stata una cosa seria. Molto presente e vivace (anche con Gianfranco Fini in motocicletta) era Alleanza nazionale, ma poi c'erano - più numerose e preoccupanti - le famiglie di Forza Italia (nel suo discorso Berlusconi ci ha ubriacati di familismo).
Il discorso di Berlusconi, protagonista e «santo» della giornata, è stato assolutamente vuoto. Non ha osato avanzare nessuna proposta appena credibile di politica: solo slogan dopo slogan. Ma è stato un discorso dichiaratamente eversivo. L'attuale governo - ha detto - non solo è contro il popolo, ma non ha più la maggioranza e si fonda sulla «barbarie comunista»; addirittura, in un impegno di demagogia, Berlusconi ha chiesto la riconta dei voti delle ultime elezioni politiche. Sempre nei giochi della politica, che ci sono stati anche a piazza San Giovanni, Fini ha insistito, per alzarne il prezzo, sulla sua fedeltà. Ma poi Berlusconi lo ha costretto a far pace con Alessandra Mussolini. I soliti giochi - nei quali Casini subisce un insuccesso.
E il centrosinistra, accusato di essere il borseggiatore dei cittadini, che dice? Debbo confessare che mi viene il sospetto - certamente cattivo e spero sbagliato - che, così come Prodi si regge su Berlusconi, anche Berlusconi si regga su Prodi. Se così fosse, povera Italia.
Ma torniamo al centrosinistra. Non può prendere sottogamba - come mi pare abbia fatto Prodi - la giornata di ieri e le centinaia di migliaia di persone che erano a Roma. Ma non può neppure mettersi a far concorrenza a Berlusconi. Dovrebbe avere - e può ancora riuscirci - delle posizioni nette: sull'economia, sul fisco, sul lavoro, sulla scuola e su tutto il resto. E dovrebbe avere anche la forza di mandare un messaggio di moralizzazione della politica.
Conterà poco dal punto di vista della contabilità nazionale, ma sarebbe pur sempre un messaggio di fuoriuscita dalla cultura berlusconiana che in questa fase infetta il paese. Le persone che affollavano ieri piazza San Giovanni - mosse certamente dagli egoismi della cultura berlusconiana - a un messaggio forte di moralizzazione, credo, sarebbero sensibili.

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