Delusione preventiva
Valentino Parlato
Speriamo anche noi che il sentimento espresso nel titolo venga smentito dai fatti, di oggi e dei prossimi giorni. Da il manifesto dell’11 febbraio 2006


gi, giorno dello scioglimento delle camere - alle 10,30, al teatro Eliseo di Roma, l’Unione presenterà il suo definitivo programma per le elezioni del 9 e 10 aprile. Il teatro Eliseo di Roma è sede storica di impegnative iniziative del Pci e della sinistra italiana, se ne potrebbe fare un elenco di date storiche. Quindi grande attesa per l’evento di stamane. Però, però, sulla base di quel che si è potuto leggere e sapere la condizione mia, e di tanti compagni, è quella della delusione preventiva. Meno peggio della guerra preventiva, ma che certamente non aiuta chi è convinto che l’obiettivo assoluto, anche contro le peggiori delusioni, sia quello di liberarci di Berlusconi e della sua eteroclita banda.

Spero fortemente di essere smentito stamani all’Eliseo, ma da quel che finora mi è dato di conoscere non credo proprio. Non c’è un punto, dall’Iraq alla scuola, dal lavoro all’economia, dalla politica interna a quella estera sul quale si possa leggere un’opzione chiara e netta e visto che siamo in campagna elettorale una posizione che si possa tradurre in slogan (qualcuno si ricorda della «terra a chi la lavora» o della «legge truffa» o delle «riforme di struttura»?).

In questo programma (salvo felici smentite di stamani) non c’è nulla di preciso e netto, nulla che possa mobilitare gli elettori, anche quelli che di Berlusconi non ne possono proprio più. Questo programma, nella migliore delle ipotesi, appare come una delega ai gruppi dirigenti perché trattino nel modo migliore. Mancano del tutto proposte nette e precise sulle quali mobilitarsi o dividersi. L’abuso dei verbi al condizionale preoccupa.

Se questo mio timore non sarà smentito stamani, e temo che non lo sarà, allora dobbiamo preoccuparci seriamente. Per almeno due o tre ragioni. La prima è che questa scarsa chiarezza, questo volere e non volere, incoraggia l’astensionismo di sinistra, incoraggia anche un qualunquismo suicida (sono tutti uguali: litigano tra loro solo per chi deve andare al governo). La seconda ragione è che questa cauta accortezza porta acqua al berlusconismo che è presente nella nostra società e che ha consentito la vittoria del cavaliere che non è extraterrestre (come Croce aveva detto di Mussolini). La terza ragione è che queste elezioni si vincono come vogliamo che sia su questa piattaforma di indeterminati, la gestione del futuro governo di centrosinistra sarà terribile e difficilissima. Ciascuna delle componenti sarà autorizzata a tirare la coperta dalla sua parte e non solo strapperanno la coperta, ma manderanno a pezzi anche il letto. C’è ancora tempo per evitare questo slittamento. SSO

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