Sviluppo urbano in tempo di guerra (1918)
Thomas Adams
Un pioniere della Città Giardino tenta di "vendere" negli USA del primo dopoguerra il proprio modello, con qualche adattamento di prospettiva. Un testo chiave per capire il passaggio dall'utopia sociale originaria, al sobborgo a bassa densità. Da Landscape Architecture, aprile 1918 (f.b.)
Titolo originale: Community development in wartime - Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

I problemi sociali e industriali che devono essere fronteggiati a causa delle condizioni di guerra non hanno caratteristiche diverse da quelli che si affrontano in tempi di pace. Ma la loro urgenza e intensità locale, dovuta allo stimolo artificiale dato alle industrie belliche in alcuni luoghi, unita al fatto che l’attenzione pubblica è focalizzata su di essi in relazione alla difesa nazionale, dà loro apparenza di problemi nuovi. Da qui, il grande bisogno di una cultura di governo costruttiva per misurasi con essi. Le cose che si chiedono ai leaders pubblici al giorno d’oggi sono coraggio, decisioni rapide, e immaginazione, invece dei metodi timidi, indecisi, dilatori della mentalità legale che controlla la nostra politica in condizioni normali. Dobbiamo prenderci dei rischi, che lo vogliamo o no. Dobbiamo smetterla di rastrellare nelle ceneri dei precedenti ( alla ricerca di soluzioni n.d.t.). Dobbiamo pensare in termini di grandi idee, e di grandi somme di denaro.
Questa guerra si sta combattendo, come è stato detto, non solo per rendere il mondo più sicuro per la democrazia, ma anche per rendere la democrazia più sicura per il mondo. Ma per rendere la democrazia più sicura noi dobbiamo sconfiggere i suoi nemici in patria così come all’estero; dobbiamo trovare i mezzi per diminuire l’ignoranza e l’imprudenza che crescono dalla mancanza di istruzione e da condizioni di vita insalubri. A fondamento di tutte le democrazie c’è il carattere del popolo: istruito o non istruito, sano o non sano, contento o scontento. Un popolo istruito sa che la vera educazione è più una faccenda di ambiente, che di istruzione in senso stretto. Le condizioni sociali insalubri non solo abbassano la vitalità e diminuiscono l’efficienza, ma costituiscono una delle principali cause di irrequietezza nel mondo industriale (con riferimento alle condizioni del Sud Galles, Mr. Thomas Richards, Segretario della Miners’ Federation, dichiara che il socialismo e il sindacalismo hanno fatto progressi a causa della monotonia e squallore delle condizioni abitative e dell’ambiente circostante).
Per rendere la democrazia forte e duratura, per renderla degna di combattere e morire per essa, tutte le nazioni democratiche devono adottare per il futuro misure più aggressive per migliorare il carattere e il fisico dei propri cittadini. Negli ultimi anni abbiamo visto una fuorviata autocrazia distruggere il benessere monetario accumulato di intere generazioni. Un giorno, una democrazia male alloggiata, sovra-urbanizzata, impoverita, potrebbe fare lo stesso con il benessere edificato a partire dalla riduzione in schiavitù dentro la povertà e i quartieri degradati. L’istruzione pubblica nelle scuole mette in pericolo, anziché salvaguardare, una democrazia, quando il popolo soffre cattive condizioni sociali. Su questo continente ( l’America, n.d.t) abbiamo la maggiore, e non la minore, responsabilità, perché dobbiamo preparare e migliorare una popolazione mista, inclusi i molti che sono privi di tradizioni di libertà politica, dei vantaggi dell’istruzione, o di ambizioni verso un migliore standard e comodità nelle abitazioni.
La schiavitù non sarà morta, finché esisteranno gli slums. Ogni sforzo fatto per rimuovere le cattive condizioni abitative in America va nella direzione di dare realtà alla Dichiarazione di Indipendenza. In Germania, le cattive abitazioni non contano così tanto, visto che lo Stato è gestito per il popolo, non dal popolo; ma negli Stati Uniti e in Canada, il progresso futuro dipende dalla crescita in intelligenza della massa delle persone. La povertà e il sovraffollamento nelle grandi città da un lato, e la povertà e isolamento dei remoti distretti rurali dall’altro, stanno entrambi distruggendo intelligenza, e causando degenerazione fisica e morale. È una questione aperta, se i progressi della scienza moderna nei campi connessi alla salute pubblica, con i costosi miglioramenti municipali, la pubblica istruzione nelle scuole, non siano più che controbilanciati dalle perdite dovute alle condizioni insalubri, alla distribuzione casuale della popolazione, e al fallimento delle nazioni moderne nell’alloggiare in modo proprio i loro lavoratori industriali.

Il problema dell’abitazione come parte del problema urbano
Il problema dell’abitazione non può essere risolto semplicemente demolendo case malsane e costruendo salubri piccionaie, né rimpiazzando gradualmente tutti i cattivi alloggi con altri buoni. Il problema dell’abitazione è solo parte di un più ampio problema sociale, connesso alla vita della comunità in tutte le sue fasi. È in larga parte un problema di corretta o scorretta urbanizzazione dei terreni a scopi industriali e di alloggio, e in larga parte un problema di corretta o scorretta organizzazione delle forze sociali dell’industria. La stretta connessione fra urbanistica e realizzazione di case, fra produzione agricola e realizzazione di case, e fra efficienza bellica e realizzazione di case, non è ancora stata afferrata in questo continente. Quando le nazioni occidentali avranno speciali divisioni dei governi statali e federali, che dedichino tutta la loro attenzione ai problemi della costruzione urbana e dell’abitazione, avranno iniziato a mostrare adeguato riconoscimento dell’importanza di questi problemi.

Uno sviluppo urbano con caratteristiche artificiali
Una delle cause principali della passata indifferenza per un cattivo sviluppo urbano, è stata l’erronea assunzione che esso consistesse di, o dovesse essere lasciato a, una “crescita naturale”. Di sicuro, se c’è qualcosa di artificiale, questo è la moderna città o cittadina. Se qualcosa ha bisogno che vi venga applicata la scienza, e una salutare ed esperta mano di governo a promuovere forme salubri di sviluppo e a prevenirne delle malsane, questa è la città industriale di oggi.
Non abbiamo sbagliato a costruire intere comunità industriali; non abbiamo nemmeno tentato, di costruirle. Abbiamo lasciato che la loro costruzione procedesse, non solo senza pianificazione o orientamento, ma incoraggiando la speculazione fondiaria e sistemi di edificazione dispersivi, proteggendo chi affermava artificiali diritti di proprietà, anche quando ne è risultato che le vite e la salute del popolo sono state ferite.
Noi non vogliamo riformare il nostro sistema di urbanizzazione e realizzazione di case; noi vogliamo iniziare ad impiegare un sistema. Noi non vogliamo mettere in pericolo gli interessi proprietari legittimi, ma stabilirli. Noi non vogliamo inaugurare estremismi socialisti, ma prevenirli. Noi non vogliamo diminuire la libertà, ma renderla più diffusa. E, riconoscendo che la vita è più importante della proprietà, che il fine di tutta la produzione è la vita e non il denaro, e che la ricchezza nazionale deve essere misurata dalla salute del popolo, dobbiamo o esercitare un controllo sul diritto di proprietà in modo che non danneggi la convivenza nell’insieme degli insediamenti, oppure affrontare l’inevitabile decadenza. Così, le alternative pratiche che le nazioni civili moderne devono apparentemente fronteggiare sono: o l’applicazione di metodi scientifici di controllo e orientamento della loro vita comunitaria, senza interferenze con l’eguaglianza di opportunità per tutti i cittadini, oppure che le attuali forme parassite e disordinate di sviluppo industriale continuino come prima, vanificando qualunque sforzo fatto per migliorare le condizioni sociali del popolo.

L’opportunità Americana
I paesi in guerra vedono queste cose sotto una luce più forte che durante i tempi di pace, e ora viene all’America una speciale opportunità di applicare metodo e organizzazione a pianificare e costruire nuove città, che aiuteranno a mostrare le linee sane e pratiche lungo cui si può orientare la crescita sia dei vecchi che dei nuovi centri, quando la guerra sarà finita.
Non serve essere ciechi al fatto che le cattive abitazioni e condizioni industriali non sono state create dalla guerra, ma esistevano, in larga misura, sia negli Stati Uniti che in Canada, da prima della guerra. Allora, come ora, anche se in grado minore, avevamo il problema di una urbanizzazione eccessiva della popolazione, mezzi di distribuzione difettosi, e incrementi nel costo della vita; avevamo il costante e casuale spostamento di popolazione a seguire la tendenza dell’industria a cercare nuovi campi; avevamo i mali della speculazione sui terreni che si avvantaggiava di ogni nuovo crescente concentrazione di persone e dirottava gli incrementi di valore creati dalla crescita delle comunità nelle tasche di non-produttori. Questi problemi sono vecchi, ma ultimamente sono stati resi più acuti e più visibili allo sguardo pubblico. La domanda dell’Europa per il surplus di cibo dall’America e la sottrazione di un grande numero di lavoratori rurali per scopi militari ha ulteriormente incrementato il costo della vita; la diversione di ingenti risorse finanziarie entro canali governativi e la sua redistribuzione ha creato false prosperità, che hanno dato alla gente più ampie capacità di spesa e ancora aumentato il costo della vita come risultato di una domanda gonfiata; la creazione di industrie di guerra su larga scala in vaste aree ha causato un inusuale rapido movimento di popolazione da un distretto all’altro, e rivelato l’impotenza dell’imprenditoria privata a provvedere sistemazioni abitative soddisfacenti in queste condizioni; l’assorbimento da parte del Governo di capitali altrimenti disponibili per lavori di costruzione ha ulteriormente indebolito la capacità dell’impresa privata di impegnarsi in queste operazioni, anche su basi pre-belliche; infine l’alto costo dei terreni a ragionevole distanza da strutture sociali e di trasporto mostra come la speculazione fondiaria intralci la fornitura di strutture abitative in situazioni salubri.
Gli unici fattori realmente nuovi in questa situazione sono, primo, che la necessità di rapida produzione ha condotto gli industriali manifatturieri e navali a comprendere che una buona abitazione, accompagnata da una organizzazione sociale, è essenziale ad assicurare efficienza e soddisfazione sul versante dei lavoratori; in secondo luogo, i governi statali e federale hanno iniziato a riconoscere di avere una distinta responsabilità nel provvedere le strutture necessarie ad ottenere questa efficienza e soddisfazione. Il primo di questi nuovi fattori non è del tutto nuovo, visto che nell’ultima decade o anche più, grandi gruppi industriali come la Steel Corporation, hanno mostrato di riconoscere che l’organizzazione sociale e delle abitazioni per i propri lavoratori era essenziale ad ottenere efficienza industriale. Riguardo al secondo aspetto, sembra essere vero negli Stati Uniti che l’aiuto federale per l’abitazione è erogato puramente come misura da tempo di guerra, e non perché il Governo ha qualunque convinzione circa la propria responsabilità in materia. Nondimeno, una volta che il Governo entri nel campo dell’abitazione e dello sviluppo urbano, sarà difficile tornare al vecchio ordine di cose; e con tutti i vantaggi che possiede nell’ottenere competenze esperte e impiegare una grande organizzazione, sarà in grado di influenzare enormemente direzione e caratteri dell’industria edilizia residenziale del futuro.
Molto del lavoro dei dipartimenti governativi che affronteranno l’abitazione di guerra deve essere diretto ad alloggiare piccoli gruppi di lavoratori in numerose località, e alla costruzione di nuovi accrescimenti suburbani a città e cittadine esistenti. I problemi sorgeranno in connessione a tutti i tipi di progetto, grandi e piccoli, sui migliori metodi di pianificazione, i relativi meriti dell’abitazione temporanea o permanente, la ripartizione dei costi e delle responsabilità fra i governi federale e locale, e fra i governi e i dirigenti industriali. Queste e molte altre questioni non possono essere affrontate in questo articolo. L’obiettivo dello scritto è di indicare le grandi questioni aperte e le opportunità che si presentano nelle presenti condizioni, di impegnare con qualche sistema e sano metodo organizzativo lo sviluppo urbano di questo continente.

Perché non creare Nuove Città?
Si assume che almeno in alcuni casi, come nella zona di Philadelphia dove si sta realizzando un vasto insediamento cantieristico navale, ci sarà l’opportunità di realizzare una o più città completamente nuove, auto-centrate e auto-contenute, con tutte le strutture e attrattive sociali necessarie a soddisfare i bisogni della popolazione. In questi casi, la separazione dalla grande città è desiderabile, ma l’accessibilità ad essa con mezzi di trasporto rapido sarà probabilmente un vantaggio, in particolare durante i primi stadi di crescita. Avrà il Governo lungimiranza e saggezza sufficiente per creare nove città o provvederà semplicemente il denaro per perpetuare i metodi disordinati e a-scientifici che hanno prevalso sinora? Possiamo accettare come salda dottrina il fatto che, se è praticabile l’incoraggiare la costruzione di nuove città di moderata dimensione, con un circondario agricolo, preferendola all’incoraggiare ulteriore crescita di ingovernabili città, con il concomitante isolamento agricolo, esso sarà di beneficio alla nazione. Quali sono dunque gli elementi che lo rendono, o no, praticabile?

Lo schema della Città Giardino come esempio di saldo sviluppo urbano
Il migliore esempio di applicazione dei principi di fondazione di una nuova città si può trovare in Inghilterra, nel caso della Città Giardino di Letchworth. Sfortunatamente, non è l’esempio che avrebbe potuto essere se le circostanze in cui si iniziò fossero state tali da farne un successo finanziario più rapido. Per motivi perfettamente ovvi, è stata lenta la realizzazione delle aspettative finanziarie dei fondatori, ma, come mi sforzerò di dimostrare, queste ragioni non devono necessariamente applicarsi nel caso di un esperimento simile portato avanti sotto auspici Governativi e con capitale sufficiente, ed esse non viziano in alcun modo la saldezza dei principi che sostengono lo schema.
Gli obiettivi generali dello schema possono essere riassunti come segue:

  1. acquisto di un vasto appezzamento agricolo su cui stabilire una cittadina industriale e residenziale, in primo luogo per assicurare un concordato movimento di lavoratori dell’industria dai centri affollati. 2 - contenimento dell’area destinata allo sviluppo urbano, e vincolo permanente della maggiore porzione dell’appezzamento a scopi agricoli. 3 - pianificazione dell’intera area allo scopo di assicurare salute, bellezza, funzionalità ed efficienza. 4 - limitazione dei dividendi degli azionisti a, diciamo, il 5 per cento annuo, con il resto dei profitti da usarsi a beneficio della città e dei suoi abitanti.


Si noterà che il successo di un simile schema dipende dall’attrattività che può essere offerta ai lavoratori per migrare verso il sito. Muovere lavoratori industriali verso un territorio puramente rurale, a 34 miglia da una città, significa che essi dovevano avere offerti dei vantaggi, uguali o migliori di quelli ottenibili in centri di popolazione esistenti. Nella Città Giardino il terreno, avendo solo valore agricolo, tanto per cominciare era a buon prezzo, ma questa era solo una delle considerazioni. C’erano anche i desideri di strutture di trasporto, energia, posti di lavoro, luce, acqua, strade, a costi ragionevoli. Tutto questo ha dovuto essere creato, e creato in anticipo. Ha dovuto essere messo a disposizione ad un prezzo che non superasse quello che avrebbero pagato altrove, e ancora produrre adeguati ritorni per gli investitori. Nei primi tempi dell’impresa, tutto era puramente teorico. Non si poteva ottenere lavoro senza abitazioni, e così le case dovettero essere realizzate prima, e non dopo, che si creasse una domanda. Quanto ai risultati, nonostante queste difficili condizioni, è sufficiente ricordare, per quanto ci interessa ora, che circa trenta fabbriche si sono stabilite in città; che c’è una popolazione di circa 13.000 persone, su un’area che nel 1903 consisteva di soli campi coltivati. Per questa popolazione sono state realizzate reti idriche, fognature, gas, un impianto per la produzione di energia elettrica, una nuova stazione ferroviaria, edifici pubblici, alberghi, parchi, un campo da golf, dieci miglia di strada in aggiunta alle molte miglia esistenti quando fu acquistato il terreno, 15 miglia di condutture del gas, 14 miglia di fogne, e altri servizi.

Il finanziamento di una Città Giardino
Ho qui davanti a me il bilancio del 30 Settembre 1917. Mostra che anche oggi, il capitale totale in titoli ordinari ammonta a meno di $ 1.000.000, e che le azioni privilegiate, obbligazioni, ipoteche e mutui ammonta a meno di $ 1.600.000. Dunque con un capitale totale di $ 2.600.000, una larga porzione del quale è investita in beni immobili, è stata costruita una città di più di 13.000 abitanti, ovvero $ 2.000 pro capite. In alcune città del Canada occidentale il valore stimato del solo terreno ammonta a circa questa cifra pro capite, e in una città di 15.000 abitanti il valore del terreno è di $ 1.150. Per questi 2.000 dollari la Garden City Company, e indirettamente gli abitanti della città per cui la Compagnia agisce come Trust, possiedono un terzo di acro di terreno a testa, oltre a valutabili reti elettriche e di gas, alberghi, strade, acquedotti, fogne, ecc. come già elencato. Una considerevole porzione del capitale della Compagnia è stato usato anche per finanziare operazioni edilizie. La Compagnia non ha diviso con nessuno la proprietà, e l’intero incremento di valore va a suo beneficio. Dopo che è stato pagato il dividendo – ristretto al 5 per cento – agli azionisti, il resto dell’incremento ritorna agli abitanti.
Il valore lordo del terreno e dei summenzionati servizi ammonta a circa $ 3.000.000. Se gli interessi della Garden City Company potessero essere venduti correntemente, senza dubbio se ne potrebbe ricavare un prezzo tale da dare un largo profitto dopo aver pagato capitale e interessi. Se la Compagnia avesse potuto far partire il progetto con un capitale di $ 3.000.000 anziché di soli $ 1.000.000, sarebbe stato un successo più rapido, e forse ci sarebbe già il doppio dell’attuale popolazione in città. Così come stanno le cose, gli interessi sono stati regolarmente pagati sulle azioni privilegiate e sui mutui, e si è iniziato col pagamento degli interessi sui titoli ordinari. Durante lo scorso anno i ricavi ammontano a $ 145.420, inclusi $ 70.000 di profitti su gas, acqua, elettricità (salvo deprezzamento), vendita di materiali in sovrappiù, lavori eseguiti, ecc. Il terreno è affittato a novantanove anni per edificazione a quanto è conosciuto come “ ground-rents” e queste, ammontanti a circa $ 35.000, capitalizzate a venti anni, hanno un valore di $ 700.000. Non sono permesse più di venti case da edificarsi su ogni ettaro, prevenendo così la possibilità di sovraffollamento del suolo.
Si noterà che i profitti annuali dai servizi pubblici (gas, elettricità ecc.) ammontano al doppio dell’incremento in valore fondiario rappresentato dagli affitti dei suoli, un fatto che indica uno dei principali vantaggi della formula Città Giardino come strumento per produrre reddito. Creare sobborghi dove ci sono già strutture esistenti di fornitura gas, elettricità e acqua (invece di creare nuove città), non solo fa pagare un prezzo più alto per i terreni a causa dell’esistenza di servizi pubblici, ma si perde una sorgente di reddito, che potrebbe anche eccedere quella ottenuta dall’incremento di valore dei suoli.

Il pericolo principale nel mettere in pratica uno schema di città giardino è che, quando si poggia su risorse private come capitale, la somma raccolta per finanziarla sia insufficiente per sostenere l’impresa oltre il periodo preliminare, e che la popolazione non arrivi abbastanza rapidamente da produrre i ritorni necessari. Il piano di Letchworth non è mai stato sostenuto adeguatamente dal capitale, e se lo fosse stato, le operazioni della Compagnia avrebbero potuto essere condotte più economicamente, e la popolazione sarebbe aumentata con maggior rapidità. Al momento presente, centinaia di case si rendono necessarie, per rispondere alla domanda creata dalle crescenti industrie locali, e ogni nuova casa significa accresciuti affitti del terreno, e profitti aggiuntivi per i servizi pubblici. Ma è difficile ottenere capitale, oggi, e l’intero progetto è quindi ostacolato. Questa spiegazione non è un modo di scusarsi per un fallimento, visto che esiste ogni evidenza di come il completo successo arriverà. Serve a mostrare che ci sono buone ragioni per realizzare lentamente le grandi aspettative dei promotori, che avevano buone basi teoriche per stimare una dimensione e rapidità di successo che avrebbe dimostrato la grande superiorità della forma di sviluppo urbano della Città Giardino, sulle non-scientifiche e casuali forme prevalenti.
Nel creare una città giardino fondata sui principi già elencati, da parte dell’impresa privata, ci sono naturalmente altre difficoltà oltre a quelle riferite, che devono essere affrontate. La scelta della località in Inghilterra, con il suo sistema terriero feudale e le sue aree residenziali ampiamente sparse, a un prezzo ragionevole e pure con i requisiti richiesti per uno sviluppo industriale, non è stata cosa facile. La terra doveva essere comperata a un prezzo basso per mettere la Compagnia in grado di offrirla a prezzi tali, dopo aver costruito strade e provveduto acqua e fognature, da indurre gli industriali a spostarsi dai centri esistenti. Doveva anche essere comprata a buon mercato, abbastanza da consentire alla Compagnia di portare avanti il principio di riservare due terzi dell’area a cintura agricola permanente.
Una volta scelta l’area, non solo doveva essere creato tutto, ma dovevano essere superate le solite obiezioni a un progetto innovativo. La compagnia ferroviaria non voleva costruire una nuova stazione finché la gente non si fosse stabilita, e la gente non sarebbe venuta prima che fossero provvedute le strutture di trasporto. Gli industriali volevano essere sicuri di trovare lavoratori, e i lavoratori dovevano ricevere assicurazioni anticipate riguardo ai posti di lavoro. Queste difficoltà furono tutte superate da un gruppo di uomini che non avevano avuto esperienze precedenti di imprese simili, e il fatto che fossero sopraffatti dal capitale inadeguato non fu un fatto importante per la semplice ragione che i vantaggi di questo modo di costruire una comunità sono così tanti, e così grandi.

I vantaggi dello sviluppo urbano secondo i principi della Città Giardino
Ho lo spazio solo per enumerare brevemente uno o due dei vantaggi, dato un sito adatto acquisito a valore agricolo, un’attenta gestione, e qualche grado di sicurezza riguardo all’attirare industrie e popolazione. C’è, in primo luogo, l’incremento nel valore del suolo dovuto alla sua trasformazione da uso agricolo a uso edilizio. Qualche idea di quanto grande s possa essere questo valore, si può cogliere dalla seguente dichiarazione, del Dr. Murray Haig riguardo all’incremento nei valori del suolo di Gary come risultato dell’insediamento di una nuova città industriale. Dopo aver svolto un’indagine, il Dr. Murray Haig condensa i risultati della sua analisi come segue:
“Il valore di mercato del terreno di Gary nel 1906, esclusa la parte occupata dagli impianti dell’acciaieria, è stimato a $ 6.414.455, e al presente valutato a $ 33.445.900. L’incremento nel periodo di dieci anni, dunque, ammonta a $ 27.031.445. L’esame dei valori dei servizi forniti da coloro che sono entrati in possesso di questo incremento indica che è stata resa necessaria una disponibilità di, forse, $ 200.000 per necessarie spese amministrative, che non più di $ 1.000.000 possono essere accreditati a causa di tasse su terreni non utilizzati, e che $ 4.025.712,70 devono essere calcolati come pagamento da parte di proprietari per miglioramenti locali. Il valore monetario totale dei servizi di questi beneficiari dell’incremento ammonta quindi a $ 5.225.712,70. L’ammontare dell’incremento che può essere ragionevolmente calcolato quindi è di $ 21.805.732,30”.
L’autore di questa dichiarazione ammette la possibilità di aver trascurato alcuni fattori, ma considera conservatrice la sua stima di incremento di valore. Ma anche se il valore fosse la metà di quello stimato, sarebbe un profitto consistente, ricavato dalla creazione di una città in un periodo di dieci anni. Le indagini condotte dal Dr. Murray Haig e da altri negli Stati Uniti, mostrano che una buona stima dell’incremento di valori del suolo prodotto dalla realizzazione di città, dopo aver dedotto il valore che è da attribuire a tutte le spese per miglioramenti locali ecc. va da $ 400 a $ 450 pro capite. Le valutazioni complessive per le città Canadesi confermano queste cifre. Se si prende il valore più basso, può essere stimato che la creazione di una città nuova di 50.000 persone può creare un incremento aggregato di valore di $ 20.000.000. A questo devono essere aggiunti i profitti realizzabili dai comuni servizi municipali, inclusi trasporti, acqua, energia, luce, avendo riguardo di tener conto delle grandi economie che si possono realizzare costruendo servizi a larga scala per rispondere a una domanda che si conosce in anticipo, e ai risparmi sui pesanti costi in terreno e promozione.
Dove si può contare su una rapida crescita di popolazione, e col sito ottenibile a prezzi agricoli, è evidente che si possano fare enormi profitti con la creazione di nuove città. Non è sorprendente dunque che le grandi imprese industriali stiano rivolgendo attenzione a questa forma di investimento.
Ci sono anche le opportunità offerte dal terreno a buon mercato per ampie aree da adibire a costruzioni industriali di progettazione moderna, con luce e grandi spazi per l’espansione. Tutte le fabbriche possono essere raggruppate insieme per diminuire i costi di distribuzione dell’energia. Luce, acqua, e assicurare comodo accesso ai mezzi di trasporto. I costi di trasporto possono essere ridotti al minimo con una pianificazione corretta, e con enormi risparmi per gli industriali. Le residenze per i lavoratori possono essere raggruppate vicino ai luoghi di lavoro, e grandi risparmi realizzati nella costruzione di strade azzonando la città a residenza, fabbriche, uffici, e simili. Si possono provvedere spazi aperti dove il terreno è meno valutabile per l’edificazione, e a prezzi agricoli. Una cintura di terreni agricoli può essere riservata in modo perenne per consentire colture intensive da realizzarsi nelle immediate vicinanze della città e dunque assicurare cibo per la comunità al costo più basso. L’esempio di Letchworth mostra la flessibilità di tutto questo realizzato in pratica, e le cifre dei valori fondiari in America mostrano che i profitti di questo tipo di intrapresa sarebbero immensamente più grandi che in Inghilterra.

Un’opportunità di impresa per il Governo
Perché il Governo degli Stati Uniti non dovrebbe usare l’attuale opportunità per creare almeno un oggetto-esempio di questo tipo in America? Nessuna delle difficoltà che ho menzionato gli sbarrerebbero la strada. Ha ampi capitali e ha deciso di spendere da $ 50.000.000 a $ 100.000.000 in imprese di costruzione residenziale. Sta già creando industrie di dimensione e scopo sufficiente per impiegare una grande quantità di lavoro e renderla indipendente dalla difficoltà di attirare gli industriali privati verso nuovi siti. Non ha bisogno di speculare sull’arrivo di nuove industrie e popolazione nei distretti in cui, in ogni caso, stabilirà industrie e attirerà lavoratori. Tutto quello che il Governo ha bisogno di fare è di essere attento nella selezione del luogo, pianificare correttamente l’area che ha intenzione di urbanizzare, stabilire principi simili a quelli che sottostanno allo schema della Città Giardino, e costruire una organizzazione per provvedere buone condizioni sociali e servizi aggiornati di trasporto e di comunità. Ha stabilito una politica nazionale per l’abitazione. Queste abitazioni devono realizzarsi completamente in base ai metodi miopi e non-scientifici di costruire piccoli accrescimenti ai centri esistenti, dove i valori del suolo sono già alti e non c’è l’opportunità di far partire ex-novo e pianificare secondo saldi principi scientifici ed economici?
Quale può essere l’obiezione a creare nuove città? Non può essere che si tratta di un’idea non sperimentata, visto che è stato mostrato come sia risultata pratica a fronte di circostanze immensamente più difficili di quelle che un governo può incontrare. Non può essere che il metodo sia socialista, dato che la questione è semplicemente di selezionare una forma scientifica di organizzazione nella costruzione della comunità, in un caso dove il Governo ha già deciso di adottare una politica di creazione di nuova comunità. Non può essere perché non ci sono cervelli per costruire nuove città in una terra dove c’è così tanta capacità di organizzare gli affari, e non può essere per la novità della proposta in una nazione che è stata costruita dall’iniziativa e dalla ricchezza di risorse dei suoi cittadini.

Prendiamo un possibile caso per una azione organizzativa da parte del Governo. Assumiamo che nelle vicinanze di una dei grandi cantieri navali si preveda che ci sarà richiesta per una sistemazione residenziale permanente di 10.000 lavoratori ben pagati. Questi uomini, le loro famiglie, e le persone richieste per rispondere ai loro vari bisogni sociali, significano che occorrerà provvedere per una popolazione di 50.000 abitanti. In un caso come questo la cosa più corretta non è di costruire un accrescimento suburbano a città e cittadine esistenti, per passare l’incremento di valore del suolo agli speculatori, affollare le case l’una sull’altra per pagare gli alti costi dei terreni, creare profitti per le esistenti e altamente sovvenzionate imprese di pubblici servizi, ma adottare una audace e più efficiente politica di creazione di una nuova città, proprio come ha fatto la Steel Corporation.
Un’area da 12 a 15 miglia quadrate di terreno agricolo dovrebbe essere acquistata entro un raggio di 3 o 5 miglia dagli impianti, vicino a una linea principale ferroviaria. Dovrebbe essere messa a disposizione una struttura di trasporto rapido per consentire ai lavoratori di raggiungere gli stabilimenti in quindici o venti minuti, la città dovrebbe essere pianificata, le reti dell’acqua potabile e gli altri impianti installati, costruite le strade e le fogne, i teatri, negozi, e gli edifici pubblici eretti. Dovrebbero provvedersi e incoraggiarsi industrie ausiliarie. L’impresa privata dovrebbe essere invitata a partecipare allo sviluppo strutturale. Il capitale impiegato non ha bisogno di essere maggiore di quanto sarebbe necessario per qualunque altro tipo di progetto, visto che i risparmi nel costo dei suoli saranno sufficienti a pagare i costi di fornitura per infrastrutture pubbliche e servizi sociali. Dopo aver pagato, diciamo, il 5 o 6 per cento sul capitale impiegato, tutti i profitti dovrebbero essere girati alla comunità per il beneficio della città Una larga porzione del terreno dovrebbe essere permanentemente adibita a appezzamenti agricoli.
Sui vantaggi di portare avanti almeno un esempio di costruzione scientifica della città secondo le linee indicate, c’è poco da dire. È ovvio, almeno, che nessuna quantità di teoria avrà mai un valore uguale a quello della dimostrazione pratica nell’educare il popolo riguardo ai migliori metodi di realizzazione delle abitazioni e costruzione della città. Può darsi che nel realizzare questo progetto ci sia molto da imparare riguardo a quanto debba essere evitato, così come riguardo a cosa debba essere fatto, relativamente a futuri sviluppi; ma questo aggiungerà valore al progetto, anziché sottrarne. Non si suggerisce di tentare un esperimento nel mezzo di una guerra; l’esperimento è stato fatto, e i vantaggi del metodo provati.
Il periodo della ricostruzione si stende davanti alle nazioni belligeranti. Questa ricostruzione consisterà di un mero riaggiustamento del vecchio insieme di condizioni, con i loro fallimenti nel soddisfare i bisogni sociali, nel provvedere ripari decenti e ambienti sani per le masse popolari, con la relativa minaccia a tutte le istituzioni democratiche? Oppure sarà una vera ricostruzione, attraverso la quale sarà fatto uno sforzo per costruire gradualmente una più sana vita di comunità, integrata nel suo ambiente in città e campagna, liberata dai falsi standards economici, ed efficiente nell’organizzazione civica così come nell’impresa privata?

Le condizioni economiche del giorno d’oggi ci insegnano che alle domande del lavoro non si può mai rispondere con il mero incremento degli stipendi. Si risponde a questi bisogni solo con l’organizzazione scientifica e l’equa distribuzione delle risorse nazionali, e con un più serio sforzo per innalzare lo standard di vita e conservare la vita ed energia umana ora sprecate negli slums delle grandi città, e nelle isolate catapecchie della campagna. Quello con cui c’è più bisogno di misurarsi nella riforma delle condizioni urbane è la promozione di nuovi metodi di pianificazione e organizzazione della crescita e sviluppo delle comunità, con l’obiettivo di assicurare a ciascuna, per quanto possibile, i vantaggi combinati della città e della campagna. La creazione di una città giardino non può fare di più, che indicare la strada, ma questo è precisamente quello di cui c’è bisogno; perché, in materia di ricostruzione industriale e sociale, stiamo ad un crocicchio,a chiederci da che parte andare per andare davvero avanti.

Nota: il testo in originale è disponibile anche online sul bellissimo sito di John Reps alla Cornell University; di Thomas Adams, autore poco conosciuto e tradotto in Italia, anche l'introduzione allo studio originario sulla Unità di Vicinato di Clarence Perry, del 1930 (f.b.)

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Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
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Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
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