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EDDYBURG - LAVORI IN CORSO

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mercoledì 21 agosto 2019

NATO, UE, armamenti nucleari

Ricostruzione della sudditanza dell'Italia e dell'Europa alle scelte degli Stati Uniti attraverso il trattato NATO, le pesanti ripercussioni che ancora oggi gravano sulle scelte della politica italiana e il rischio catastrofico di una guerra nucleare che incombe. (a.b.)


Presentazione al convegno "UNIONE EUROPEA, NATO E BASI MILITARI. La guerra in casa" tenutosi a Pisa il 19 maggio 2019. Parte dell'omonimo opuscolo curato da Potere al Popolo! Pisa (qui il link al pdf).
In eddyburg 
Molte sono le ragioni per considerare, oggi più che mai, la guerra come una delle cause più gravi non solo degli stermini di persone, non solo dell'insicurezza del nostro pianeta, ma anche uno dei più devastanti sprechi di risorse. Risorse che, se non divorate dal complesso militare, potrebbero essere utilizzate per combattere i poderosi ostacoli che impediscono un maggiore benessere economico, sociale e culturale del genere umano. In eddyburg, nella cartella "2015:la guerra diffusa" potete trovare diversi articoli che disaminano e sostengono questa rivendicazione. (a.b.)


Trattato OTAN (NATO)

Il 4 agosto 1949 l’Italia firmò il Trattato NATO (siamo asserviti anche linguisticamente, gli altri paesi di lingua latina la chiamano OTAN, Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, in italiano NATO non significa nulla, North Atlantic Treaty Organization). La “fedeltà atlantica” (sarebbe più appropriato chiamarla “sudditanza”) ha costituito un vincolo che ha condizionato pesantemente le scelte politiche fondamentali e la democrazia in Italia, ed è stata alla base di tutte le trame, i colpi di stato, gli attentati, lasciando una pesantissima scia di sangue. Bastino alcune date per rinfrescare la memoria (senza ambizioni di completezza):
  • 1964, Piano Solo del Gen. De Lorenzo, con la complicità del Presidente della Repubblica Antonio Segni;
  • In quegli anni vennero tagliate le gambe a qualsiasi ambizione e progetto di uno sviluppo dell’Italia avanzato e autonomo dagli USA: delitto di Enrico Mattei (politica petrolifera indipendente dalle “Sette Sorelle”); accusa e condanna di Felice Ippolito (fine delle ambizioni nucleari); svendita dell’Olivetti, leader mondiale nei computer (previa eliminazione del geniale direttore dei laboratori, Mario Tchou); ect. L’Italia condannata a produzioni di serie. 
  • Avvio della “Strategia della Tensione”; 
  • 1969, Strage di Piazza Fontana; 
  • 1970, tentato golpe di Junio Valerio Borghese; 
  • 197l, Via Fani, sequestro e esecuzione di Aldo Moro: il suo destino fu segnato quando cominciò a parlare delle rete clandestina “Gladio”; 
  • 1974, Golpe di Edoardo Sogno, strage di Piazza della Loggia a Brescia, strage dell’Italicus: articolo-denuncia di Pier Paolo Pasolini sul Corriere della Sera: “Io so ...”; 
  • 1980, strage di Ustica; 
  • 1991, strage della “Moby Prince” nella rada di Livorno, impegnata per la fornitura clandestina di armamenti dalla base di Camp Darby per la Prima Guerra del Golfo. 
Per molti degli attentati sembra provato l’uso di esplosivo provenienti dai depositi “Gladio” dell’OTAN.


Alcune annotazioni
  • Cessione di sovranità: il territorio italiano, che ai tempi della guerra fredda doveva solo servire a ritardare l’avanzata di un’eventuale offensiva sovietica, è diventato una portaerei terrestre indispensabile per lo svolgimento della guerra. «Senza l’accesso alle basi e ai porti italiani la OTAN non avrebbe potuto effettuare questa importante operazione», ha confessato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti William S. Cohen.
  • I paesi dell’Europa occidentale da allora non hanno avuto nessuna politica estera autonoma (la politica di De Gaulle in Francia rimase nella sostanza subalterna). 
  • Tutto il processo della cosiddetta unificazione europea fu nella sostanza funzionale al dominio degli USA, e ne facilitò il controllo (con l’ideologia della barriera al comunismo). 
  • Avanzo anche un’interpretazione che non mi sembra comune: il dopoguerra segnò anche l’avvio effettivo dell’imperialismo americano, che non aveva preso parte alla grande orgia coloniale-imperialista dell’Europa nell’800 in Africa e Asia, ancorché avesse enunciato dal 1823 la “Dottrina Monroe” e l’avesse inaugurata nel 1898 con la guerra alla Spagna a Cuba e nelle Filippine, ma negli anni ‘30 del 900 aveva adottato una politica isolazionista. 
  • Creazione dello Stato di Israele come avamposto e gendarme del Medio Oriente. Questione palestinese, Madre di tutte le ingiustizie. 

Armamenti nucleari e OTAN

Tappe iniziali:
  • Agosto 1942, avvio del Progetto Manhattan [programma di ricerca e sviluppo della bomba nucleare ndr]
  • 16 luglio 1945, Trinity test [primo test di arma nucleare ndr]
  • 6 - 9 agosto 1945, Hiroshima e Nagasaki 
  • 29 Agosto 1949, primo test dell’URSS. 
  • Ottobre 1952, primo test della Gran Bretagna. 
  • Novembre 1952, Bomba H (termonucleare) USA. 
  • Agosto 1953, bomba termonucleare URSS. 
  • Febbraio 1960, primo test della Francia (Israele). 
  • Ottobre 1964, primo test della Cina. 

Italia e OTAN
  • 1954, allestimento del Sito Pluto (Longare, Verona): le gallerie erano state utilizzate dall’esercito nazista.
  • 1959, installazione missili nucleari Jupiter a Gioia del Colle (Puglia) senza dibattito e informazione pubblica (contemporaneamente in Turchia). Verranno rimossi dopo la Crisi dei Missili a Cuba del1962 come compensazione non scritta.

Armi nucleari USA in Europa

Andamento quantitativo delle testate nucleari schierate in Europa, 1954-2011. Il picco venne raggiunto nel 1971, con 7.300 testate


Arsenali nucleari 

Anni ‘60: concetto della distruzione reciproca assicurata (Mutually Assured Destruction, MAD).

1970: firma del Trattato di Non Proliferazione (TNP). Gli Stati nucleari rimangono tali (e possono moltiplicare e perfezionare i loro arsenali), ma non possono trasferire armi nucleari ad altri Stati (violato dal nuclear sharing nell’OTAN, v. sopra), e questi è proibito svilupparle. Art. VI, gli Stati Nucleari si impegnano a promuovere negoziati in buona fede per il disarmo nucleare e totale. EFFETTI: gli arsenali mondiali passarono da 40.000 a 70.000 testate, e il numero di Stati nucleari da 6 a 10 (poi il Sudafrica smantellò il proprio arsenale nei primi anni ‘90).

La consistenza massima degli arsenali nucleari mondiali fu raggiunta verso la metà degli anni Ottanta con il numero demenziale di circa 70.000 testate! 



Anni Ottanta, crisi degli Euromissili e Trattato INF (1987), primo accordo di disarmo

1977: l’URSS schiera i nuovi missili balistici a gittata intermedia (Intermediate-Range Ballistic Missile, IRBM) SS-20.

1980: USA-OTAN schierano i missili Pershing in Europa.

Crisi degli Euromissili.

1° settembre 1983: abbattimento di un Boeing sud coreano entrato nello spazio aereo sovietico.

Allarme guerra nucleare: l’Orologio dell’Apocalisse a soli 3 minuti dalla Mezzanotte.

1987, firma Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie (INF), primo trattato di riduzione delle armi nucleari che rimosse tutte le testate montate su missili a medio e corto raggio (Euromissili, testate tattiche).

Dai primi anni ’90 sono rimaste schierate in Europa solo testate nucleari a gravità, schierate in sei paesi della nato: dal 1993 al 2011 il loro numero è passato da 480 a circa 160-200.


Disintegrazione dell’URSS, fine della Guerra Fredda, avvio e stop del disarmo nucleare, deriva dell’OTAN ad alleanza aggressiva

La fine della Guerra Fredda eliminò un equilibrio che, malgrado tutto, aveva limitato le guerre e la loro conduzione. 1991: dissoluzione del Patto di Varsavia, e dell’URSS:

  1. L’OTAN (NATO), difensiva, non ha più alcun senso;
  2. Gli armamenti nucleari perdono il ruolo di deterrenza che avevano avuto nella Guerra Fredda, e devono venire eliminati;
  3. Ma l’OTAN conferma il ruolo centrale delle armi nucleari nella sua strategia (e ovviamente conferma il nuclear sharing).

Ma c'è una svolta radicale:

  1. 1990-1991, Prima Guerra del Golfo, la prima che Washington non motiva per arginare il Comunismo. Gli USA inaugurano l’uso dei proiettili a uranio depleto (DU);
  2. Nuovo Concetto strategico dell’OTAN (NATO): con la mistificazione di volere il “conseguimento di un clima di sicurezza in cui sia possibile godere dei cambiamenti positivi”, denuncia “le sfide e i rischi [molteplici e multidirezionali] che la NATO deve affrontare in materia di sicurezza sono di natura diversa da quelli del passato” e “potrebbero coinvolgere potenze esterne”, definisce un concetto di sicurezza come qualcosa che non è circoscritto all'area nord-atlantica. 1992, costituita la forza navale permanente del Mediterraneo (Standing Naval Force Mediterranean)

Inizia comunque un processo di forte riduzione degli armamenti nucleari, con i Trattati START (Strategic Arms Reduction Treaty): 1991, START-1; 1993, START-2 (mai ratificato dagli USA).

1996: Trattato di messa al bando totale dei test nucleari (Comprehensive Test Ban Treaty): mai ratificato dagli USA; la Francia prosegue i test nucleari a Mururoa prima di firmare (adducendo la necessità di acquisire ulteriori dati per sostituire i test con simulazioni; in altri termini:continueremo indefinitamente a modernizzare le armi nucleari!).


Osservazione su UE e pace

Ritengo importante confutare il luogo comune che dopo la fine della IIa Guerra Mondiale l’Europa non abbia più partecipato a guerre e abbia costituito una garanzia di pace: nulla di più falso! Che cosa sono stati i tentativi di colpi di stato che ho ricordato, se non atti di guerra? E sul piano concretamente militare basti ricordare la deleteria partecipazione, appunto con l’OTAN, all’aggressione del 1999 alla ex-Jugoslavia e alla sua dissoluzione: ancora una volta una sudditanza agli interessi degli USA, miope e autolesionista (bombardamento della Zastava, fabbrica della Fiat). E con l’OTAN la partecipazione alle missioni militari “fuori area”.


Volgere del secolo: riesplodono le tensioni e i conflitti, armi nucleari forever

Verso la fine degli anni ‘90 riesplodono le tensioni internazionali. Rallenta il processo di riduzione delle armi nucleari (vedi il grafico precedente).

1999: il vertice OTAN (NATO) a Washington ufficializza il «Nuovo concetto strategico», nasce «una nuova Alleanza più grande, più capace e più flessibile, impegnata nella difesa collettiva e capace di intraprendere nuove missioni, ... incluse le operazioni di risposta alle crisi», e impegna i paesi membri anche a «condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall'articolo 5, al di fuori del territorio dell'Alleanza»!

1999: inizia l'espansione della Nato nel territorio dell'ex Patto di Varsavia e dell'ex Unione Sovietica, nel 1999 ingloba i primi tre paesi dell’Est (Polonia, Repubblica ceca e Ungheria). Convergenza delle condizioni di ingresso nella UE e nella NATO, e strumento di condizionamento degli USA sull’UE.

2001: Twin Towers.

2001: gli USA si ritirano dal trattato ABM del 1972, che limitava l’installazione di difese antimissile. Potenziamento decisivo del sistema di difese antimissile: trasformazione epocale del quadro strategico. Opinione personale: le difese antimissile stravolgono l’architettura del sistema di “non-proliferazione” introducendo la possibilità, prima inesistente, per una potenza nucleare di sferrare un first-stike, potendo teoricamente abbattere i missili della ritorsione dell’avversario [1].

2003: guerra all’Iraq. Concezione neocon del “caos creativo”, il caos come foriero di opportunità (a vari livelli). Faccio osservare che gli USA dopo la IIa Guertra Momdiale hanno fatto molte guerre, ma non ne hanno vinta nessuna![2]

2006: primo test nucleare della Corea del Nord.

“Era Obama”, proporrei di denotarla “imperialismo razionale”: da un lato Afghanistan, “primavere arabe”, Libia, Siria[3], seguitando la politica ambigua arrogante e controproducente verso la Corea del Nord, ma concludendo l’accordo sul nucleare iraniano, e la stipula del Trattato Nuovo-START, ma avviando un colossale programma di modernizzazione delle armi nucleari!

Di questo programma è figlia in particolare (ma non solo) la realizzazione della nuova testata termonucleare B-61-12, che prossimamente sostituirà le “vecchie” B-61, schierate a Ghedi Torre ed Aviano.


Osservazioni sui limiti del Nuovo-START del 2010

Il Nuovo-START stabilì riduzioni decisamente deludenti degli arsenali di USA e Russia (in ogni caso è opportuno ricordare che gli altri 7 Stati nucleari, che non rientrano ovviamente nello START, detengono complessivamente poco meno di 1.000 testate): e qui mi rifaccio alle violazioni “formali” o “sostanziali” del regime di non-proliferazione e degli equilibri strategici.

Infatti, il totale delle tesate operative strategiche venne fissato in 1.550 per parte (e ormai raggiunto da entrambe le potenze): una quantità obiettivamente esorbitante e una capacità distruttiva terrificante! Ma fu la Russia a non accettare riduzioni più consistenti, perché aveva un motivato timore del faraonico sistema di difese antimissile statunitense (che è ormai chiaramente rivolto ai missili russi!): banalmente (ma ci sono anche altre motivazioni) in caso di un first-strike dagli USA, un alto numero di missili per una ritorsione può saturare le difese antimissile e penetrare nel territorio avversario.


Le nuove minacce dell’amministrazione Trump

Non è certo qui il caso di fare un’analisi delle politiche dell'amministrazione Trump, solo qualche annotazione sui venti di guerra che sta sollevando, per mettere in evidenza la gravità dei pericoli di un incendio globale.

Gli USA hanno scelto di contrastare con tutti i mezzi l’ascesa della Cina. La “guerra dei dazi” sembra riflettere rovesciata la famosa affermazione del generale prussiano von Clausewitz, “la guerra economica non è che l’anticipazione della guerra vera con altri mezzi”. Ma la risorsa ultima su cui puntano gli USA è mantenere la supremazia militare.

Così si impegnano su tutti i fronti. Dall’altro capo dell’Atlantico usano tutti i mezzi (propaganda, sanzioni, corruzione: per il momento) per rimettere definitivamente in riga l’America Latina, riportandola ad essere il “cortile di casa”. Infatti oggi lo sforzo è concentrato in una lotta all’ultimo sangue per scardinare le esperienze di Cuba, del Venezuela e del Nicaragua (per quanto ormai sia vittima di una svolta autoritaria e repressiva), avendo dichiarato spudoratamente che “il socialismo è frutto dell’ignoranza”. Vale appena la pena di osservare che la pretesa pressione migratoria da Sud è la diretta conseguenza dei regimi autoritari alimentati dagli USA (vedi il rovesciamento in Honduras nel 2009 del presidente legittimo Manuel Zelaya) dai quali fiumi di persone cercano di fuggire.

Dalla parte opposta rispetto noi, in Medio Oriente dal dopoguerra gli USA non cessano di ordire trame, golpe e attentati per imporre governi antidemocratici o comunque generare il caos. Iniziarono nel 1953 proprio in Iran, con il golpe contro Mossadeq e imponendo il regime dello Scià Reza Pahlavi, che pose le premesse per la rivoluzione khomeinista (rivolta proprio contro gli USA[4]).

Attualmente gli USA, alleata con Israele e l’Arabia Saudita sta cercando di strangolare l’Iran con sanzioni sempre più rigide e sembra preparare una vera aggressione. Scriveva Alberto Negri qualche tempo fa: “Guerre economiche e guerre vere vanno dunque quasi di pari passo e di solito i conflitti commerciali e le sanzioni precedono nuovi conflitti che dopo qualche tempo appaiono inevitabili. Ma di inevitabile non c’è nulla se non la preoccupante incapacità degli Stati Uniti di gestire le crisi internazionali. Peccato che queste guerre si svolgano alle porte di casa nostra e provochino disastri epocali: i profughi siriani in Turchia sono tre milioni, un milione nel piccolo Libano, in Iran ci sono altri due milioni e mezzo di rifugiati afghani mentre l’Africa preme sulle sponde del Mediterraneo.”

E l’OTAN costituisce un condizionamento sempre più forte sulla subalternità degli Stati europei, che sono trascinati verso un conflitto con la Russia, che è in clamorosa contraddizione con quello che sarebbe il loro interesse, una politica di pace e coesistenza pacifica con la Russia (del resto già contraddetta con l’aggressione alla ex-Jugoslavia nel 1999). In campo militare gli Usa traggono alti benefici, con bassi costi e rischi, dall’accrescimento delle forze terrestri dei paesi europei della Nato in funzione anti-Russia. Penso che non sia un caso che gli USA premano per l’aumento della spesa militare dei paesi membri, sia per questo motivo, sia per rafforzare la dipendenza dalla “fedeltà atlantica”.

Così rischiamo di essere schiacciati da tutti i lati da ben tre possibil deflagrazioni, succubi e complici allo stesso tempo, portati allo sbaraglio da una classe politica imbelle, incapace, e un tantino anche criminale, avallata però dall’indifferenza che sembra crescente della popolazione.


Spese militati, 2018 record!

Intanto la spesa militare nel mondo ha toccato livelli record [5]: 1.822 miliardi di dollari nel 2018, con un aumento del 2,6% rispetto al 2017. I cinque maggiori paesi, nel 2018, in questa poco positiva graduatoria, sono stati gli Stati Uniti (649 miliardi di dollari), la Cina (250), l’Arabia Saudita (67,6), l’India (66,5) e la Francia (63,8). L’Italia si è piazzata all’undicesimo posto globale sprecando in spesa militare di 27,8 miliardi di dollari (24,9 miliardi di euro) del proprio bilancio.

Il rischio di un conflitto nucleare non è mai stato così alto!

Last but not least, un futuro conflitto potrebbe degenerare in guerra nucleare. L’autorevole Bulletin of the Atomic Scientists ha allertato il mondo avvicinando la lancetta del Doomsday Clock alla fatidica Mezzanotte dell’Aposalisse Nucleare a 3 minuti nel 2017, e ad appena 2 minuti dal 2018, per il complesso di tutte le contraddizioni esplosive nel mondo.

Anche su questo l’amministrazione Trump ha radicalmente trasformato la già contraddittoria politica di Obama in una strategia apertamente offensiva: sia con la nuova Nuclear Posture Review [6], che ha sancito anche ufficialmente la realizzazione di mini-nukes (peraltro già varata da Obama con la realizzazione delle nuove B-61-12, ora la nuova W-76-2[7]), sia con la disdetta dello storico Trattato INF[8].

Riporto nell'immagine qui sotto i dati più recenti sulla consistenza degli arsenali nucleari mondiali.





Note

[1] . A. Baracca, Trattato INF: chi viola cosa, perché e come, Pressenza, 3 febbraio 2019, https://www.pressenza.com/it/2019/02/trattato-inf-chi-viola-cosa-perche-e-come/.


[2] . Si veda ad esempio: Tutte le guerre americane, https://www.panorama.it/news/esteri/obamamania/tutte-guerre-americane/; L. Bohne, Le guerre illegali degli USA nel mondo, https://www.pressenza.com/it/2016/05/le-guerre-illegali-degli-usa-nel-mondo/; M. Dinucci, Le guerre in tempo di pace, 20-30 milioni gli uccisi dagli SA dal 1945 ad oggi, https://www.dirittiglobali.it/2018/11/le-guerre-in-tempo-di-pace-20-30-milioni-gli-uccisi-dagli-usa-dal-1945-a-oggi/ (l’originale: James A. Lucas, US Has Killed More Than 20 Million People in 37 “Victim Nations” Since World War II, Global Research, https://www.globalresearch.ca/us-has-killed-more-than-20-million-people-in-37-victim-nations-since-world-war-ii/5492051); Gianfrasket, Gli Stati Uniti sono stati in guerra 222 anni su 239 che esistono come stato, http://informare.over-blog.it/2015/02/gli-stati-uniti-sono-stati-in-guerra-222-anni-su-239-che-esistono-come-stato.html.


[3] Le guerre di Obama, Il Post, 12 febbraio 2017, https://www.ilpost.it/2017/02/12/le-guerre-di-obama/.


[4] Penso che non molti abbiano presente che la politica USA in Medio Oriente è solo l’erede del brutale imperialismo britannico, che impose l’assetto politico odierno, inventando gli Stati attuali tracciando righe nel deserto: rinvio al mio A. Baracca, “Capire il Medio Oriente: quando la Gran Bretagna creò il caos”, 27.11.2017, Pressenza, https://www.pressenza.com/it/2017/11/capire-medio-oriente-la-gran-bretagna-creo-caos/


[5] SIPRI Yearbook 2018, https://www.sipri.org/sites/default/files/2018-06/yb_18_summary_en_0.pdf.


[6] Per un’analisi dettagliata: A. Baracca, “Trump aggrava irresponsabilmente la minaccia delle armi nucleari”, 15.01.2018, Pressenza, https://www.pressenza.com/it/2018/01/trump-aggrava-irresponsabilmente-la-minaccia-delle-armi-nucleari/.


[7] “Gli Stati Uniti hanno iniziato la produzione di nuove testate nucleari”, 29.01.2019, SpurnikNews, https://it.sputniknews.com/mondo/201901297182885-stati-uniti-produzione-armi-nucleari-bassa-potennza-scrive-businenss-insdier-texas/.


[8] Rinvio per una discussione dettagliata al mio “Il trattato INF rimane (per ora), ma il futuro della proliferazione nucleare è fosco”, 31.10.2018, Pressenza, https://www.pressenza.com/it/2018/10/il-trattato-inf-rimane-per-ora-ma-il-futuro-della-proliferazione-nucleare-e-fosco/.
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