"Risanerò il quartiere ghetto poi il Muro di Padova cadrà"
Maria Novella De Luca
“Flavio Zanonato, sindaco della città veneta, risponde alle accuse arrivate da destra e da sinistra”. Ma pezo el tacòn del buso, La Repubblica del 12 agosto 2006


ROMA - «Basta polemiche. Su questo fantomatico muro sono state dette assurdità di ogni tipo. Mi ha chiamato addirittura la Bbc per sapere che cosa stava succedendo a Padova. La risposta è che questa amministrazione vuole smantellare il supermercato della droga che prospera in quell´area. E tra un anno, quando saranno ultimati gli sgomberi del complesso di via Anelli, la recinzione verrà abbattuta». Flavio Zanonato, sindaco diessino della città di Sant´Antonio, parla con la veemenza di chi non riesce a credere di essere accusato di razzismo sia da destra che da sinistra. Al centro della polemica la costruzione, appena ultimata, di una barriera metallica alta tre metri attorno ad un gruppo di palazzine diventate zona franca di spaccio e immigrazione clandestina, per "difendere" così i condomini limitrofi dal dilagare di degrado e micro criminalità.
Sindaco, il muro è stato appena costruito e lei già parla di abbatterlo...
«Prima di tutto smettiamo di chiamarlo muro, perché si tratta di una recizione di lastre di metallo che nulla hanno a che vedere con il muro di Berlino, o addirittura, con il muro che gli israeliani stanno costruendo attorno ai territori palestinesi. Anche di questo sono stato accusato... Quel "muro" è solo una barriera che impedisce agli spacciatori e ai loro clienti di vendere e comprare droga sotto le finestre di cittadini che hanno diritto a tranquillità e sicurezza».
Sì, ma di fatto così lei separa una zona degradata da una zona "normale". Isolando chi resta nelle palazzine a rischio, abitate anche da immigrati regolari, famiglie con bambini.
«Intanto questa barriera non isola nessuno, perché si può entrare ed uscire esattamente come prima. E poi, al massimo nel giro di un anno, tutti questi nuclei familiari che oggi sono costretti a pagare 600 euro al mese per vivere in 28 metri quadrati, riceveranno un alloggio comunale, così come è già accaduto per 120 famiglie, mentre altri 40 nuclei avranno la nuova casa ad ottobre. Il nostro obiettivo è quello di sgomberare e poi riqualificare. Ultimato lo sgombero di tutte le famiglie butteremo giù anche la recinzione».
Però sindaco, dover ricorrere ad un "muro" contro gli spacciatori sembra tanto un provvedimento disperato...
«Non nego che sia una misura forte, ma la situazione è gravissima. A comprare droga lì arriva gente da tutto il Nord. Non hanno bisogno nemmeno di scendere dalle macchine: abbassano il finestrino e gli spacciatori passano la merce. Una follia. Ecco, la barriera obbliga gli spacciatori a disperdersi, impedisce loro di nascondersi, favorisce i controlli delle forse dell´ordine. Io voglio rendere difficile la vita a chi vende la droga. E´ forse razzismo questo?».
E i check point?
«E´ un´altra esagerazione. Trattandosi di una zona ad alto rischio c´è una vigilanza di polizia e carabinieri 24 ore su 24. Ma non mi possono dire che due camionette di carabinieri sono un check point. E sono proprio gli inquilini delle palazzine circondate dalla recinzione, gli immigrati regolari, che ci chiedono di non lasciarli soli tra spacciatori e criminali».
Come si sente ad essere attaccato anche dalla Sinistra?
«Amareggiato, ma sicuro di quello che sto facendo».
Però lei ha già deciso che tra dodici mesi il Muro di Padova cadrà.
«Senza dubbio. Appena tutti i nuclei di immigrati avranno una casa popolare, il complesso di via Anelli verrà completamente smantellato e ricostruito con criteri "umani". E non ci sarà più bisogno della recinzione. Per adesso comunque ci limiteremo a riempirla di murales».

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