Un piano sregolatore
Marina Della Croce
Un articolo di Marina Della Croce sul manifesto del 15 novembre 2002 - Roma, corteo contro il Prg: in arrivo 64 milioni di metri cubi di cemento.

«Roma non merita questo piano regolatore»: sotto questo slogan scritto a caratteri cubitali sullo striscione che guidava il corteo, centinaia di persone hanno manifestato ieri pomeriggio contro la proposta di Prg del comune di Roma. Il corteo, promosso da varie associazioni ambientaliste e comitati di cittadini (dalle «Rete per il piano regolatore partecipato» a Italia nostra, dal Wwf a Legambiente, da Verdi ambiente e società ai centri sociali ai disobbedienti) è sfilato dal Colosseo al Campidoglio, dove una delegazione di manifestanti ha incontrato i capigruppo in consiglio comunale. Alla giornata di protesta, seguita a molte iniziative promosse nei giorni scorsi in diversi quartieri, hanno aderito anche partiti (Rifondazione e Verdi), urbanisti, docenti universitari e sindacalisti Cgil. Al sindaco Veltroni contestano innanzitutto il «mancato coinvolgimento dei cittadini» nella redazione della nuova pianta di Roma. Nel merito del Prg, in particolare l'«enorme quantità di cemento» (sessantaquattro milioni di metri cubi) che si riverserà, se il Piano verrà approvato così come è dal consiglio comunale, nel territorio. Troppo, eccessivo in una città che «continua a perdere abitanti», fanno notare i promotori dal corteo, accusando il comune di «ascoltare soltanto i costruttori». «Il piano comunale - dice Mirella Belvisi, di Italia nostra, per anni consigliere comunale verde - va a compromettere aree che avevamo tutelato con il vecchio `piano delle certezze', le aree agricole infatti ora sono trasformate in aree di riserva per nuove costruzioni. Lo sviluppo urbano è inoltre previsto nella cintura verde della città, il che vuol dire che finisce la tutela ambientale per la quale ci eravamo tanto battuti in passato». L'altra «cosa grave - aggiunge Belvisi - è che nel centro storico il comune prevede la demolizione dell'esistente e la ricostruzione senza piano di recupero. E' un fatto gravissimo». «Basta con la città degli affari, con la città dei salotti - dice Guido Lutrario, della Rete per il piano regolatore partecipato - . Vogliamo un piano che salvaguardi l'identità storica della città, che tuteli i ceti popolari che ancora ci vivono».
I manifestanti ribadiscono al comune la richiesta di un confronto con «il nostro piano regolatore». «Roma - scrivono in un documento appello - ha davanti a sè la grande occasione per ripensare la città e farne il centro della sostenibilità (mobilità pubblica su ferro, lotta all'inquinamento acustico, atmosferico ed elettromagnetico), della biodiversità (tutela del territorio) e dell'accoglienza e la solidarietà verso i migranti e tutti coloro che vivono nel disagio».
L'approvazione del Prg è prevista per la fine dell'anno. Per le eventuali modifiche c'è ancora tempo, ma dal Campidoglio neanche ieri sono arrivati segnali «positivi» per i manifestanti». I Verdi e Prc, in giunta, minacciano di non votarlo. Noi il piano lo vogliamo, ma non così com'è, ora è un'orgia di cemento incontrollato», dicono.
In serata, mentre era in corso la riunione con i capigruppo capitolini, in via Ostiense un gruppo di studenti e lavoratori precari hanno occupato uno dei tanti edifici pubblici abbandonati. E' una ex sede della Croce rossa, dove, secondo glio occupanti, nascerà «la camera del lavoro e del non lavoro». Il nuovo centro di aggregazione giovanile ha già un nome: si chiama «Acrobax».

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