Dal programma dell’Unione: “Ambiente - Territorio - Infrastrutture”
Eddyburg
La scheda predisposta (3 dicembre 2005) dai partiti dell’Unione sul tema. L’introduzione e i capitoli “Trasporti, infrastrutture e politiche di mobilità” e “Governo del territorio, lotta all'abusivismo edilizio e politiche dell'abitazione” (meno dettagliato degli altri). Allegato il testo integrale.


Introduzione

Le possibilità di un futuro migliore e di rilancio dell’Italia, nella nuova fase dell’economia globalizzata, sono strettamente legate alla capacità di valorizzarne potenzialità e vocazioni, con una visione in grado di promuovere e indirizzare l’innovazione necessaria per cogliere le nuove sfide come opportunità.
I beni comuni ambientali, indispensabili alla vita, alla sua qualità e allo sviluppo stanno diventando risorse scarse, sottoposte a pressioni globali e a prelievi crescenti, alimentati da modelli di produzione e di consumo insostenibili che si stanno rapidamente estendendo in varie parti del Pianeta. Le tutela dei beni comuni ambientali è un cardine della civiltà nella nostra epoca.
Il Protocollo di Kyoto rappresenta un modello generale per orientare lo sviluppo sociale ed economico.
Tutto ciò costituisce il contesto fondamentale delle nuove sfide che l’umanità deve affrontare. Cogliere la portata di queste nuove sfide è condizione necessaria per affrontarle, ma anche per conquistare un ruolo avanzato, offrire nuove risposte e nuove opportunità, cooperare ad un più esteso ed equo accesso ai benefici dello sviluppo e rispondere alla domanda di un numero ormai rilevante di consumatori maturi.
Il made in Italy associato nel mondo al vivere bene, alla bellezza ed alla qualità culturale e ambientale di uno straordinario Paese, a fronte delle nuove sfide, può avere grandi potenzialità perché risponde ad una domanda crescente di migliore qualità della vita, può ritagliare spazi per beni dove pochi altri possono competere e contribuire ad un quadro di coesione e cooperazione internazionale.
Una parte rilevante del nostro sistema produttivo è costituito da piccole e medie imprese che operano spesso in distretti con una forte caratterizzazione territoriale. Lo sviluppo locale caratterizzato da territori di qualità è una leva fondamentale per il rilancio del Paese. L’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili valorizzano la vocazione di un Paese che deve ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rappresentano possibilità di importanti sbocchi anche all’estero. L’uso efficiente delle materie prime, la minimizzazione dei rifiuti ed il potenziamento del riciclo, come già ampiamente provato in importanti settori, hanno una crescente importanza non solo ambientale, ma anche economica.
Attività il cui rilievo è in aumento, come quelle agroalimentari e quelle turistiche, possono crescere e reggere una competizione internazionale sempre più accesa puntando sulla qualità integrata, multifunzionale, capace di promuovere la qualità dei singoli territori e delle loro reti.
Materiali, prodotti e processi produttivi, beni e servizi di elevata qualità ambientale,riconosciuta e garantita, costituirebbero per la filiera italiana un fattore di tipicità, di difesa legittima dalla concorrenza sleale da prodotti di bassa qualità e di valore aggiunto anche sui mercati internazionali.
In settori d’importanza rilevante come le infrastrutture ed i sistemi di mobilità, cruciali per la qualità delle città e del territorio, per quella dei crescenti spostamenti di merci e passeggeri, la qualità ambientale costituisce un criterio di riferimento fondamentale per una effettiva valutazione del rapporto costi-benefici, per un impiego razionale delle risorse, per la scelta delle priorità, per modalità decisionali in grado di valorizzare la partecipazione dei cittadini.
Il centrodestra al governo con le politiche dei condoni, con numerosi interventi normativi fino al decreto legislativo che attua una estesa controriforma, ha abbassato i livelli della tutela dell’ambiente e dei beni culturali, ponendosi in aperto contrasto con l’Unione Europea, anche con numerose norme che vanno riviste o sostituite.
Gli indirizzi,le direttive, i regolamenti e le risorse finanziarie dell’Unione Europea che puntano sull’elevata qualità ambientale e dei territori, rappresentano per il nostro Paese un utile quadro di riferimento, di indirizzo, di politiche e di misure per il suo rilancio.
Ad essi devono ispirarsi incisive politiche pubbliche con riforme della normativa, con un utilizzo razionale delle limitate risorse finanziarie disponibili, utilizzando incentivi economici e fiscali, strumenti volontari, di valutazione e contabilità ecologica, migliorando strutture tecniche e sistemi di monitoraggio e di controllo, promuovendo formazione e ricerca, accesso alle buone pratiche ed alle migliori tecnologie disponibili per attivare una chiave fondamentale per il rilancio del Paese: l’innovazione ecologica.

1. Trasporti, infrastrutture e politiche di mobilità (*)

  1. IL QUADRO ODIERNO


I cittadini e le imprese del nostro paese si confrontano con una rete di infrastrutture satura, inadeguata e pesantemente sbilanciata a favore del trasporto su gomma e con servizi insufficienti a soddisfare le esigenze di mobilità delle persone e delle merci. Questo scenario sta producendo effetti particolarmente negativi con un drammatico numero di morti per incidenti stradali, nonché sul fronte dei costi del trasporto e dello sviluppo economico, dell’impatto ambientale anche in termini di consumi energetici ed emissioni di gas serra, della sicurezza e della vivibilità soprattutto nelle aree urbane e metropolitane dove si sviluppa quasi il 70% degli spostamenti di tutto il territorio nazionale.

2. IL FALLIMENTO DEL GOVERNO BERLUSCONI

Gli italiani non si spostano meglio di 5 anni fa: con il governo della destra la situazione è ulteriormente peggiorata. Il trasporto pubblico è stato indebolito. Di un’efficace politica di viabilità non vi è stata traccia. La Legge Obiettivo per la realizzazione delle grandi opere si è rivelata un fallimento: pochissimi i cantieri aperti mentre gli investimenti pubblici per le infrastrutture si sono ridotti. Si sono prodotte preoccupanti forme di indebitamento che peseranno sul nostro futuro. Si è abbandonata ogni corretta forma di programmazione delle opere coerente con il Piano Generale dei Trasporti e Logistica (d’ora in avanti PCGTL) e di relazione con gli enti locali. La legislatura si chiude con un dato paradossale: per effetto della gravissima situazione finanziaria dell’ANAS si stanno bloccando perfino i cantieri avviati dal precedente Governo.

3. I CONCETTI ISPIRATORI DELLA POLITICA DELL’UNIONE

Centrali nel programma dell’unione sono gli interventi e gli investimenti per le città per il potenziamento del trasporto pubblico locale collettivo.
Al fine di ridurre il trasporto su gomma, con obiettivi quantificati e verificati, occorre incrementare il trasporto ferroviario, marittimo, l’intermodalità e la logistica. Fondamentale è un quadro organico di misure e risorse destinate a garantire la sicurezza stradale.
L’unione si impegna a individuare sulla base delle risorse finanziarie realmente disponibili le priorità da realizzare nel campo delle infrastrutture e in coerenza con il PGTL e con particolare riguardo al Mezzogiorno.



4. LE PROPOSTE DI PROGRAMMA DELL’UNIONE

Per le città:

  1. Migliorare la mobilità urbana attraverso investimenti mirati a potenziare l’offerta di trasporto pubblico locale, estendendo le reti tranviarie e metropolitane, (1) ammodernando il trasporto pubblico con vetture meno inquinanti ed estendendo le piste ciclabili, le corsie protette, le zone a traffico limitato e quelle pedonalizzate;
  2. Dare adeguata risposta alle esigenze dei pendolari rafforzando il trasporto ferroviario metropolitano e regionale, accelerando gli investimenti sui nodi, incrementando e ammodernando i treni e prevedendo un’efficace azione di indirizzo e coordinamento, d’intesa con gli enti locali, delle scelte di riconversione delle tracce liberate dall’entrata in funzione dell’alta velocità
  3. Regolare e finanziare i Piani Urbani delle Mobilità da attuare da parte delle amministrazioni locali;
  4. Sostenere la riorganizzazione del trasporto merci all’interno delle aree urbane;


Per il riequilibrio intermodale, il cabotaggio e la logistica integrata:

  1. Valorizzare un sistema logistico fondato sull’integrazione tra strutture portuali, interportuali, aeroportuali con idonei raccordi con le reti ferroviarie e stradali;
  2. Rifinanziare gli incentivi per l’intermodalità e sostenere le attività delle imprese armatoriali finalizzate allo sviluppo del sistema intermodale;
  3. Investire sulle aree portuali e retroportuali nel rispetto dei massimi livelli di sicurezza;
  4. Nel quadro della riduzione del trasporto su gomma e della riduzione dei viaggi senza carico vanno favorite le aggregazioni delle imprese di autotrasporto e va incentivata la costituzione di sistemi logistici;
  5. Aggiornare la Legge di riforma dell’ordinamento portuale (L. 84/94);


Per l’individuazione delle priorità infrastrutturali

  1. La lista di opere della legge obiettivo e’ smisurata e propagandistica: vanno selezionati gli interventi effettivamente essenziali e prioritari sulla base dei criteri successivamente indicati
  2. Selezionare le priorità infrastrutturali tenuto conto delle realidisponibilità finanziarie
  3. Individuare le priorità nelle opere fondamentali per lo sviluppo di aree vaste per risolvere i problemi di mobilità delle persone e delle merci, per favorire le attività economiche e produttive e la vivibilità complessiva del territorio riducendo le esternalità (inquinamento atmosferico ed acustico, congestione del traffico, l’impatto sulla salute pubblica etc).
  4. La loro individuazione e realizzazione deve avvenire alla luce delle risultanze della VAS, dell’attento esame del rapporto costo-beneficio di ogni intervento e delle sua coerenza con gli obiettivi generali e di sistema da perseguire a partire dal riequilibrio modale. A tal fine si impone un confronto approfondito che coinvolga attivamente gli enti territoriali;
  5. Riservare specifica attenzione al recupero e miglioramento della qualitàdell’efficienza e della sicurezza delle infrastrutture esistenti;


Per la sicurezza nei trasporti:

  1. Finanziare adeguatamente il Piano nazionale della sicurezza stradale;
  2. Incrementare gli investimenti per la sicurezza sulla rete ferroviaria;
  3. Investire in nuovi impianti e tecnologie di controllo sulla rete ferroviaria, stradale e per il trasporto aereo e marittimo;
  4. riservare particolare attenzione alla sicurezza del lavoro in tutto il settore;
  5. Assicurare l’organizzazione del lavoro e delle imprese in modo che risulti coerente con i predetti obiettivi
  6. Abolire la norma che eleva a 150 km/h il limite di velocità sulle autostrade;


Per la legislazione sui lavori pubblici:

  1. Modificare profondamente la legge obiettivo in particolare sul rispetto del ruolo degli enti territoriali, il rafforzamento della VIA, il potenziamento delle capacità di controllo, monitoraggio e di vigilanza complessiva della pubblica amministrazione, sul ruolo e sull’operato dell’istituto del General contractor
  2. Riordinare la legislazione sui lavori pubblici in un unico corpo normativo recependo le direttive comunitarie e assicurando una disciplina omogenea delle leggi regionali. Obiettivi fondamentali devono essere la centralità e la qualità del progetto, la trasparenza delle procedure, il rispetto della legalità, la leale concorrenza e l’accelerazione dei tempi di realizzazione dei lavori


Per le Ferrovie

  1. Il governo attuale lascia le ferrovie in uno stato che non soddisfa affatto né utenti né i ferrovieri. Il ruolo delle ferrovie deve essere invece centrale nello sviluppo del trasporto locale e regionale, mentre per le merci si deve perseguire l’obiettivo di diventare un grande operatore logistico integrato a livello europeo. Stante la situazione e gli obiettivi indicati, si rende necessario verificare i modelli organizzativi e gestionali.


Per il trasporto aereo

  1. Intervenire coerentemente alla legislatura del Cielo Unico Europeo anche al fine di supportare le strategie di efficientamento e rafforzamento dei vettori aerei nazionali, garantire la necessaria trasparenza nei rapporti con le società di gestione aeroportuale e sopperire alla carenza di normativa nazionale che disciplina il lavoro e le relazioni industriali.


Il Ponte sullo Sretto

  1. Riguardo al ponte sullo stretto di Messina si assume la posizione delle mozioni parlamentari unitarie dell’Unione che chiedono di sospendere l’iter procedurale per realizzare le priorità infrastrutturali nel Mezzogiorno (sistema autostradale e ferroviario, Salerno-Reggio Calabria-Palermo, reti idriche, Statale Ionica, porti e cabotaggio).


2. Rifiuti e Bonifiche

[omissis - vedi nel testo integrale allegato]

3. Governo del territorio, lotta all'abusivismo edilizio e politiche dell'abitazione



1. IL TERRITORIO E LE CITTA’

Il territorio italiano è un patrimonio di grande valore per la sua ricca biodiversità, per la sua qualità ambientale e paesistica, per la presenza diffusa di beni culturali, storici e archeologici: rappresenta quindi una risorsa fondamentale per la qualità della vita e dello sviluppo presente e futuro. Le città italiane dotate di ricchezze culturali, ambientali e sociali sono centri propulsori della vita civile ed economica del Paese.
Il nostro territorio e le città devono affrontare pressioni prodotte dalla crescente mobilità di persone e merci, dall’espansione insediativa, dal dissesto idrogeologico aggravato dai cambiamenti climatici e dalle diverse forme di inquinamento e di produzione di rifiuti.
Nel contempo la campagna e la montagna sono investite da un processo di marginalizzazione e di abbandono.

2. IL FALLIMENTO DEL GOVERNO BERLUSCONI

ll governo di centrodestra ha attuato condoni edilizi, ha realizzato tagli dei finanziamenti per gli enti locali e per il trasporto pubblico, ha favorito un’abnorme crescita delle rendita immobiliare, ha ridotto i fondi per la difesa del suolo; ha indebolito la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-culturale, le politiche di governo del territorio e di gestione urbanistica attaccandone sistematicamente la gestione ed il controllo pubblico. Ha alimentato altresì un drastico peggioramento delle condizioni sociali indebolendo le politiche di coesione ed inducendo nuove criticità in numerose aree urbane.

3. I PRINCIPI ISPIRATORI DEL GOVERNO DELL’UNIONE

Il riordino del governo del territorio deve garantire la qualità ambientale, culturale e paesistica, la biodiversità, il risparmio del suolo, la prevenzione e la riduzione dei rischi. I diversi piani e programmi che intervengono sul medesimo territorio devono essere coordinati ed integrati secondo i principi della sostenibilità, delle prevenzione e della precauzione garantendo trasparenza e partecipazione.

4. LE PROPOSTE DI PROGRAMMA DELL’UNIONE

1. Varare una nuova legge quadro peril governo del territorio quale bene comune nella programmazione e regolazione pubblica delle esigenze insediative ed infrastrutturali che operi secondi i seguenti criteri:
a) evitare il consumo di nuovo territorio senza aver prima verificato tutte le possibilità di recupero, di riutilizzo e di sostituzione;
b) realizzare una gestione integrata che tenga conto della biodiversità, della qualità ambientale, culturale e paesistica, del ruolo multifunzionale dell’agricoltura e insieme della qualità sociale e urbana;
c) promuovere l’efficienza energetica e dell’uso delle risorse idriche e la logistica e i sistemi per la mobilità sostenibile e della prevenzione dei rischi del dissesto idrogeologico, di quelli naturali e tecnologici;

2. Impegno a non varare nuovi condoni edilizi e a potenziare attività e misure di prevenzione, di controllo e dissuasione nonché piani di recupero del territorio anche attraverso l’abbattimento delle opere abusive a partire da quelle realizzate nelle aree vincolate;

3. Promuovere un programma a favore delle città finalizzato in particolare alla tutela ed alla valorizzazione dei centri storici e al risanamento ed alla riqualificazione delle periferie;

4. Varare la proposta di legge con misure per sostenere i piccoli Comuni;

5. Promuovere, nelle aree urbane e metropolitane, l’aumento di parchi, giardini, orti e altre aree verdi;

6. Potenziare il trasporto pubblico locale, metropolitano e regionale con sistemi integrati incrementando la modalità di sistemi su ferro e in corsie preferenziali;

  1. Rendere permanenti gli incentivi fiscali per ristrutturazioni edilizie finalizzandole in particolare al risparmio energetico, alla qualita’ ecologica, alla bioedilizia e alla sicurezza degli edifici;


8. Promuovere, incentivare e governare il partenariato pubblico/privato definendo regole e modelli, e sostenendo le esperienze di successo nel raggiungimento di obiettivi pubblici;

9. Attuare, in conformità con le indicazioni europee, la Valutazione Ambientale Strategica dei piani e dei programmi;

4. ACQUE, BACINI IDRICI E MARE

[omissis - vedi nel testo integrale allegato]

5. ENERGIA ED AMBIENTE

[omissis - vedi nel testo integrale allegato]

6. BIODIVERSITA’ ED AREE PROTETTE

[omissis - vedi nel testo integrale allegato]

Sullo stesso tema
Pubblichiamo di seguito alcuni stralci del programma dell’Unione per l’Ulivo. I neretti sono nostri
I fatti (l’Unità) e i commenti (il manifesto) sulla distruzione di decenni di lavoro legislativo per l’ambiente. Giornali del 2 e dell'1 febbraio 2006
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