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Il 23 settembre Edoardo Salzano ci ha lasciato. La commemorazione laica si è tenuta mercoledì 25, alle ore 15, presso la sede di Ca' Tron dell'Università IUAV di Venezia, Santa Croce 1957. Dalle 12 alle 14 abbiamo dato l'ultimo saluto a Eddy, presso la camera ardente dell'ospedale civile di Venezia.

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VENEZIA

mercoledì 25 settembre 2019

Eddy Salzano, urbanista e comunista che lottava per una città di tutti

Globalist.it, 24 settembre 2019. «Scomparso a 89 l’intellettuale che ancora a giugno manifestava contro le “grandi navi” a Venezia».


A 89 anni domenica 23 si è spento Edoardo Salzano, urbanista che considerava la città come luogo collettivo e non di speculazioni private e urbanistiche. Per l’urbanistica la sua disciplina era un mestiere concreto che si misurava con il vivere collettivo e con la politica: dal 2003 che aveva riversato la sua azione in un sito web in grado di ospitare più voci e diventato un riferimento, eddyburg. Dove eddy era il nome con cui lo conoscevano tutti, burg sta appunto per città. Salzano è morto a Venezia, dove viveva dal 1974.

Nato a Napoli nel 1930, nipote del generale Armando Diaz, a Roma dal 1952, laureato in ingegneria, maestro per generazioni di studenti, aveva fuso lo studio delle città e del vivere collettivo con un’idea della politica come servizio pubblico. Sul Manifesto l’urbanista Vezio de Lucia lo ha descritto come uomo «disinteressato alle convenienze personali, inguaribilmente ottimista» e ha ricordato il suo libro più conosciuto, Fondamenti di urbanistica: «Il primato dell’interesse comune sull’interesse del singolo è il principio da assumere come stella polare dell’urbanistica». «Fu tra i primi, più di trent’anni fa, a imporre rigorose regole urbanistiche (cancellate dalle successive amministrazioni) alla devastante penetrazione del turismo in ogni brandello dell’edilizia storica», rammenta sconsolato De Lucia aggiungendo: «la prima cosa che ci ha insegnato è che l’urbanistica è politica, senz’altra qualificazione».

Eddy Salzano ha redatto un piano sulla città storica di Venezia e uno paesaggistico della Sardegna. Ha scritto a lungo su l’Unità. Tra i suoi titoli si annoverano  Memorie di un urbanista (Corte del Fontego, 2010, Salzano), dove parlava tra l’altro del piano regolatore di Roma approvato nel 1965 e di una città in preda agli fondiari e immobiliari privati, e il saggio Urbanistica e società opulenta (Laterza, 1969).

Salzano si è sempre definito comunista. Aveva militato nel Pci. Con la compagna Ilaria negli ultimi anni era in Potere al popolo. Come ricorda De Lucia, a giugno era in sedia a rotelle. Ma non si era perso la manifestazione contro le grandi navi. I dimostranti lo hanno salutato con un applauso interminabile.

«È stato un grande urbanista e un intellettuale a tutto campo, uno dei migliori, dei più appassionati e concretamente attivi del suo tempo – ha scritto in una nota Gianfranco Bettin, scrittore e già assessore comunale a Venezia - Ha contribuito a ripensare e a difendere Venezia, e ogni bene comune, la “città come bene comune', sia quando l'ha amministrata fino a oggi». Balzano fu assessore dal 1975 al 1985 in una giunta di sinistra nel Comune lagunare.
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