Perchè è necessario controllare la dispersione urbana e il consumo di suolo
Mauro Baioni
NO SPRAWL. Perché é necessario controllare la dispersione urbana e il consumo di suolo, a cura di Maria Cristina Gibelli e Edoardo Salzano, Alinea editore, Firenze 2006. Scritti di: Mauro Baioni, Paolo Berdini, Piero Bevilacqua, Fabrizio Bottini, Piero Cavalcoli, Antonio di Gennaro, Alfredo Dufruca, Georg Frisch, Maria Cristina Gibelli, Edoardo Salzano, Luigi Scano, Massimo Zucconi. In appendice: la proposta di legge elaborata da un gruppo di amici di Eddyburg: “Principi fondamentali in materia di pianifi cazione del territorio” (maggio 2006)

I testi sono stati elaborati in occasione della prima edizione della scuola estiva di pianificazione di eddyburg che si è svolta nel settembre 2005, presso la sede del Parco archeominerario di San Silvestro, a Campiglia Marittima. La scuola estiva è stata ideata come il luogo dove gli amici di eddyburg con una maggiore esperienza alle spalle – come urbanisti, amministratori, docenti universitari, giornalisti – sono stati invitati ad illustrare di persona il proprio punto di vista e fornire ai partecipanti un ventaglio di informazioni, riflessioni critiche e proposte sul tema prescelto. Così concepita, la scuola estiva non ha avuto la pretesa di affiancarsi o inserirsi nel circuito ufficiale della formazione scolastica, già ricco di offerte qualificanti, ma una duplice, differente ambizione.
Innanzitutto, è stata un’occasione di incontro per tutti coloro che sono interessati alle questioni che compaiono quotidianamente sul sito eddyburg.it. Non è un caso che tra i partecipanti – quasi tutti frequentatori abituali del sito, come lettori o come collaboratori – si sia creata spontaneamente una buona osmosi, favorita dal comune sentire e arricchita dalla diversa età, provenienza e formazione dei partecipanti. In secondo luogo, la scuola ha offerto l’opportunità di compiere una valutazione critica, ad ampio raggio, sui fenomeni del consumo di suolo e della dispersione urbana, strettamente legati tra loro, ed entrambi rivelatori di carenze e crisi più generali.

Il libro No sprawl raccoglie le riflessioni compiute e documenta l’ampiezza delle ragioni che inducono ad opporsi con forza alla crescita scomposta degli insediamenti: scarsa efficienza complessiva, elevati costi collettivi (economici, ambientali, sociali), compromissione del paesaggio e dell’ambiente, anche in contesti particolarmente delicati. Il modo in cui sono cresciute e tuttora si espandono le città riflette un’idea anonima e volgare della modernità, assai poco attenta alle specificità locali, alla qualità, all’innovazione. Per questo, a tutti coloro che hanno contribuito a scrivere il libro, è apparsa evidente la necessità di porre un freno alla crescita sregolata – seguendo l’esempio di numerosi altri paesi d’Europa e persino d’oltreoceano, dove pure la densità degli insediamenti è di gran lunga inferiore.
Per rispondere ai problemi pregressi e alle esigenze di oggi, riorganizzando e riqualificando gli insediamenti esistenti, servono politiche complesse, molto più incisive di quelle attuali. Prima di ogni altra cosa, occorre ridurre il peso degli investimenti immobiliari e infrastrutturali (cioè dalle varie forme di rendita) nel determinare l’uso e la trasformazione del territorio, offrendo alle amministrazioni pubbliche opportuni strumenti di indirizzo e di regolazione. La proposta di legge nazionale promossa da eddyburg, pubblicata in calce al libro, costituisce il primo indispensabile passo in questa direzione, ma è fin troppo evidente che molte altre iniziative possono e debbono essere intraprese, puntando ad un recupero della costruzione pubblica del territorio. Ed è proprio attorno quest’ultimo tema che è in preparazione la seconda edizione della scuola, nel luogo e con le modalità dell’anno passato, nella convinzione che possa avere lo stesso esito positivo.

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