Friuli Venezia Giulia. Pubblicata la legge sul PTR: il comunicato delle associazioni
WWF - Italia Nostra FVG
“Un pasticcio che servirà soltanto a favorire la costruzione di infrastrutture”: è il giudizio espresso nel comunicato del 20 dicembre 2005 sulla nuova LR 30/2005 (d.v.)
È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione la legge n. 30 sul “Piano Territoriale Regionale”, approvata alla fine di novembre dopo non pochi contrasti.
WWF e Italia Nostra ribadiscono il giudizio critico già espresso sul disegno di legge originario.

Si tratta infatti di una normativa priva di contenuti reali nella parte iniziale, laddove si prefigura un Piano Territoriale Regionale (PTR) che dovrebbe avere anche la valenza di piano paesaggistico. Aspetti fondamentali del PTR vengono però rinviati ad una futura legge di riforma urbanistica.
Di una legge-manifesto, che rinvia a future leggi le norme operative per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, non si sentiva proprio il bisogno. Occorreva piuttosto accelerare le procedure per dotare il Friuli Venezia Giulia di strumenti di pianificazione d’area vasta (stesi almeno alle aree più sensibili del territorio regionale), per evitare la totale arbitrarietà – dovuta all’assenza di un quadro di coordinamento – con cui i Comuni oggi operano le loro scelte di sviluppo territoriale.
L’ultimo strumento di pianificazione d’area vasta è il infatti il Piano Urbanistico Regionale che risale agli anni ’70 e da allora la Regione ha di fatto rinunciato alla pianificazione territoriale e paesaggistica, lasciando la gestione del territorio in mano ai Comuni. Inoltre, la Regione ha impedito alle Province di svolgere le funzioni di coordinamento in campo pianificatorio che la legislazione statale assegna loro.

Tra le varie dichiarazioni di principio - continuano WWF e Italia Nostra - che costellano questa legge-manifesto, spicca la “equiordinazione” tra il valore dell’ambiente, del paesaggio e dei beni culturali (che è un valore di rilievo costituzionale) e le finalità di crescita economica : il che equivale a dire che l’ambiente si tutela fino a quando ciò non ostacola la crescita economica, invertendo quindi quell’ordine di priorità che, con saggezza e lungimiranza (era il 1947), l’Assemblea Costituente volle scolpire nell’art. 9 della Costituzione.

L’unica parte “operativa” della legge 30/2005 è quella che attribuisce alla Regione il potere di sospendere il rilascio di concessioni ed autorizzazioni edilizie, allo scopo dichiarato di favorire la realizzazione di progetti “di interesse regionale”. L’individuazione di questi non viene però affidata al PTR o ad altri strumenti di pianificazione ed è rimessa soltanto alla discrezionalità di organi politici (Giunta regionale, d’intesa con i sindaci).
Viene così stravolto uno dei principi base di una corretta gestione del territorio, che lega l’adozione di misure di “salvaguardia” alle previsioni di un piano.
I progetti di interesse regionale non vengono identificati, ma nel disegno di legge originario era citata espressamente la ferrovia ad alta velocità compresa nel “Corridoio 5”.

Non basta: la legge 30 prevede che la Regione possa istituire STUR (Società di Trasformazione Urbana), d’intesa con i Comuni, per svolgere tutte le operazioni (compresi l’acquisto e l’esproprio dei terreni ed edifici), necessarie per la realizzazione delle opere “di interesse regionale” e finora riservate agli enti pubblici, con tutte le garanzie di trasparenza previste dalla legislazione vigente.
Garanzie che verrebbero meno in una spa.
Alle STUR, previste nella forma delle società per azioni, potranno partecipare anche i privati e non è quindi impossibile che questi possano finire per controllarne la maggioranza delle azioni.

Nessuna garanzia vi è quindi – concludono WWF e Italia Nostra – che il piano paesaggistico (rispetto al quale il Friuli Venezia Giulia è in ritardo di oltre 20 anni) veda finalmente la luce, sia pure sotto le spoglie del PTR. È assai più verosimile, invece, che trovino una “corsia preferenziale” (in assenza di pianificazione) progetti di infrastrutture di ogni genere, dall’alta velocità ferroviaria, alla nuova autostrada tra Carnia e Cadore, ai nuovi elettrodotti, ecc.

Link al testo normativo della LR 30/2005 (DDL n. 154)

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