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Riccardo Maria Rita; Conti Lorenzetti
La scommessa: tenere assieme ambiente e sviluppo
16 Settembre 2009
La barbara edilizia di Berlusconi
La polemica con Settis sul piano casa di due amministratori di regioni del centrosinistra. E il commento di eddyburg. Da l’Unità, 14 settembre 2009 (m.p.g.)

Siamo proprio sicuri che Salvatore Settis abbia ragione quando parla di «fai da te» delle regioni rosse sul piano casa? Le sue recenti osservazioni, prodighe di imprecisioni, sono il frutto di un'interpretazione estremamente soggettiva e confusa della vicenda. Francamente ci lascia stupefatti che un esperto della materia possa prender per buona la propaganda del governo più che la realtà.

Il così detto "Piano casa 2" era una vera emergenza per il territorio, che le regioni hanno contrastato da sole in un assordante silenzio anche della stampa più progressista, dell'opposizione politica e di intellettuali. La sinistra deve rappresentare un universo di valori e interessi che unisce esigenze strategiche e culturali (paesaggio, territorio, sviluppo di qualità delle città), soprattutto in regioni come le nostre, considerate «perle» quanto a valori paesistici, storici, artistici. E qualcuno ne porterà pure il merito se queste regioni, che si sono sviluppate in un periodo in cui, per citare come Settis Romano Prodi, «la devastazione del territorio continua e sarà ricordata anche fra molti secoli come il documento più buio dell'Italia del dopoguerra» hanno mantenuto questo prestigio e bellezza.

Se le soprintendenze hanno agito in tutta Italia, la differenza fra regioni con elevata qualità del paesaggio e regioni meno virtuose l'avrà fatta qualcun altro. Che sia la sensibilità di governi locali, che fin dagli anni 50 hanno trovato, con professionisti e intellettualità, una chiave di sviluppo pianificato dei sistemi territoriali?!

Crediamo che la vera tutela sia lavorare per una società moderna, dinamica, che non chiude i beni culturali e ambientali in una illusoria teca di vetro, prossimi al deperimento. Ma, ecco l'odierno paradosso: Toscana ed Umbria, che si avviano ad approvare il Codice del paesaggio, sono anche le prime regioni che hanno adottato le misure urgenti per l'edilizia. Ciò non solo per un senso delle istituzioni che ci ostiniamo a considerare come un valore fondamentale mentre dal governo, come rileva giustamente anche Settis, non arrivano segnali sul tema. Ma anche perché "sinistra" significa attenzione per gli edili che perdono il posto di lavoro, per i problemi congiunturali, argomenti che sono, invece, utilizzati soltanto come bandiere dal centrodestra.

La nostra scommessa è stata tenere insieme regole urbanistiche e manovre anticongiunturali, ricondurre nelle regole gli interventi d'urgenza. Noi non abbiamo mitigato il male minore, ma cambiato la natura degli interventi proposti, atti a far saltare, magari dal basso, quello che resta dell'assetto urbanistico italiano a favore di un saccheggio edilizio. Sfidiamo Settis a trovare un solo punto all'interno delle leggi regionali toscane ed umbre, pur a termine di 18 mesi, in cui si permetta di agire in deroga al codice del paesaggio che si tratti degli ulivi umbri, dei dolci profili toscani o altro.

I due autori sono rispettivamente Presidente della Regione Umbria e Assessore della Regione Toscana

si veda anche il commento di Maria Pia Guermandi

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