Piano Regionale per il South Queensland
Queensland (Aus.) Office of Urban Manage
Misure di pianificazione regionale per l'area di Brisbane, a contenere lo sprawl (senza mai nominarlo) nella logica di sviluppo economico e demografico sostenibile. Estratti dal Regional Plan 2004-2026 (f.b.)
Queensland (Aus.) Office of Urban Management, South Queensland Regional Plan(bozza ottobre 2004) – Estratti e traduzione per Eddyburg a cura di Fabrizio Bottini

Una visione regionale

La visione regionale individua le aspirazioni collettive di lungo termine per l’area, l’ambiente in cui volgiamo viviere ora, e insieme l’ambiente che vorremmo lasciare alle future generazioni. Si propone il testo seguente come base di discussione.
Un South East Queensland (SEQ) sostenibile, prospero e vivibile, dove:
• le città siano sicure, salubri, accessibili e socializzanti;
• esistano varie opportunità di lavoro e un’istruzione e servizi di alta qualità;
• lo sviluppo urbano sia sostenibile e ben progettato;
• si possa apprezzare e tutelare l’ambiente, godere e rispettare i corsi d’acqua, baie, spiagge, boschi.
Nel 2026, il SEQ è una regione di città interconnesse, con una popolazione di quasi quattro milioni di persone. Al su cuore sta Brisbane, città mondiale di oltre un milione di abitanti. Attorno alla capitale, la regione ospita un certo numero di aree urbane divise da spazi aperti, e molti piccoli e medi centri, ciascuno con sue caratteristiche e identità. È una regione centrata sulle possibilità di scelta e le diversità, con catene montuose e aree pianeggianti, la Baia e le isole, lunge spiagge, boschi e campi. Una regione con una qualità di vita invidiabile e sostenibile.

La struttura urbana
Il Piano Regionale individua sei orientamenti strategici per realizzare la struttura auspicata del South East Queensland.
Orientamenti strategici
Per raggiungere gli assetti desiderati dell’area, il Piano Regionale individua sei orientamenti strategici per conseguire la struttura spaziale futura prescelta.
Mantenere i valori paesistici e di produzione agricola regionale
I paesaggi naturali e rurali del South East Queensland riassumono molte caratteristiche ambientali, di produzione agricola, per il tempo libero, culturali ed estetiche, di alto valore per la popolazione della regione. Ambiente naturale e risorse che sottostanno alla vivibilità regionale, formano una componente sostanziale dell’economia e saranno protette dallo sviluppo urbano e dall’insediamento residenziale rurale.

Individuare gli spazi per localizzare la crescita futuraIl Piano Regionale individua spazi più che sufficienti a contenere la popolazione prevista, di 3,7 milioni di abitanti al 2026. Queste aree di crescita urbana sono distribuite nella regione in modo da facilitare scelta e accessibilità all’abitazione. La crescita futura verrà collocata in modo combinato, fra aumenti di densità locali e consolidamento degli insediamenti esistenti, e nuove urbanizzazioni e destinazioni d’uso a residenza rurale.Sono state individuate anche alcune Investigation Areas, a contenere insediamenti urbani di più lungo periodo, e per rispondere a bisogni collettivi e di mercato imprevedibili.

Sottolineare l’identità delle comunità regionali
Le aree urbane in crescita saranno contenute e strutturate entro zone paesistiche e di attività agricola, a conservare le interruzioni chiave inter-urbane che delineano dimensioni e caratteristiche delle comunità regionali. Queste discontinuità inter-urbane variano di dimensione, da quelle a separare l’area metropolitana di Brisbane e le coste Gold e Sunshine, fino agli spazi inter-urbani più piccoli che delimitano insediamenti locali. La struttura prescelta promuove anche il consolidamento della crescita entro e nelle immediate vicinanze dei villaggi rurali.

Realizzare zone urbane più compatte
La crescita urbana del futuro in SEQ si consoliderà attorno ai centri urbani di attività e nodi del trasporto pubblico. Verranno sviluppate nuove aree residenziali a densità in grado di sostenere servizi di trasporto pubblico. Spazi e infrastrutture verranno utilizzati in modo più efficiente ed economico.
Il Piano Regionale propone che una porzione significativa della futura crescita delle abitazioni sia collocata entro aumenti di densità locali, e riurbanizzazioni entro le zone abitate esistenti.

Promuovere la crescita entro il Corridoio Occidentale
Il Corridoio Occidentale ospita un’ampia porzione degli spazi regionali destinati allo sviluppo futuro delle attività terziarie, industriali, della nuova residenza su spazi liberi.
Nel Corridoio Occidentale sarà collocata una grande quantità della crescita demografica e della nuova urbanizzazione, perché quest’area offre l’opportunità di ottenere un buon rapporto fra occupazione, infrastrutture di trasporto e crescita di popolazione. Attraverso l’individuazione di aree di crescita urbana, e conferendo priorità a infrastrutture e servizi, il Piano Regionale mira ad attirare qui una maggior crescita economica e demografica.

Integrare uso del suolo e trasporti
La qualità della vita e le opportunità di sviluppo economico sono migliori, se esiste un facile accesso a un buon sistema di trasporti. Uso futuro dello spazio e trasporti saranno pianificati e realizzati in modo integrato, e la crescita urbana concentrata lungo linee e nodi di mobilità. Gli investimenti in infrastrutture e servizi di trasporto, distribuiti su tutte le modalità, produrranno e sosterranno la realizzazione della forma urbana futura voluta.

Schema insediativo
La bozza di Piano Regionale articola lo spazio del South East Queensland secondo cinque ampie categorie. Queste aree offrono il contesto spaziale per le Norme Tecniche (bozza) contenute nella parte “G” del Piano, meglio precisate nelle Mappe che del piano sono parte costituente.

La Zona Paesaggio Regionale e Area di Produzione Agricola comprende aree di valore regionale che contengano:

• Elementi di conservazione naturale di rilevanza statale o regionale;
• Ecosistemi di rilevanza regionale in pericolo o di interesse;
• Parchi nazionali, parchi conservativi, riserve naturali, aree di conservazione coordinata;
• Aree di tutela del koala o altri habitat importanti;
• Terreni agricoli di alta qualità e altre zone produttive rurali;
• Risorse economiche naturali come quelle estrattive e di colture forestali;
• Bacini naturali di risorse idriche e aree di ricarica della falda;
• Foreste originarie;
• Zone umide costiere;
• Superfici che formano zone strategiche regionali di discontinuità inter-urbana.

Scopo della Zona Paesaggio Regionale e Area di Produzione Agricola è di assicurare un tutele di lungo termine da forme di sviluppo inadatto, in particolare l’invadenza delle funzioni urbane e l’ulteriore frammentazione della proprietà terriera a causa delle residenze rurali e altre attività simili. Ciò è specificato nella bozza delle Norme Tecniche contenute nella parte G del Piano.
La Zona Paesaggio Regionale e Area di Produzione Agricola mantiene i diritti edificatori attuali, per consentire la prosecuzione delle attività più significative, che comprendono la produzione agricola, l’accessibilità delle risorse naturali, le scorte il turismo, le attività per il tempo libero basate sulla natura, la conservazione ambientale nelle aree a ciò destinate. Ad ogni modo, il Piano Regionale contempla la possibilità che alcune aree attualmente destinate a residenza rurale nei piani regolatori locali, ma non ancora edificate o comprese nella Zona a Residenza Rurale, avranno qualche limitata possibilità di sviluppo.

La zona Superficie Urbana[ Urban Footprint] comprende terre principalmente destinate alle necessità di sviluppo urbano della regione sino al 2026. Sono comprese superfici più che sufficienti a contenere una gamma completa di funzioni urbane correnti, quali residenza, industria, terziario, infrastrutture, servizi e spazi aperti urbani, oltre ad alcune aree a residenza rurale contigue a quelle urbane e ben localizzate rispetto a servizi e attrezzature. L’inclusione nella zona Urban Footprint non significa che tutte queste superfici siano utilizzabili a scopi urbani. Sono compresi anche terreni con un’ampia gamma di possibilità e vincoli, come le zone di biodiversità a valore statale, regionale o locale. Esisteranno quindi alcune superfici entro la zona Urban Footprint protette da leggi statali come il Vegetation Management Act 1999 o da piani governativi di scala locale, o comunque non disponibili per le funzioni urbane a causa di vincoli locali.
I piani regolatori delle amministrazioni locali, e gli Structure Plans, sono gli strumenti principali per stabilire gli usi del suolo più auspicabili, e i tempi dell’eventuale urbanizzazione entro la zona Urban Footprint.
Specificamente lo Urban Footprint:

• Definisce i limiti dello sviluppo urbano sino al 2026 utilizzando confini catastali o altri chiaramente identificabili margini fisici, come strade o corsi d’acqua;
• Concentra la crescita in zone che:
– siano ben localizzate riguardo alle infrastrutture urbane esistenti o di progetto, ai centri di attività e servizi;
– promuovano lo sviluppo di comunità coese, sostenendo un’ampia gamma di servizi e strutture;
– rappresentino una crescita ordinata delle attuali zone urbane o si rapportino a centri esistenti, come quelli minori della regione;
– abbiano accesso a luoghi di lavoro esistenti o previsti.
• Tiene conto dello sviluppo urbano attuale, delle destinazioni d’uso urbane e di residenza rurale contigue e pianificate secondo i progetti delle amministrazioni locali alla data dell’agosto 2004.

Le Investigation Areas comprendono superfici con valore paesistico o di produzione agricola generalmente contenuto, e che hanno pochi vincoli rispetto all’uso futuro come zone di sviluppo urbano. La possibilità delle Investigation Areas di contenere espansioni urbane future è definita nella bozza delle Norme Tecniche.
Le Investigation Areas costituiscono una potenziale riserva di suoli per lo sviluppo urbano futuro di medio-lungo termine, e per i corridoi infrastrutturali. È importante tutelare queste aree da usi inappropriati prima del tempo in cui possono risultare effettivamente utili. Non tutte le superfici, in ciascuna di queste zone, sono disponibili per l’urbanizzazione.

Criteri per le Investigation Areas
Prima di considerare qualunque sviluppo urbano delle Investigation Areas, devono essere soddisfatti i seguenti criteri:
• deve esistere un importante interesse pubblico nella realizzazione del progetto di insediamento (vedi Norme Tecniche);
• deve essere stata compiuta una dettagliata analisi e valutazione della zona in esame, per determinare il potenziale accettabile di urbanizzazione, vincoli e possibilità;
• devono essere state individuati i valori ambientali da proteggere, e tutti i possibili interventi di mitigazione degli impatti negativi;
• devono essere disponibili servizi e infrastrutture, e possono essere individuati e scaglionati economicamente nel tempo i necessari corridoi infrastrutturali adeguati rispondere alle domande;
• qualunque spesa non preventivata o aggiuntiva sarà sostenuta dai costruttori;
• dovranno essere progettate e realizzate le strutture sanitarie, educative, sociali e altri elementi comunitari;
• i nuovi insediamenti dovranno essere concepiti per creare comunità equilibrate, contenenti un’adeguata varietà di tipi e prezzi delle abitazioni;
• sarà parte integrante dell’insediamento una quota di case a prezzi concordati;
• nella progettazione dovranno essere utilizzati i principi di sostenibilità delle zone sub-tropicali, e riguardo alle forniture idriche, energetiche e di gestione dei rifiuti, traendo il massimo possibile vantaggio da tutte le opportunità di riuso;
• entro l’insediamento deve essere possibile creare posti di lavoro nell’industria o terziario, o deve esistere una chiara correlazione fra l’area e vicine possibilità di impiego, compresi precisi modi di spostamento casa-lavoro;
• l’insediamento deve essere concepito per offrire e mantenere sistemi di spostamento interni e verso l’esterno tramite mezzi pubblici, pedonali e ciclabili;
• devono essere rese disponibili in tutte le abitazioni e spazi per attività le più aggiornate tecnologie di comunicazione;

• devono essere messi a disposizione sia spazi aperti entro l’area, che – quando necessarie – fasce di discontinuità inter-urbane;

• l’insediamento deve essere coerente con gli scopi del Piano Regionale, con gli strumenti di pianificazione locale, coi piani e progetti di competenza statale.

[...]

Utilizzazione efficiente del suolo
Al 2026, saranno necessari circa 550.000 nuovi alloggi per contenere l’incremento di popolazione previsto a scala regionale. Proseguire nell’offerta di case unifamiliari singole a bassa densità nelle zone extraurbane è insostenibile, sia in termini di consumo di suolo che di costi dei servizi urbani.
L’alternativa è di offrire una maggiore quota di alloggi collocati in situazioni che traggano vantaggio dall’esistenza di strutture e servizi, e provvedere che anche l’urbanizzazione su terreni liberi avvenga utilizzando i suoli in modo efficiente.
Per promuovere il consolidamento nell’attuale zona di Urban Footprint, il Piano Regionale:

• fissa l’obiettivo di incremento della quota esistente di nuovi alloggi offerti tramite aumenti di densità locale [ infill] o riurbanizzazione [ redevelopment] sino al 40% di tutte le abitazioni unifamiliari singole o a gruppi realizzate nella regione dal 2004 al 2016, con aumento al 50% dal 2016 al 2026;
• chiede che tutti i principali insediamenti residenziali raggiungano una densità netta minima di 15 alloggi per ettaro. Queste zone possono comprendere varie proprietà o aree di intervento. La organizzazione esatta della miscela di densità insediative e tipi residenziali sarà determinata dallo Structure Plan;
• chiede che le maggiori densità dell’insediamento residenziale si concentrino attorno ai Centri di Attività Regionale e ai nodi di trasporto pubblico, per aumentare l’accessibilità ai servizi esistenti e di progetto.

Gli obiettivi delle quote di nuovi alloggi da realizzarsi tramite aumenti di densità locali o riurbanizzazioni sono medie regionali, e constano di 126.000 unità sulle 315.000 nuove abitazioni necessarie fra il 2004 e il 2016; e 118.000 sulle 225.000 fra il 2016 e il 2026.
La distribuzione di questi obiettivi regionali infill/ redevelopment fra le varie aree delle amministrazioni locali dipende da vari fattori, quali:
• dimensioni dell’area urbanizzata esistente e del numero e tipo di alloggi esistenti;
• accessibilità a posti di lavoro, servizi per l’istruzione, il tempo libero, trasporti pubblici;
• disponibilità di attrazioni naturali come spiagge o corsi d’acqua;
• disponibilità di spazi di espansione residenziale liberi;
• tendenze attuali nell’offerta residenziale.
Tenendo presenti tutti questi fattori, è chiaro come gli obiettivi di consolidamento e aumento di densità locale a scala regionale verranno conseguiti attraverso livelli relativamente alti di infill e di redevelopment entro le zone urbane delle principali amministrazioni, come Brisbane City o Gold Coast City.

[...]
Nota: la documentazione originale e integrale di questo Regional Plan (con mappe, norme tecniche ecc.) è disponibile al sito dello Office of Urban Management del Queensland; sul contesto australiano di pianificazione urbanistica e tutela dell’ambiente, ci sono altri vari estratti scelti di documenti in questa stessa sezione di Eddyburg (f.b.)

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