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Gli amministratori locali: costruite eco-città nelle aree urbane, non in campagna
Data di pubblicazione: 26.06.2008

Autore:

Per evitare di produrre mostri insediativi che replicano tutti i problemi dello sprawl diffuso, occorre integrare le eco-città alle infrastrutture, posti di lavoro, servizi esistenti. Telegraph, 25 giugno 2008

Titolo originale: Build eco-towns in urban areas, not the countryside, say council chiefs – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Un nuovo rapporto della Local Government Association avverte che i progetti per costruire 10 eco-città in tutto il paese sono “notevolmente carenti” e in assenza di una pianificazione adeguata si rischia di creare degli “ eco-slum”.
Costruire case molto “verdi” in una logica di puro mercato potrebbe aggiungere 30.000 sterline al costo di ciascun immobile, rileva lo studio.
Il raporto, Eco-Towns, back to the future?, afferma che il governo non ha tratto i dovuti da quanto già avvenuto in passato, ritornando alla logica di imposizione screditata delle new town anche per questa iniziativa.
Ben 13 sul totale delle 15 eco-città sono proposte per zone agricole, e si obbligherà chi ci andrà ad abitare a usare la macchina per andare a lavorare.
Sir Simon Milton, presidente dell’Associazione, afferma: “Questi progetti potrebbero trasformarsi negli eco-slum del futuro se vengono realizzati senza curarsi di dove andranno poi gli abitanti per lavorare o istruirsi.
“E se diventano città dormitorio con pochi collegamenti di trasporto pubblico, qualunque riduzione delle emissioni realizzata con il progetto edilizio di case e servizi sarà più che controbilanciata dal dover guidare per chilometri per comprarsi un po’ di pane o portare i figli a scuola”.

Il governo agisce contemporaneamente “come giudice e giuria” afferma l’Asociazione, “seguendo una politica delle eco-città che scavalca nelle decisioni le amministrazioni locali democraticamente elette”.
Le new town mal concepite realizzate fra gli anni ’40 e ’70 “hanno creato gravi tensioni” fra gli organismi di gestione delle corporation [ emanazione autonoma governativa n.d.t.] e le amministrazioni locali “lasciando nella propria scia un’eredità di problemi”.
Sir Simon aggiunge: “Le amministrazioni sono determinate a sostenere il proprio ruolo perché sanno bene che scavalcare le procedure decisionali ordinarie di trasformazione del territorio consentirà a questi insediamenti di essere realizzati in zone isolate senza i servizi necessari essenziali per la vita quotidiana”.
La Local Government Association rappresenta poco meno di 500 amministrazioni locali inglesi e gallesi, corrispondenti a una popolazione di 50 milioni di persone.

I piani delle eco-città sono messi in discussione da molte delle amministrazioni locali interessate.
Questa settimana un gruppo contrario al progetto Staffordshire ha intentato causa presso l’Alta Corte per bloccarlo.
David Bliss, presidente della campagna contro la eco-città a Middle Quinton, nei pressi di Stratford-upon-Avon, Warwicks, spiega: “Il tentativo qui è di provare giuridicamente che l’intera procedura tentata dal governo è un’impostura. Le consultazioni locali sono cominciate solo una settimana prima della scadenza dei termini di lunedì.
“Gruppi in tutto il paese sono uniti nella contrarietà a questo diktat di Whitehall. Se il governo di Gordon Brown non ascolta le popolazioni locali, forse darà retta al potere della magistratura”

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