Nota per un incontro dei DS
Edoardo Salzano
Una nota che avevo promesso agli organizzatori del convegno "Sostenibilità e governo del territorio", Roma 15 giugno 2005
Occorre ribadire alcuni principi essenziali, sui quali è necessario un preliminare consenso se si vuole procedere alla formulazione di una proposta legislativa che raccolga sufficienti adesioni nell’ambito della sinistra, e più in generale delle posizioni che si rifanno a modelli di società propri dell’Europa democratica.

1. La pianificazione urbanistica e territoriale è caratterizzata, fin dalla sua nascita, dalla circostanza di essere uno strumento necessario per affrontare questioni che il mercato, di per se, non è in grado di affrontare. Tale rimane nella società di oggi.

2. La pianificazione urbanistica e territoriale consiste nel definire regole e promuovere azioni che consentano una utilizzazione del territorio coerentemente finalizzata a determinati obiettivi culturali, sociali e politici. Essa è competenza primaria degli enti pubblici elettivi di primo grado (stato, regione, provincia e città metropolitana, comune).

3. La ripartizione delle competenze tra gli enti pubblici elettivi di primo grado si effettua sulla base del principio di sussidiarietà come definito dai regolamenti europei, senza nessun privilegio per i livelli sottordinati o per quelli sovraordinati, ma con riferimento al livello e alla scala degli oggetti e aspetti considerati.

4. Tutte le decisioni degli enti pubblici elettivi di primo grado che incidono sull’assetto del territorio sono definite in un piano, cioè in un elaborato precisamente riferito al territorio, formato con procedure trasparenti e aperte al confronto e alla partecipazione, che consenta di valutare la coerenza delle scelte relative ai vari aspetti dell’organizzazione del territorio.

5. Al piano e alle sue procedure non sono ammesse deroghe di alcun genere.

6. Quando un ente ha approvato il piano di sua competenza i piani di livello sottordinato sono soggetti alla mera verifica di conformità.

7. Prioritaria, rispetto alla decisione delle trasformazioni del territorio, è l’individuazione delle caratteristiche proprie del territorio, delle sue parti e dei suoi elementi, e la definizione delle limitazioni e delle opportunità poste dall’esigenza di conservarne le caratteristiche qualitative, di tutelarne le risorse, di evitare i rischi.

8. Il peso notevole che nell’assetto economico-sociale dell’Italia ha la rendita urbana, e le profonde distorsioni che essa determina nell’impiego delle risorse, impone la necessità di contenere al massimo il riconoscimento della rendita nella definizione delle trasformazioni, con attenzione sia al dimensionamento dei piani che alla prescrizione delle destinazioni d’uso. L’uno e le altre devono essere definite secondo criteri che assicurino la massima utilità sociale.

9. Nelle procedure di confronto e di partecipazione non istituzionali occorre distinguere nettamente gli interessi diffusi e i loro rappresentanti, le imprese produttrici di beni e servizi, gli operatori immobiliari, privilegiando la prima e la seconda delle categorie suddette.

10. Ogni sottrazione di aree appartenenti al ciclo naturale e al paesaggio rurale deve essere rigorosamente documentata nella sua necessità e nella sua entità. Regioni, province e comuni devono assumere la definizione del limite tra aree urbanizzate e urbanizzabili e territorio aperto come adempimento prioritario della pianificazione, e assicurare la non trasformabilità del territorio aperto.

11. La pianificazione regionale e provinciale deve individuare regole, procedure e risorse che consentano di ridistribuire equamente tra i comuni gli oneri e i vantaggi derivanti in modo diseguale dalle scelte della pianificazione.

Se si accettano i principi sopra elencati, il primo impegno politico da assumere è quello di contrastare esplicitamente e senza riserve, con il massimo dell’autorità ed evidenza politica, il testo coordinato per il governo del territorio (relatore Lupi) e impedire che si giunga alla sua approvazione, in qualunque forma emendato. Il secondo impegno è evidentemente quello di preparare la stesura di una legge di principi.

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