0 0 0
0
0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Mall - già sito di Fabrizio Bottini > Urbanistica > L'Urbanista

Il genio di Jane Jacobs
Data di pubblicazione: 20.01.2007

Autore:

Dal progressista The Nation, 1 maggio 2006, un ricordo delle innovazioni metodologiche interdisciplinari della Jacobs, contro interpretazioni di comodo limitative (f.b.)

Titolo originale: Jane Jacobs's Genius – Scelto e tradotto per eddyburg_Mall da Fabrizio Bottini

Sul sito web di Crime Prevention Through Environmental Design c’è un riconoscimento all’opera dell’attivista urbana Jane Jacobs scomparsa il 25 aprile, dieci giorni prima del suo 90° compleanno. Per questa organizzazione che organizza laboratori internazionali sulla creazione di spazi sorvegliati è centrale il concetto di "occhi sulla strada", un modo di dire coniato da Jacobs nel primo dei suoi nove libri, The Death and Life of Great American Cities (1961). Nel linguaggio chiaro e accessibile che è sempre stato uno dei marchi di fabbrica della Jacobs, "occhi sulla strada" spiega come le stade più sicure hanno una molteplicità di funzioni – la maggior quantità possibile – che attirano molte persone per molti scopi, nel corso di tutta la giornata e della sera. "Occhi" – l’osservazione dei processi organici delle nostre vite all’interno di sistemi complessi - sono stati le lenti attraverso cui la sua appassionata attenzione per le persone e i luoghi ha ingrandito il suo genio.
L’applicazione di "occhi sulla strada" nelle sessioni formative della polizia è solo uno degli straordinari esempi dell’ampiezza e profondità dell’influenza della Jacobs in tutto il mondo. Lo stesso naturalmente si può dire per quanto riguarda i costruttori che utilizzano il termine " mixed-use", altro contributo della Jacobs al nostro vocabolario e alla comprensione di come si costruiscono i luoghi.
Concetti tanto incorporati nella nostra cultura, ora, che si può supporre che pochi fra i poliziotti e tutti gli altri che ne usano liberamente abbiano qualche idea della loro origine.

E questo andava benissimo alla Jacobs, che badava poco al credito, e molto all’utilità, delle proprie idee.
I suoi insegnamenti sono complessi quanto la complessità che ha scoperto nella vitalità urbana. Capire qualunque cosa, sosteneva, passa soltanto attraverso l’osservazione diretta e l’interrogazione continua. Il suo spirito inclusivo sottolineava il valore di tutti i partecipanti e dava maggior peso al cittadino informato che non all’esperto certificato. Questa semplice verità, che descrisse una volta come “fidarsi della gente del posto”, aiuta ad evitare interventi poco adatti quando non pericolosi entro le ecologie urbane.
Questo metodo di indagine può essere forse la sua più importante eredità, di particolare significato nella nostra cultura dell’immediatezza, con le sue aspettative di risposte rapide, piani dettagliati, soluzioni chiare, bei disegni … insomma qualcosa di definitivo. Lei fu chiaramente difensore delle città organiche, protettrice dell’autenticità dei luoghi, fiera oppositrice dei grandi piani stradali a spese del trasporto pubblico, promotrice di modeste aggiunte agli spazi esistenti anziché realizzazione di ambienti totalmente nuovi ultraprogettati, sostenitrice di quartieri economicamente ed etnicamente misti, acuta osservatrice di come funzionano le economie, contro le semplici teorie di questo funzionamento, e abile a capire come apprendere dall’ambiente anziché indebolirlo.

La Jacobs fu una donna di grande umiltà, solidarietà, calore e generosità di spirito. Si lanciava in audaci discussioni con persone riflessive, ascoltava attentamente le testimonianze dei cittadini alle assemblee pubbliche, non mancava l’occasione di opporsi al potere e desiderava solo che la gente continuasse nel dialogo che aveva contribuito a far partire, non a ripetere le sue parole. Ci volle un po’, ma alla fine arrivò anche a comprendere l’ampiezza della sua influenza. Ma ancora, era tormentata dalle persone che capivano male il suo pensiero o ne assorbivano solo parte della melodia, senza cogliere l’intera canzone. La prevenzione del crimine, avrebbe potuto sostenere, alla fine dovrebbe riguardare il modo in cui ci rapportiamo con tutti i sistemi del nostro ambiente, non solo quello urbano, ma l’insieme degli aspetti spaziali, sociali ed economici inteso come un tutto interconnesso.
Il pensiero e gli scritti della Jacobs compongono una delicata sinfonia di insegnamenti e idee; propongono una vita fatta di giustizia economica, sociale e ambientale. Il vero atto criminale, qui, sarebbe quello di ridurre il suo pensiero a una sola nota, quella sulle città, anziché orchestrare una nuova pedagogia, tanto ben introdotta dalle sue ricerche.

Nota: Su Jane Jacobs si vedano anche il ricordo del New York Times, quello del Guardian, e una interessante comparazione fra la sua opera e quella di altre due Autrici degli anni 50-60 , Rachel Carson e Betty Friedan (f.b.)

here English version









0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Marszalek, Diana
( 20.07.2008 11:38 )
Tangires, Helen
( 18.07.2008 21:36 )
Booth, Robert
( 16.07.2008 11:27 )
Burdett, Richard
( 14.07.2008 20:55 )
Torno, Armando
( 14.07.2008 10:35 )
Florida, Richard
( 14.07.2008 10:02 )
Rajagopal, Shyama
( 12.07.2008 20:19 )
Mann, Leslie
( 11.07.2008 14:50 )
Prince, Rosa
( 10.07.2008 18:35 )
Meikle, James
( 10.07.2008 09:35 )
Stephens, Dale
( 09.07.2008 19:17 )
Kaur, Ravleen
( 09.07.2008 09:10 )
Spiers, Shaun
( 08.07.2008 09:57 )
( 08.07.2008 07:30 )
( 08.07.2008 07:19 )

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg