L'ora del dilettante
Alessandro Robecchi
Sintesi e ironia per raccontare una bruttissima storia italiana. Da il manifesto del 9 luglio 2006


Per quanto si parli di cose serie, drammatiche e addirittura delinquenziali (il sequestro di persona è un reato grave), la faccenda del rapimento dell'imam Abu Omar sembra saltata fuori da una gag di Aldo, Giovanni e Giacomo. La storia è nota: gli amici della Cia, più un po' di amici del Sismi, prelevano un cittadino straniero a Milano per mandarlo in un posto (l'Egitto) dove possa essere comodamente torturato. Sembra «l'ora del dilettante »: si fanno beccare per colpa dei telefonini, si contraddicono, scappano lasciandosi dietro prove evidenti, persino l'ispettore Clouseau avrebbe fatto di meglio. Sistemato l'imam, una parte del Sismi passa a interessarsi di quell'altra parte del Sismi che era contraria al rapimento dell'imam. Oplà: ecco che la lotta al terrorismo internazionale (sic!) diventa faccenda di sgambetti nei corridoi, dispettucci tra colleghi, trasferimenti, gente che vuole un secondo lavoro (alla Cia). Si spiano giornalisti che scrivono sulla faccenda, si attiva l'agente «Betulla», tale Renato Farina, fin lì noto al pubblico come soave baciapile, segno zodiacale ipercattolico, ascendente ciellino, con la luna in Fallaci. Uno tanto devoto, ma tanto devoto, che trovano nel covo degli spioni le sue ricevute di pagamento (il miracolo della moltiplicazione degli stipendi!). A lui sono affidate scottanti missioni come per esempio fare un'intervista al pubblico ministero che si occupa del rapimento dell'imam: l'agente Betulla va da chi indaga sul rapimento con una lista di domande scritte dai rapitori, e ai rapitori telefona subito dopo per dire «...Non sanno niente, tranquilli». Le ultime parole famose. Il pasticcio ha molte letture possibili, una delle quali, sostenuta da Betulla, e sottoscritta da Ferrara Giuliano, pare la più esilarante: sarebbe in corso una quarta guerra mondiale e Farina, parte del Sismi, naturalmente Ferrara e altri eroi, «stanno dalla parte giusta». Ora, è evidente che a questa fregnaccia della quarta guerra mondiale io non ci credo, ma voglio essere generoso e farò finta di accettare l'ipotesi. Proviamo: c'è una quarta guerra mondiale e noi (i buoni) tentiamo di sconfiggere loro (i cattivi) grazie allo straordinario apporto di mister Betulla, vice di Feltri,uomo di fede. In effetti, ce ne vuole davvero tanta, di fede - e pure parecchia fantasia - per digerire una cazzata simile. Meno male che non c'è, 'sta guerra mondiale, sennò, pensate in che mani...

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