La legge urbanistica? Quasi una costituzione
Luigi Mazza
Difficile non essere d'accordo con questo articolo, pubblicato sul Giorbnale dell'architettura, aprile 2004. Salvo quando parla dei progetti di legg Lupi e Mantini
La legge urbanistica nazionale ha più di sessant'anni e, pur essendo un'ottima legge, ne dimostra molti di più: le città sono molto cambiate negli ultimi decenni, e cambiati sono i contenuti e i modi delle loro trasformazioni. Un parlamentare della maggioranza, Maurizio Lupi, e un parlamentare dell'opposizione, Pierluigi Mantini, firmatari di due diversi progetti di nuova legge urbanistica, stanno cercando di costruire un testo unificato da sottoporre al dibattito delle camere. L'impresa ha suscitato perplessità e diffidenze: nel clima politico attuale ciò è più che comprensibile, ma la maggior parte delle riserve espresse derivano probabilmente da idee sbagliate sui compiti dell'urbanistica.

Con urbanistica si intendono ormai le cose più diverse, dall'arte di progettare e costruire le città, ai problemi della difesa ambientale o delle sostenìbilità, mentre l'urbanistica regolata dalle leggi è un'attività più specifica di quanto generalmente si immagini.

L'urbanistica è un'attività rivolta, con la forza della legge, alla definizione delle modalità d'uso del suolo e della mobilità. Nella pratica questo vuol dire che il compito dell'urbanistica è quello di controllare e ridurre i possibili effetti negativi prodotti dalle trasformazioni urbane di qualunque tipo.

A causa delle caratteristiche del suolo, una risorsa scarsa e non riproducibile , per svolgere il suo compito 1'urbanistìca non può intervenire dopo che le trasformazioni sono avvenute, sarebbe troppo tardi. L'urbanistica deve anticipare le trasformazioni ed è così costretta a costruire essa stessa il mercato urbano, un'operazione che svolge soprattutto attraverso l'assegnazione dei diritti di edificazione, espressi negli indici di edificabilità, oggetto principale di contesa quando si discutono le scelte di un piano regolatore.

La costruzione del mercato urbano ha conseguenze significative sui diritti dei cittadini. L'importanza politica delle scelte dell'urbanistica deriva dal fatto che quelle scelte determinano le condizioni del dove e come abitano, lavorano, fanno la spesa, si divertono, e di quanto tempo sono costretti a consumare per spostarsi da un posto all'altro. Un noto giurista ha definito il piano regolatore una «costituzione impermanente»: il piano regolatore è una costituzione proprio perché definisce non solo i diritti di proprietà, ma soprattutto i diritti di cittadinanza; è una costituzione impermanente

a differenza della Carta costituzionale destinata a sfidare il tempo , perché la città si trasforma e il piano regolatore si modifica per disegnare e controllare le trasformazioni urbane. Dire che attraverso la costruzione e il controllo del mercato urbano l'urbanistica disegna i nostri diritti di cittadinanza non significa negare l'importanza di altri compiti come quello della costruzione di una città bella, oltre che giusta. Una città bella può essere un diritto di ogni cittadino, ma sarebbe difficile considerarla l'attributo di maggior rilievo, anche perché in un mondo come il nostro è molto difficile stabilire uno standard condiviso di bellezza urbana, mentre è meno difficile trovare un accordo su quello che dovrebbe essere lo spazio minimo necessario per abitare, o il tempo massimo che si è costretti a passare in automobile o in metropolitana per recarsi al lavoro o a scuola.

Ricordare che l'urbanistica attraverso il controllo spaziale esercita una forma molto importante di controllo sociale significa dire che l'urbanistica disegna i diritti di cittadinanza e che è questo il suo compito principale.

Si tratta di un compito costituzionale che non può essere eluso, e che pertanto deve stare al cuore dei principi definiti dalla legge urbanistica nazionale; i principi che devono garantire un'uniformità di trattamento dei diritti pur nel rispetto delle differenze regionali.

Nel quadro dei principi fissati dalla legge nazionale, le leggi urbanistiche regionali regoleranno le attività amministrative e tecniche attraverso cui l'urbanistica costruisce nei diversi contesti locali il mercato urbano e definisce i diritti di cittadinanza.

Se questi, e non altri, sono i compiti dell'urbanistica, è necessario che il progetto di nuova legge urbanistica nazionale sia il risultato di un accordo su un testo unificato, perché riguarda principi e regole che debbono durare nel tempo, indipendentemente dal variare delle maggioranze parlamentari. Pertanto, perplessità e diffidenze nei confronti dell'iniziativa di Lupi e Mantini sono ingiustificate, e se l'approdo parlamentare non dovesse essere possibile, il loro tentativo rimarrà comunque un contributo culturale e politico molto utile alla redazione di una nuova legge urbanistica nazionale e alla crescita del nostro costume democratico.

Sullo stesso tema
Due articoli de il manifesto del 13 agosto 2004 sul vincolo temporaneo di salvaguardia sulle coste. C.Sa. informa sulle reazioni anche inaspettate, Sandro Roggio commenta l'iniziativa
Pipino Cristinelli
Anche a livello europeo ci si accorge del rischio-turismo e della linea da seguire per scongiurarlo. A Venezia ancora pochi. Da la Nuova Venezia del 12 dicembre 2004. In calce, la Carta di Creacovia 2000
Francesco Erbani
Firenze si muove, e anche le contestazioni della politica urbanistica comunale. Questa non si muove nella direzione giusta: " molta acqua è passata sotto i ponti dell´Arno" da quando si riuscì a bloccare il progetto Fiat-Fondiaria. Da la Repubblica del 20 novembre 2004
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2022 Eddyburg