CAGLIARI - Gli gruppo di attivisti di Greenpeace, giunti ieri a Cagliari a bordo della nave Artic Sunrise”, ha assaltato all'alba il palazzo del Consiglio regionale della Sardegna, in via Roma, nel tentativo di issare uno striscione contro l'uso del carbone sardo per produrre energia. Gli scalatori ecologisti sono stati però intercettati dalle forze dell'ordine prima che riuscissero a raggiungere la sommità del palazzo e fatti scendere. Dopo l'identificazione da parte della Polizia di Stato gli attivisti di Greenpeace hanno esposto lo striscione con la scritta “Soru il carbone uccide il clima” sul marciapiede davanti all'ingresso principale.
Secondo Greenpeace il ritorno al carbone, promosso dal governo nazionale e condiviso in pieno dal presidente della Giunta regionale sarda, Renato Soru, è dannosissimo per l'ambiente e viola gli impegni presi dall'Italia per rispettare gli obiettivi di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di CO2 e investire seriamente sulle fonti rinnovabili.
Nessun blocco dell'eolico in Sardegna ma una “pianificazione con regole” rispetto alla distribuzione “selvaggia” di pale e contro “la corsa all'oro che apre la strada alle speculazioni private in un business semplice a vantaggio di poche persone”. E' stata la risposta del presidente della Regione, Renato Soru, alla delegazione di attivisti di Greenpeace. Ricordando che tra le fonti energetiche sulle quali punta la Regione vi è anche la produzione idroelettrica e annunciando il via libera alla sperimentazione nazionale del solare termodinamico nell'isola, Soru, ha spiegato che “il piano energetico regionale non solo rispetta il protocollo di Kyoto sul 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma va oltre arrivando sino al 25%”. “Lo abbiamo scritto e stiamo investendo su questo - ha puntualizzato il governatore -, come stiamo investendo sulla ricerca e sulla concentrazione di una industria che produca gli elementi degli impianti eolici in Sardegna”.
Quanto alle obiezioni mosse da Greenpeace per l'utilizzo del carbone del Sulcis come fonte di alimentazione delle centrali elettriche, il presidente ha replicato sottolineando che “la produzione sarda sarà comunque limitata al consumo locale e a quel poco di più che si potrà far passare attraverso il cavo di collegamento con la Penisola”. “Per questo motivo – ha chiarito Soru - il carbone non sarà utilizzato per produrre un surplus di energia, ma rappresenterà una alternativa locale e meno inquinante rispetto alle modalità con cui si produce l'energia oggi: ossia sempre di origine fossile (olio combustibile) ma proveniente dal Medio Oriente”.
|