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Poesia e non poesia
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Architetture
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Non sono un appassionato dell’ architettura (il che stupisce quelli che mi credono architetto). Per me l’architettura è uno degli strumenti mediante i quali si costruisce la città: qui il suo valore, e qui il suo limite.
Con la penna si fanno le relazioni e i conti, e qualche volta viene una poesia. Così è anche con l’ architettura. Qui inserisco alcune architetture che mi hanno emozionato così come può farlo un improvviso, o il ritratto della ragazza con l’orecchino di perle.
Ne troverete poche: non perché siano tali in natura, ma perché è difficile renderle con una immagine piatta, e costruire una presentazione decente costa molta fatica.
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(22.01.2005)
Immagini della Neue National Galerie, Berlin, 1965-68. Un’architettura che commuove.
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Un monumento alla Resistenza, a Parigi
(06.05.2004)
Grazie a Pierre Piccotti sono andato, anni fa, a visitare il Mausolé aux Déportés. Dal 1961, a Parigi, sulla punta dell’Ile de la Cité, alle spalle di Notre Dame (nella foto la freccia indica il sito), uno dei più sobri e commoventi monumenti moderni. Progettato dall’architetto Pingusson, è dedicato ai 200.000 deportati francesi verso i campi di sterminio nazisti. Ho fatto un po' di fotografie: potete vederle qui
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