Una strategia e una visione per ricostruire New Orleans
W. Paul Farmer
Un'ampia riflessione sul ruolo sociale dell'urbanistica nel XXI secolo. Deposizione del Direttore American Planning Association alle Commissioni riunite della Camera, 18 ottobre 2005 (f.b.)
Dichiarazione di W. Paul Farmer, Executive Director e Chief Executive Officer della American Planning Association
Davanti alle Sottocommissioni (Commissione Trasporti e Infrastrutture) riunite della Camera: Risorse Idriche e Ambiente; Sviluppo Economico, Edifici Pubblici, Gestione dell’Emergenza

Una strategia e una visione per ricostruire New Orleans
18 ottobre 2005 - [Titolo originale: A Vision and Strategy for Rebuilding New Orleans- Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini]

Presidente Shuster, Presidente Duncan, distinti membri delle Sottocommissioni, vi ringrazio per aver richiesto questa audizione. Tengo in alta considerazione l’opportunità di esprimermi su un argomento tanto importante, che è al centro dei miei interessi professionali e personali.
Mi chiamo Paul Farmer, sono Executive Director della American Planning Association (APA). In quanto APA, apprezziamo la possibilità di avere questa occasione di discutere l’impegno per la ricostruzione di New Orleans nel suo stretto rapporto con la pianificazione e le decisioni attuative.
Sono qui sia come responsabile della più antica e ampia associazione dedicata alla promozione di una buona urbanistica, che costruisca città valide nel tempo, sia come urbanista professionista che ha prestato la sua opera in città varie, stimolanti, complesse, come Pittsburgh, Minneapolis, e Eugene, Oregon. Ho iniziato a interessarmi di urbanistica da studente delle superiori, a Shreveport, Louisiana, affascinato dalle trasformazioni della mia città. Fu allora che appresi come esistesse una professione interamente dedicata ad aumentare le possibilità di scelta per la popolazione e migliorare la qualità di vita della gente.
L’APA rappresenta 38.000 urbanisti professionisti, componenti di commissioni urbanistiche, cittadini interessati a costruire una visione per il futuro delle proprie comunità. I nostri associati partecipano, nel settore privato e a tutti i livelli della pubblica amministrazione, a predisporre e attuare piani che coinvolgono i cittadini in un processo di attenta riflessione pensato per costruire un progetto futuro.
Piani che riflettono valori identitari locali, promuovono una saggia gestione delle risorse, aumentano le possibilità di scelta nei modi di vita, lavoro, tempo libero, e migliorano la qualità della vita urbana. Sono lieto di vedere qui tante persone che rappresentano la spina dorsale del successo economico, sociale e politico di New Orleans. La nostra discussione sarà un elemento critico per la proposta di chiare politiche per una ricostruzione duratura delle comunità nella regione colpita. Credo sia un buon segno, il fatto che abbiamo qui contemporaneamente due Sottocommissioni al lavoro. La vostra responsabilità riguardo alla FEMA, al Genio militare e altre agenzie chiave per la gestione dell’emergenza e la prevenzione è rilevante e vitale per il nostro lavoro. Lo sforzo di ricostruzione richiederà molta collaborazione, sia da Capitol Hill che localmente in Louisiana.
L’uragano Katrina e la successiva alluvione sono stati fra i maggiori disastri a scala urbana e regionale nella storia degli USA. Il danno è stato immediatamente aggravato dall’uragano Rita. La ricostruzione di New Orleans e della cista del Golfo comporterà il più grande e complesso impegno di pianificazione della nostra vita. Sarà fatto di analisi approfondite e dibattito pubblico riguardo agli equilibri fra obiettivi ideali e scelte pratiche. Comprenderà alcune tematiche urbanistiche fra le più difficili del nostro tempo – giustizia ambientale, equità razziale, ripristino dei sistemi naturali, delle infrastrutture, acquisizione di proprietà privata, bonifica ambientale, tutela dei beni culturali, prevenzione dagli eventi calamitosi, sviluppo economico, riorganizzazione urbana - tutti ad una dimensione senza precedenti.
Oggi vorrei parlare dell’importanza della professione di urbanista e del processo di pianificazione, in particolare nei loro rapporti con gli sforzi di ricostruzione a seguito di un disastro. Esporrò gli aspetti fondamentali della pianificazione generale di lungo periodo, come tali principi possano essere applicati e introdotti efficacemente a New Orleans, cosa farà l’APA per contribuire, dal punto di vista istituzionale e sul terreno, e infine il nostro punto di vista sul ruolo del governo federale in questo sforzo coordinato, oltre alla raccomandazioni per l’immediato futuro.
Valore della pianificazione generale e della partecipazione pubblica

La pianificazione e le particolari competenze degli urbanisti vengono utilizzate per aiutare vari gruppi a trovare un terreno comune e soluzioni condivise riguardo ai problemi urbani. La pianificazione è il metodo attraverso il quale nelle città i rappresentanti eletti, i funzionari e gli altri interessi vengono messi insieme a definire ed attuare un progetto basato su obiettivi e valori condivisi.
La pianificazione offre un modo ai cittadini interessati di far sentire la propria voce, su come vogliono riorganizzare la propria città. In questo modo, la pianificazione per una sana democrazia ha il medesimo valore del diritto di voto. Nessun altro processo pubblico mette i cittadini in grado di essere tanto direttamente coinvolti nel formare il futuro del luogo dove essi vivono. L’urbanistica è democrazia in azione. Parte di questo processo democratico coinvolge gli abitanti, gli interessi dei costruttori, e altri soggetti interessati che si uniscono a comporre una visione comune del futuro urbano.
Ricostruire con le dimensioni che si presentano oggi deve essere uno sforzo collaborativo tra il livello locale, statale, federale. L’obiettivo è di ricostruire città sicure, dare agli abitanti opportunità di scelta per vivere e lavorare. Viste le grandi trasformazioni in corso nelle nostre città, le modifiche individuate da tanti studi e ricerche, pianificare è più vitale che mai, anche come strumento di azione informata delle amministrazioni municipali.
Le decisioni di piano sono fra le più essenziali delle responsabilità di governo locale. L’urbanistica influenza la vita di ogni cittadino in una comunità. La partecipazione e il controllo in sede locale sono essenziali per mantenere la fiducia del pubblico e la verificabilità. La pianificazione a New Orleans dovrà utilizzare in pieno gli uffici e istituzioni esistenti. Governo federale, APA e altre entità possono offrire assistenza tecnica e nuovi strumenti per rimpiazzare la capacità di azione locale provvisoriamente assente, ma è vitale collaborare con strutture come la planning commission o l’ente di pianificazione regionale, per costruire un solido piano di ricostruzione che rifletta valori locali.
Gli urbanisti sono formati ad esaminare una situazione e offrire una prospettiva generale. Questo punto di vista consente loro di individuare sia le conseguenze previste che quelle possibili, nei processi di crescita e mutamento. La pianificazione, in essenza, riguarda la gestione del mutamento secondo modalità che coinvolgano i cittadini, riflettano i loro punti di vista, ne restituiscano il valore aggiunto.
Le città non possono fare a meno di una buona pianificazione, nella sola corsa a ricostruire. Ora è il momento di considerare tutti i problemi urbanistici, per assicurare che vengano realizzate comunità di valore durevoli. Gli urbanisti sono una risorsa vitale per le città devastate, per aiutare a valutare i rischi, ricostruire in modo sicuro, ridurre la vulnerabilità rispetto ad eventi di origine umana o naturale. I pianificatori aiutano le comunità a individuare un quadro generale e a mantenere una prospettiva di lungo termine a orientare la crescita e il mutamento.
Ogni abitante deve avere voce nel processo di ricostruzione. Ciò richiederà coordinamento delle assemblee pubbliche cittadine e di altri incontri, a un livello senza precedenti vista la dispersione geografica dei residenti. Questo coinvolgimento rappresenta certo una sfida, ma che non può essere ignorata. Per ricostruire città dal valore duraturo nel tempo, gli abitanti, gli interessi economici e i rappresentanti eletti, devono prendere le decisioni sulla città insieme.
Gli investimenti in termini di tempo, capacità, creatività, e naturalmente denaro, sono centrali per il successo di una città. Coinvolgere la business community sarà particolarmente importante nel caso di New Orleans, ed è una buona pianificazione quello che alla fine genera confidenza negli investitori. Una buona pianificazione è quello di cui gli investitori hanno bisogno per sapere che il loro lavoro sarà remunerato, non vanificato.
Ricostruire gli argini semplicemente ai livelli pre-Katrina molto probabilmente non instillerà fiducia negli investitori. Gli argini hanno ceduto. Bisogna anche riconsiderare il tipo di argini, la sostituzione eventualmente con terrapieni dei muraglioni che hanno ceduto lungo i canali. E sì: il governo deve prepararsi a utilizzare lo strumento del diritto di esproprio. Sarà necessario acquisire alcune proprietà, per tutelarne molte altre e proteggere vite umane. Dobbiamo anche iniziare ad attuare il Piano Coast 2050 e ripristinare le zone umide.
Le grandi città non si realizzano in una notte, o per caso. Sono pensate, sono pianificate. Comportano impegno, collaborazione, partecipazione civica. Promuovono l’inclusione, le occasioni per tutti, e non solo per pochi. L’APA sostiene e auspica la partecipazione perché le buone idee emergono quando si mettono insieme parecchie persone. Nessuna grande città è mai frutto di una sola persona, o di un piccolo gruppo.

È necessario un approccio multilaterale

L’elemento chiave per ricostruire le regioni devastate è un approccio multilaterale. Ciò significa prendere in considerazione gli aspetti ambientali, valutare i potenziali di rischio, attuare i piani di mitigazione degli impatti, sollecitare la partecipazione ai processi di piano e sostenere le decisioni corrette.
Non possiamo rinunciare ad una buona pianificazione in cambio della sola corsa a ricostruire. Una ricostruzione affrettata semplicemente esporrà le città ad un rischio maggiore. La ricostruzione deve procedere con cura, svilupparsi ad una velocità che possa ricondurre gli abitanti a casa in modo sicuro. Soprattutto, la ricostruzione deve conservare l’unicità del tessuto fisico e culturale della regione.
L’urgenza della risposta e della ricostruzione dopo l’uragano deve essere equilibrata da decisioni consapevoli. Devono essere utilizzati i migliori esempi del passato, studi, buoni piani, esempi storici, in modo che non si ripetano gli stessi errori di progetto ed effetti ambientali. Non si devono scavalcare le procedure di regolamentazione e ambientali nel nome dell’efficienza e speditezza nell’approvazione, il via libera ai progetti edilizi e infrastrutturali, deve comunque dare priorità a ciò che avvantaggia tutti.
Non possiamo permetterci di ignorare la lezione che ci è stata impartita dell’uragano Katrina. Ignorare i potenziali di rischio è pericoloso per le nostre comunità. Ora è il momento di valutare la vulnerabilità a eventi di origine umana o naturale e contemporaneamente attuare programmi di mitigazione per ridurre tali rischi nel corso della ricostruzione. Mettiamo gli strumenti del piano a disposizione per costruire solide fondamenta alle città. Una efficace prevenzione degli eventi calamitosi, una risposta ad essi e misure di mitigazione degli impatti, possono avvenire solo tramite adeguati ed efficaci investimenti in infrastrutture, per tutte le città e in particolare per questa regione.
Quello che si deve ricostruire, dove lo si ricostruirà, e con quali caratteristiche, sono domande aperte. Egualmente importante è cosa non si deve ricostruire. E i casi abbondano. Solo per fare un esempio, le scuole possono essere riportate alla vita come veri e propri centri di servizio per tutti gli abitanti delle città, sette giorni la settimana. Dal punto di vista della pianificazione decisioni del genere devono coinvolgere tutti i cittadini – ovvero chi abitava nella zona prima dell’uragano, gli interessati al settore edilizio residenziale, gli operatori economici, il settore energetico, le persone competenti in materia ambientale, oltre ai governi statale e locali – nelle decisioni sulla migliore localizzazione di scuole, case, percorsi dei trasporti pubblici, grandi arterie e corridoi di mobilità.
È possibile anche aumentare gli spazi aperti pubblici. Credo che troppo spesso si cominci dalle grandi infrastrutture, dalle decisioni su dove collocare strade e autostrade e sovrappassi o cose del genere. Sono cose importanti, ma credo che lo spazio collettivo dove le persone si incontrano sia estremamente importante in qualunque città, e non si tratta di qualcosa che possa essere aggiunto poi.
Sono stato responsabile per l’urbanistica a Minneapolis per molti anni, e un secolo fa alcune persone molto sagge di Minneapolis avevano deciso che lo schema di sviluppo della città dovesse essere attorno alla catena di laghi mantenuta pubblica, così tutti i terreni attorno ai laghi, al torrente Minnehaha e a gran parte del Mississippi sono pubblici. Ciò mi da’ motivo di ritenere che ci sia spazio per rivedere questo aspetto di New Orleans pur rispettandone la storia.
Uno degli elementi chiave di qualunque pianificazione generale è la costruzione o conservazione delle caratteristiche storiche e culturali di un’area. Il motivo per cui New Orleans e la regione circostante hanno attirato tanti turisti negli anni è in gran parte riconducibile alle forti influenze storiche e culturali. La gente vuole sperimentare la ricca eredità storica, francese, meridionale, creola, vuole assaggiare le classiche ricette della cucina locale, ascoltare i leggendari musicisti zydeco e jazz, ammirare gli artisti e le loro opere in città, essere circondata dall’intrico dei lavori in ferro battuto e dalle varie architetture.
Conservazione storica e ripristino degli edifici sono parte essenziale della ricostruzione di New Orleans. Qui, più che in qualunque altra città del paese, le strutture storiche sono parte irrinunciabile sia della cultura che dell’economia. Dovremo usare New Orleans come laboratorio di innovazione in questi campi, ampliando gli usi dei fondi ex rehabilitation tax a stimolare il riuso di strutture vitali per la città. In più, dovremo introdurre un residential historic tax credit per i proprietari di casa di New Orleans per sostenerli nella ricostruzione secondo modalità che conservino la vitalità dei quartieri esistenti.
Parlando di questo, non possiamo dimenticare il capitale intellettuale rappresentato dalla popolazione. Uno dei modi più efficaci per rispettare il carattere tradizionale di una comunità è il riconoscere il valore della “infrastruttura sociale” di un’area. Una pianificazione aperta, trasparente e partecipativa rappresenta un elemento critico per ricostruire reti sociali più solide e inclusive di prima.
Dobbiamo anche guardare alle lezioni che abbiamo appreso da altre esperienze. La Florida ha mostrato come il coordinamento regionale delle decisioni locali possa essere efficace nella ripresa dopo eventi calamitosi. La Florida ha mostrato anche il valore di piani generali sostenuti dalla forza della legge. Il mio stato natale farà bene a seguire questa lezione.
Il ruolo dell’APA

Ora è il momento di iniziare a definire le forme della pianificazione di lungo periodo, perché esse saranno influenzate dalle decisioni prese nelle prossime settimane e mesi. Siamo concentrati sulle capacità di ricostruzione pianificata per rispondere ai bisogni immediati, e assistere altre città prive di piani di preparazione agli eventi calamitosi. Vanno prese accuratamente in considerazione tutte le soluzioni temporanee, perché non si trasformino in decisioni sbagliate e definitive.
Va riconosciuto che i nostro colleghi della Louisiana avranno bisogno di assistenza dall’esterno, dato che le risorse locali sono estremamente scarse nel momento in cui esse sono maggiormente necessarie alle città.
In risposta a questa sfida l’APA ha messo a disposizione numerosi materiali disponibili online per aiutare a orientare il processo di ricostruzione, tra cui progetti tipo, strumenti vari di pianificazione, esempi di ordinanze ed esperienze da altri casi di disastri naturali. In più, l’APA ha immediatamente lanciato una serie di iniziative, come offrire ai mezzi di comunicazione elenchi di propri membri noti per le conoscenze in materia di ricostruzione e prevenzione, organizzando uno speciali laboratorio Katrina recovery alla riunione annuale della sezione della Louisiana, pubblicando un numero monografico della rivista Interact dedicato a cosa può fare ciascun urbanista per collaborare ad accelerare la ripresa, organizzando una conferenza telematica sull’argomento per i propri iscritti, creando una sezione Katrina sulle pagine web dove sono disponibili molte risorse formative.
Alla National Planning Conference dell’APA a San Antonio nell’aprile 2006, terremo una sessione sulle misure di intervento dopo eventi calamitosi, per formare i partecipanti su questi temi. Visto che il Texas ha accolto tanti evacuati, terremo anche un laboratorio di una giornata, di sabato, sui problemi della ripresa e ricostruzione.
Utilizzeremo tutte le risorse dell’APA, conferenze e strutture, concentrandoci su questi temi, ed esprimere i modi in cui i nostri membri possano partecipare a titolo personale, a collaborare a costruire potenzialità di pianificazione.
L’APA manderà un gruppo di urbanisti a New Orleans a ricostruire le strutture di piano per la città. Altrove nella Costa del Golfo, i Planning Assistance Teams collaboreranno con le comunità colpite, offrendo assistenza, competenze e conoscenze. Questi esperti collaboreranno coi leaders locali nell’affrontare i vari bisogni di pianificazione, ricostruzione, mitigazione degli impatti ecc. Molti dei nostri iscritti hanno esperienze di inondazioni, incendi, terremoti e altri eventi, e possono offrire un valido aiuto ai propri colleghi e alle città di questi stati.
Naturalmente, il ruolo dell’urbanistica a New Orleans ora e per il futuro sarà diverso da quanto avveniva prima dell’uragano Katrina. La sua applicazione in sede locale seguirà le decisioni degli amministratori. Il coinvolgimento sarà ampio e diffuso.
Il gruppo di lavoro valuterà i punti di forza, debolezza, opportunità e sfide connessi all’urbanistica cittadina così come si configurava prima del disastro, giudicando le attuali capacità operative degli uffici. Prenderà in considerazione il coordinamento dei vari aspetti urbanistici all’interno dell’amministrazione pubblica, fra il governo cittadino e le istituzioni locali come scuole, università, ospedali, nella prospettiva delle sfide senza precedenti che aspettano New Orleans e di quanto esse necessitino di soluzioni non tradizionali per assicurare una forte ed efficace azione di piano.
Il gruppo di lavoro predisporrà un piano organizzativo per gli uffici urbanistici cittadini, comprese raccomandazioni di bilancio e organico, ad assicurare una prospettiva di obiettivi generali, e potrà collaborare con i funzionari nell’attuazione di tale piano organizzativo.
Il gruppo potrà anche predisporre una serie di linee e procedure per l’approvazione dei progetti, come le norme tecniche, le autorizzazioni e permessi, ispezioni, e offrire raccomandazioni generali sulle principali politiche, come il comprehensive plan cittadino, la gestione delle aree alluvionali, progettazione urbana, bilancio ambientale, partecipazione pubblica.
Ruolo del livello federale e Policy Recommendations

APA svolge un ruolo guida nel campo della pianificazione e collabora con le città perché abbiano maggior possibilità di scelta, attraverso le proprie iniziative generali a livello federale, e di divulgazione pubblica. Tali attività riguardano un vasto ambito di questioni, come le spese per la mobilità, il risparmio energetico, la tutela ambientale, l’abitazione o lo sviluppo economico.
Il lavoro di ricostruzione a New Orleans richiederà sostegni per la raccolta di dati e le analisi, come i modi di condivisione delle informazioni tra vari uffici e competenze, o l’adeguatezza del personale negli uffici impegnati nella pianificazione, a livello cittadino, regionale, statale e federale. Occorre anche produrre informazione tecnica e programmi di formazione che sappiano costruire competenze regionali in grado di deliberare consapevolmente, e sviluppare una serie di strumenti comunicativi che assicurino la partecipazione di tutti i soggetti interessati, ivi compresi gli abitanti sfollati. Il governo federale deve continuare a collaborare con pianificatori esperti nelle aree colpite.
È chiaro come ora non sia il momento per un approccio decisionale “business as usual”. Gli abitanti di New Orleans hanno di fronte sfide enormi e l’azione di governo deve essere il catalizzatore della ricostruzione, non un ostacolo. Comunque, un approccio troppo capillare teso ad emanare norme e regole può essere egualmente pericoloso per un futuro sostenibile di New Orleans. È mia opinione che la chiave stia nel legare processi di pianificazione efficienti e possibilità di regole meno rigide.
Dobbiamo consentire eccezioni ad alcune procedure, verificato che i risultati siano coerenti ad un piano locale. Nello stesso modo, le norme di pianificazione urbanistica e edilizie locali devono essere coerenti al piano generale di ricostruzione. Si tratta di due percorsi che devono lavorare insieme senza soluzione di continuità, altrimenti si rischia di produrre un processo di ricostruzione a macchie di leopardo.
I componenti delle presenti Sottocommissioni conoscono meglio di chiunque altro il ruolo vitale dei trasporti nel funzionamento delle città. I trasporti saranno un elemento chiave nella riorganizzazione di New Orleans, e occorre una risposta federale in questo campo. Occorre congratularsi con la Federal Transit Administration, che è immediatamente entrata in azione offrendo risorse operative agli uffici locali per ripristinare il servizio. Anche l’assenza di valide alternative di mobilità per gli abitanti, ha contribuito a determinare le dimensioni della crisi. La risposta federale e la pianificazione locale dovranno lavorare a promuovere attivamente una maggiore scelta e possibilità di spostamenti a New Orleans.
Dato che le questioni dei trasporti sono tanto importanti, dovrà essere fornito sostegno ulteriore all’agenzia metropolitana di pianificazione e autorità dei trasporti pubblici, non solo per ripristinare in pieno il servizio, ma anche per prendere in esame i problemi resi evidenti dal disastro, come la protezione delle infrastrutture chiave o l’aumento delle alternative di mobilità collettiva.
Occorre costruire alloggi temporanei come parte del processo di ricostruzione di lungo periodo delle città, in modo tale che chi torna possa, per quanto possibile, iniziare a vivere e riprendere coi propri vicini. Si deve mettere a disposizione un finanziamento pubblico per urbanisti a livello di città e di quartiere, perché assistano gli abitanti ad organizzare e finanziare la propria ricostruzione, offrano la possibilità di sviluppare strategie creative per migliorare i quartieri e realizzare zone per gli evacuati, costituiscano un collegamento fra abitanti e amministrazioni locali.
La riduzione o eliminazione dei potenziali rischi naturali deve essere inserita nel processo di ricostruzione, per rendere le città più sicure. Incoraggiamo il governo federale a diventare un riferimento più costante nella promozione di uno sviluppo più sicuro. Un’efficace prevenzione degli eventi calamitosi e misure di mitigazione degli impatti, possono realizzarsi solo con investimenti adeguati e mirati in infrastrutture, per tutte le città e particolarmente per questa regione.
[..]
Sapete, sono appena stato nella mia città di Shreveport, Louisiana, per la riunione annuale della locale sezione APA. Il titolo di quello speciale convegno era: Planning for Prosperity: Opportunities in Post Katrina Louisiana, e racconta molto meglio di parecchi libri l’atteggiamento locale, e insieme la grande occasione e responsabilità che abbiamo oggi. Noi, urbanisti, legislatori, uomini d’affari, professionisti nei settori pubblico e privato, abbiamo l’opportunità di ricostruire New Orleans in modi che creino una vera prosperità. Possiamo collaborare a far sì che da questo grande sforzo nazionale possano nascere città di valore durevole nel tempo.
Credo che lavorando insieme, con una visione complessiva dell’area, possiamo costruire una città riuscita nel lungo termine, dal punto di vista della prosperità economica, sociale, politica. Non si tratta di fare un rabberciamento affrettato. I nostri sforzi devono mirare ad effetti permanenti e duraturi. È per questo preciso motivo, che dobbiamo affrontare il processo di ricostruzione in modo sistematico e comprensivo, accogliendo via via voci e bisogni della comunità locale. La ricostruzione richiede partecipazione continua da parte di tutti i componenti della comunità, indipendentemente dalla loro attuale collocazione.
Storicamente, gli urbanisti sono stati all’avanguardia nella progettazione di spazi e metodi che assicurino sicurezza stimolando vitalità e senso comunitario. È un gesto di riequilibrio. Siamo pronti a continuare nel nostro importante ruolo di fronte alle nuove sfide che aspettano le città. L’APA proseguirà nel dedicare risorse ad uno sforzo che dovrà essere commensurato alle sfide e opportunità offerte da questo disastro senza precedenti.
Il nostro congresso annuale raduna 5-6000 persone. Siete invitati a partecipare alla nostra prossima riunione di New Orleans del 2010. Grazie.

Nota. La versione originale di questa deposizione è disponibile al sito Amercan Planning Association ; di seguito scaricabile il file PDF di questa traduzione (f.b.)

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