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Paolo Berdini
Colle Oppio a Roma: Si fa sul serio o è solo propaganda?
23 Agosto 2006
Roma
Un intervento in riferimento alla notizia sul progetto di un’area archeologica, inserita ieri in eddyburg

La proposta di riunificazione dell’area del Colle Oppio segnalata da La Repubblica si presta in primo luogo a una breve considerazione preliminare. Il progetto proviene da una delle numerose idee della Soprintendenza archeologica romana tenacemente perseguite nel corso di questi anni. Lesignore e i signori NO, come vengono generalmente apostrofati dal mondo politico e dell’informazione gli archeologi quando tentano di tutelare i beni loro affidati, dimostrano ancora una volta di avere una chiara idea su quale debba essere il futuro del centro storico. Rappresentano un prezioso giacimento di idee e progetti per lo sviluppo culturale di Roma.

Il nodo vero rimane quello della concreta attuazione dei progetti. Ed è la stessa Repubblica a indicare due macigni che graverebbero sul cammino della proposta. Il primo di carattere economico; il secondo di natura funzionale.

Nel primo caso si afferma che mancano i soldi per l’attuazione del progetto. La giustificazione ha un parziale fondamento. Le Soprintentendenze e tutto il Ministero dei Beni culturali sono stati falcidiati dalle politiche di bilancio del governo Berlusconi. Solo pochi mesi fa è stata addirittura chiusa la Domus Aurea per gravi problemi di staticità. Mancano i soldi per la manutenzione ordinaria, figuriamoci per una nuova campagna di scavi. Ma nel caso del Colle Oppio il progetto potrebbe esser attuato per fasi successive, iniziando dalla chiusura al traffico automobilistico dei 700 metri di via del Colle Oppio. Con tale chiusura si potrebbe intanto avere un altro grande parco a disposizione dei cittadini: gli scavi sistematici potrebbero essere programmati su un ragionevole arco di tempo.

Ma l’ostacolo vero è il secondo. Si vuol far credere che la chiusura del breve tratto stradale provocherebbe chissà quali ripercussioni sul traffico urbano mentre invece la maglia urbana circostante è in grado di assicurare il funzionamento viario. Se la mancata chiusura di via dei Fori imperiali è stata giustificata con l’impossibilità di alternative nei collegamenti centro storico-quartieri orientali, in questo caso la giustificazione non tiene. Il collegamento tra centro storico ed Esquilino ha già oggi la possibilità di sfruttare la rete stradale limitrofa. Eppoi sul tratto stradale da chiudere non transita nessuna linea di trasporto pubblico

Evidentemente chiudere la via del Colle Oppio non rientra nei programmi dell’amministrazione comunale così come è tristemente tramontata l’idea di chiudere via dei Fori imperiali. Manca il coraggio di pensare ad una città diversa, che faccia della sua area archeologica centrale liberata dal traffico il principale elemento qualitativo. Manca insomma l’idea di un centro storico che non sia soffocato dal traffico e in cui i gas di scarico delle automobili non debbano continuare a danneggiare i monumenti. Basta accontentarsi dell’effetto annuncio mediatico.

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